2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

13.12.2021

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COMITATO NAZIONALE DELLE CELEBRAZIONI
Celebrazioni 2021
Venerdì, 19 Gennaio 2018
  • Incoronazione di Sisto V
    5 maggio 1585
  • Traslazione salma S. Pio V a S. Maria Maggiore (9 gennaio 1588)
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Montalto delle Marche, palazzo dei Presidi
    Epigrafe Giulio Sclafenato (1586)
  • Processione a S. Maria Maggiore
    Giubileo straordinario del 1585
  • Piazza S. Pietro con l'obelisco
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • La Fontana del Mose' in Piazza S. Bernardo
    Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Nuovo palazzo del Laterano e Obelisco
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Affresco Erezione dell'obelisco in p. del Popolo (1588)
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
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CURIOSITA' ROMANE Erezione dell'Obelisco in piazza San Pietro

  • Scritto da Ernesto Mezzabotta
  • Visite: 432

obeliscoE' ben noto l'interessamento che Sisto V aveva posto nell'abbellimento di Roma e nella sua sistemazione urbanistica, aiutato in ciò dal famoso architetto Domenico Fontana.

E' rimasto celebre, nella storia, l'episodio della erezione in piazza San Pietro dell'obelisco Vaticano, che misura col piedistallo m. 41,50, il più alto dopo quello di piazza san Giovanni in Laterano.

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LEGGENDE DI PAPA SISTO V SCRITTE IN ROMANESCO

  • Scritto da Ernesto Mezzabotta
  • Visite: 992

Sisto Quinto

Quello se chiamava Papa! Accusì cce ne vorebbe uno adesso!
V'abbasti a ddì' che sse dice insinenta pe' pproverbio:

« Papa Sisto Nu' la perdonò nemmanco a Cristo ».

Era un papa severo, perchè in queli tempi, ce voleva accusì.
V'abbasti a ddì' che in cinque anni che ha regnato, ha rifatto cinque ponti, cinque funtane, ha inarzato cinque guje, e ha llassato cinque mijoni in oro in d'una cassa forte drento a Caster Sant'Angelo.

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L'EREMITA

  • Scritto da Ernesto Mezzabotta
  • Visite: 354

A poca distanza da Porta del Popolo sulla via Flaminia, oggi popolata di case e d’orti sorge un colle più aspro degli altri, che continua il breve sistema dei monti Parioli.

Ai tempi di Sisto V nessuna continuità di strade e di case univa il centro della Roma abitata a quei luoghi lontani. Appena usciti dalla porta si era in piena campagna romana, malinconica e deserta, con imminente pericolo di cattivi incontri e di essere svaligiati dai banditi.

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I POTERI SOVRANNATURALI DI SISTO

  • Scritto da Redazione
  • Visite: 312

Un giorno Sisto V fece chiamare il boia. Gli ordinò di innalzare il patibolo in Piazza del Popolo, e il giorno successivo, appena la vicina Porta del Popolo fosse stata aperta, di impiccare la prima persona che fosse entrata in città.

Il boia, pur stupito dal desiderio del papa, conoscendone l'indole ovviamente si affrettò ad obbedire alle sue direttive.

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LA MEZZA FOGLIETTA DI SISTO V

  • Scritto da Ernesto Mezzabotta
  • Visite: 318

forconePiazza Navona, a quel tempo, non poteva dirsi propriamente una piazza. Era piuttosto un gran campo sterrato, cavo nel mezzo, circondato da casupole fra le quali si ergeva come gran signore fra gli umili sudditi il palazzo Orsini, costruito nel luo go stesso ove ora sorge il palazzo Braschi.

Quel luogo era il convegno favorito dì tutta La parte più bassa della popolazione.Trecconi e rivendugliole, mercanti al minuto, osti, rivenditori di quelle famose teste di castrato arrosto che fin dai tempi di Augusto formavano la pietanza prediletta della popolazione romana, avevano, piazza Navona come loro proprietà e naturale soggiorno.
Il vocìo e le grida arrivavano alle stelle.

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QUELLO CHE GIRAVA LO SPIEDO

  • Scritto da uguerra
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lo spiedoNella seconda metà del XVI secolo l'amministrazione romana versava in condizioni miserevoli. La corruzione dilagava, e la città brulicava di ladri.

Così quando nel 1585 Gregorio XIII morì, non si perse tempo nello scegliere come rimpiazzo un uomo di polso, nel tentativo di restaurare l'ordine. E Sisto V lo fece, con pugno di ferro, un atteggiamento che gli valse il soprannome di "er papa tosto" fra i cittadini romani.

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IL PAPA TOSTO

  • Scritto da uguerra
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Dante Alighieri espresse una massima che diceva:
"Il nobile seme della nobiltà non cade nella stirpe,
ma nelle singole persone nobili che fanno nobile la stirpe..."
(Dante "Convivio" p.284)

Di umilissimi condizioni erano i genitori di Sisto V, nato nel 1520 con il nome di Felice Peretti. Fu grazie ad uno zio frate che egli poté riscattarsi dalla sua condizione di miseria familiare, per indossare l'abito sacro della sua religione.

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VISITA ALLE MINIERE DI ALLUME PRESSO TOLFA

  • Scritto da uguerra
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L’ allume scoperto sui monti della Tolfa, fù per tre secoli grande fonte di ricchezza per lo Stato Pontificio, era quindi oggetto di universale curiosità ed interesse, per questo motivo erano in molti che venivano da Roma e da altri paesi a vedere questi luoghi.

Fra i tanti visitatori vi sono annoverati anche vari Pontefici desiderosi di vedere con i propri occhi quel tesoro ed il lavoro che veniva fatto nelle cave per estrarlo. Di alcune di queste visite sono rimasti dei brevi resoconti [...] dedotte tutte dall’ archivio comunale di Tolfa mentre molti particolari ci sono sulla visita fatta da Sisto V essendovi una ampia documentazione nella biblioteca vaticana.

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L'INSALATA DI SISTO V - a cura di Willy Pocino

  • Scritto da uguerra
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Il marchigiano Felice Peretti, che salì sulla Cattedra di Pietro il 24 aprile 1585 col nome di Sisto V, fu uno dei papi più energici della Controriforma.

Una delle sue prime preoccupazioni fu infatti quella di emanare disposizioni per impedire e togliere abusi, reprimere il brigantaggio, punire i colpevoli, frenare la prepotenza degli aristocratici e dei feudatari.

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Papa Sisto e Margutto

  • Scritto da uguerra
  • Visite: 1444

PAPA SISTO E MARGUTTO

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L’unione di questi due personaggi può sembrare una sconvenienza a chi non sa che essi, così uniti, rappresentano la satira fermana. Una specie di Pasquino e Marforio a Roma.

La statua sedente di Sisto V, fusa in bronzo da Accursio Baldi, detto il Sansovino, nel 1590, è posta sopra la loggetta esterna del palazzo comunale. Quella di Margutto invece, fatta in legno e malconcia, se ne sta in una sala della biblioteca comunale fin da quando la pietà di alcuni concittadini pensò rimuoverla da un sotterraneo del civico palazzo.

Eppure Margutto e papa Sisto si veggono, si parlano insieme, s’interrogano e si scam­biano sonetti, per lo più allusivi alle aziende comunali ed alle pubbliche amministrazioni in genere.

Ma chi era Margutto? Ve lo dice Scarabocchio nel suo Almanacco.

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