2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

13.12.2021

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COMITATO NAZIONALE DELLE CELEBRAZIONI
Celebrazioni 2021
Giovedì, 14 Dicembre 2017
  • Incoronazione di Sisto V
    5 maggio 1585
  • Traslazione salma S. Pio V a S. Maria Maggiore (9 gennaio 1588)
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Montalto delle Marche, palazzo dei Presidi
    Epigrafe Giulio Sclafenato (1586)
  • Processione a S. Maria Maggiore
    Giubileo straordinario del 1585
  • Piazza S. Pietro con l'obelisco
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • La Fontana del Mose' in Piazza S. Bernardo
    Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Nuovo palazzo del Laterano e Obelisco
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Affresco Erezione dell'obelisco in p. del Popolo (1588)
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
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LA FAMIGLIA RICCI DI MONTALTO

La famiglia Ricci di Montalto

albero galliGenealogia di Sisto V espressa e delineata in un albero della sua vera discendenza, con la comprensione dei Derivati dallo stesso Ceppo, il tutto avvalorato con prove desunte da pubblici Strumenti, ed altre autentiche scritture .

Tra le Famiglie Civili che fiorivano in Montalto nel Secolo XV. una era la Ricci, che come tale godeva tutti li primi gradi ed interveniva ai pubblici Parlamenti.

 Da quella Famiglia ebbe Sisto la fua origine benche però non fi trovi, che mai facesse uso di un tal Cognome, ma bensi di quello de Peretti , che tolse dal nome del Padre chiamato Pietro, comunemente detto Peretto. In manifestazione di questa verità abbiamo stimato proprio delinearne l'Albero della Discendenza, e qui inserirlo, acciocché ogn' uno possa sotto gli occhi e ad un tratto riconoscere quali veramente siano stati gli Antenati di Sisto con altri Soggetti diramati dal suo Ceppo.

Ma siccome la sola prospettiva dell' Albero punto non servirebbe, ogni qual volta non venisse pienamente giustificato, quindi ben volentieri ne assumiamo l'impresa con la speranza di soddisfare all’altrui aspettativa e giudizio. 

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Piergentile Peretto e Mariana Pierbenedetti

Piergentile Peretto – Mariana Pierbenedetti

Mariana da Camerino madre di Sisto V - Codice Ottoboni Latino 2427

testimonianze frontillo1Il documento è contenuto nel Codice Ottoboni Latino 2427 (sec. XVI), conservato netta Biblioteca Apostolica Vati­cana. È assolutamente degno di fede, trattandosi di un atto notarile pubblico rogato dal notaio Porfirio Antìci di Came­rino, il 22 luglio 1585: « Depositioni d'alcuni testimoni sopra la descendenza di Sisto V per via di donne », in vista della statua da erigere a Sisto V, oriundo camerinese per via di madre.

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PERETTO E SUA MORTE

CAPO XIV. PERETTO E SUA MORTE

Senza parlarne in un capitolo a parte, abbiamo finora tracciato, se non a sufficienza, almeno irrefragabilmente le vicende non liete del padre di Sisto V, nato e domiciliato a Montalto e quivi residente fino alla morte, salvo una forzata interruzione di non si sa bene quanto tempo durante il quale gli nacque il primogenito Felice.

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Depositioni d'alcuni testimonii sopra la discendenza di Sisto V per via di donne.

testimonianze frontillo[f.   152]         In Dei Nomine Amen. Anno eiusdem Domini Millesimo quinquagesimo octuagesimo quinto [1585] indictione XIII, tempore pontificatus Sanctissimi in Christo, Patris et Domini Nostri Papae Sixti Divina Providentia Papae Quinti et Mense lulii die vero XXII Actum in sindacatu Villa Frontilli, videlicet in Possessione Berardini quondam Petri Venantii de dicta Villa Frontilli iuxta bona dicti Berardini circum circa.

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Pietro (Piergentile) Peretto

epigrafe

Prospero Peretti*

Sono molte le memorie autentiche che si hanno essere stato Prospero uno de’ Figli di Peretto, ma per non dilungarci, solo riporte­remo li nomi, co' quali vien descritto nel pub­blico Catastro (sic.) del 1556, che sono: Prosper Pericti Jacobi Antoni Cole habet in contrada etc.

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PROSPER PERICTI JACOBI ANTONI COLE

PROSPER PERICTI JACOBI ANTONI COLE (Grottammare, ? - † ante sett. 1561) (dal catasto di Montalto del 1556)

Nell’ottobre del 1554 M° Felice e la madre Marianna acquistarono una proprietà in località Cimirano  con vignata, alberata, con una casa” da Santone di Nicolò di Mignuccio per 350 fiorini, 170 vennero pagati da M° Felice e 180 vennero versati dal figlio di Santone, Battista Mignucci, marito di Camilla, debitore nei confronti di fra Felice di una somma simile.  Il 4 maggio del 1555 Il M° Felice acquista un’ulteriore possessione di 33 stari (lavorativa, arborata, vignata, con casa) sempre da Santone Mignucci in contrada Cimirano per 300 fiorini, pagati al momento stesso dell’acquisto (notaio Baldassarre Giovannini). Il 25 maggio acquista ancora due appezzamenti in contrada  La Valle e Cimirano da Cristoforo e Nicolò, figli di  Girolamo di Mignuccio, fratello di Santone, per 300 fiorini.

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Sisto V alla sorella Camilla Peretti in occasione della donazione di Villa Montalto

villa montalto peretti vasi“Habbiamo risoluto di assegnarvi per vostra habitazione in perpetuo dono il Palazzo, e Vigna Peretti et a questo fine habbiamo dato ordine da un mese in qua di farlo più nobilmente ammobiliare di quello che era nel tempo, che da Cardinale habbiamo fatto. Questo è un luogo fabbricato, e piantato da Noi, e che era tutto il maggior nostro diletto, quando eravamo Cardinale, che maggior ci riesce hora la soddisfazione di vederlo, e considerarla habitatione e dominio di una nostra così cara Sorella, e questa mede[si]ma consideratione deve obbligare a voi di vivere in questo luogo con tutta la maggior soddisfazione del mondo, tanto più che in se stesso, e per le delitie del giardino, e per la nobiltà, et ordine del Palazzo, merita il nome di domicilio Reale. Ma benché reale sia l’habitatione, giacché vostra per l’avvenire s’intende, non vogliamo, che reali siano gli effetti anzi sarà nostra maggior soddisfazione, e vòstra gloria, che in quelle stanze reali si racchiudi la modestia in voi di una vita privata. A questo fine dunque sarete provvista di una corte decente, ma senza fasto, commoda, ma senza orgoglio, e che serva piuttosto di edificazione che di scandalo e di soggetto di discorso al popolo. Questa corte deve essere regolata secondo alla portione, che vi assegniamo per il vostro mantenimento, che è di mille scudi il mese, che la renderemo fondata in rendita certa...”
(Biblioteca Apostolica Vaticana, ms. Ottoboniano 734

Genealogia di Camilla Peretti

albero genealogico camilla

RAGVAGLIO INTORNO ALLE FESTE SEGVITE NELLA CITTA DI MACERATA.

ragvaglioRAGVAGLIO INTORNO ALLE FESTE SEGVITE NELLA CITTA DI MACERATA.

Con l'occasione dell' Arrìvo dell' Eccellentìpìma Sig. Donna Camilla Peretti, e di molti altri Signori Nobilissimi.
All'IlIustriss. & Reveren. Monsig. Cardinale di Mont’Alto.
Con breve discorso e dechiaratione di tutte l'IIstorie, Imprese, Motti, & inscrittioni contenute ne gli Archi Trionfali.

IN MACERATA, Appresso Sebastiano Martellini, M.D.LXXXIX

 

 

 

 

 

 

 

 

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Un documento da considerare con molta attenzione: "Il registro di spese di Camilla Peretti per la Fabrica di S. Lucia di Grotta a mare"

In occasione delle celebrazioni indette per il quarto centenario del pontificato di Sisto V sono apparsi molti lavori concernenti la vita e le opere del pontefice grottammarese. Anche la chiesa di S. Lucia, sorta a Grottammare nel luogo dov'era la casa paterna, ha costituito oggetto di esame da parte di valenti ed accreditati ricercatori, che si sono avvalsi di carte d'archivio conservate prevalentemente a Roma e a Macerata.
Recentemente la consultazione del catalogo di una mostra di documenti dell'Archivio Capitolino (poi AC) ha messo in luce brevi note a proposito dei seguenti volumi:
- "Registro di entrate e uscite di Camilla Peretti. 1587-1597";
- "Il registro di spese di Camilla Peretti per la Fabrica di S. Lucia di Grotta a mare".
Prima di andare alla Chiesa Nuova per esaminare i testi ho ripercorso, sia pure affrettatamente, una ventina di libri riguardanti Sisto V senza trovare menzione di questi manoscritti. Infine ne è stata trovata traccia, ma solo per il primo dei due volumetti, in un'opera apparsa dieci anni fa.
Si ritiene tuttavia che, pur non essendo documenti inediti, essi siano poco noti, in particolare, ai cultori della materia che li hanno trascurati in occasione delle manifestazioni indette per il quarto centenario del pontificato sistino.

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D. Camilla Peretti

pelagio palagiAccasata, Camilla, come dicemmo, con Gio: Battista Mignucci, fece acquisto di due figli, Francesco e Maria Felice. Questi ancora giovanetti rimasero privi del loro padre, ma di che anno avvenisse, non possiamo darne conto per mancanza degli antichi libri Parrocchiali, tanto de' Battesimi, che de’ Morti, con sommo pregiudizio della nostra storia, che meglio rimarrebbe fiancheggiata in ciascun soggetto, di cui parliamo, col beneficio delle prove desunte da detti libri, se fossero in essere, mentre quelli che vi sono, cominciano dall' anno 1586, e non prima. Tuttavia può con fermezza concludersi che detto Gio: Battista cessasse di vivere prima del 1566, perché in tal'anno Camilla si portò in Roma assieme con detti due suoi figli, colà chiamata dal Padre Felice, appunto seguito il di lui ritorno di Spagna, dove si era trattenuto con Ugone Buoncompagno Cardinal Legato, in qualità di Teologo, e dove aveva ricevuto il Breve fattogli spedire dal Santo Pontefice Pio V, dichiarandolo di motoproprio Vicario Generale dell’ Ordine ,

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Camilla e il Beato Fra' Felice da Cantalice

miracolo1

[...] Si diè fine al precedente Capitolo colla relazio­ne della prodigiosa cura tenuta da Dio d’ un pezzet­to di tonica di Fra Felice: ed ora non sarà fuori di proposito, che si termini il presente col succinto rac­conto d’uno più considerabile miracolo, succeduto nella preservazione dalle fiamme d’alcuni pochi ca­pelli dell’istesso Servo di Dio.

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L'ASSASSINIO DI FRANCESCO PERETTI E LA CRUENTA FINE DI VITTORIA ACCORAMBONI: UNA SCONVOLGENTE TRAGEDIA SUL FINIRE DEL CINQUECENTO ITALIANO

Un manoscritto senza data conservato negli archivi montaltesi1 riferisce sulla tragica fine di Vittoria Accoramboni, 'la folgorante bellezza eugubina',2 sposa di Francesco Peretti, (nipote del Cardinal Montalto, Sisto V), assassinato a Roma3 nei pressi del Quirinale (Monte Cavallo). Vittoria verrà uccisa a sua volta a Padova dove si era stabilita a Palazzo Cavalli, col secondo marito Paolo Giordano Orsini, Duca di Bracciano.

È una storia cruenta su cui sono stati versati davvero 'fiumi d'inchiostro', e che vogliamo qui proporre all'attenzione dei lettori organizzando l'esposizione su quattro percorsi:

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L'organo del Cardinale

L'ORGANO DEL CARDINALE

L'organo del Cardinale. Musica, mecenatismo e devozione del Cardinal Montalto e della famiglia Peretti alla Madonna della Quercia di Viterbo.

 

L'organo del Cardinale Progetto e realizzazione: Umberto Guerra

Riprese e montaggio: Sirio Sechi

Ringraziamenti: un grazie particolare al Prof. Gianfranco Ciprini autore del volume La Madonna della Quercia, una meravigliosa storia di fede, dal quale abbiamo attinto a piene mani per la realizzazione di questo video. Produzione: www.montaltomarche.it, Agosto 2010

Musica, mecenatismo e devozione del Cardinal Montalto e della Famiglia Peretti alla Madonna della Quercia di Viterbo

querciaNella Roma del suo tempo, Alessandro Damasceni - Peretti ,1 chiamato anche Cardinal Montalto (1570 - 1623), rappresentava sicuramente il primo e più importante e qualificato riferimento per l'arte musicale e i suoi cultori.

A dispetto del suo atteggiamento "martiale", infatti, l'alto prelato, pronipote di Sisto V, era un eccellente suonatore di "cimbalo" e cantava "in maniera soave et affettuosa", amando circondarsi dei migliori artisti del tempo, tra i quali « il Cavaliere del Leuto e Scipione Dentici del Cimbalo, sonatori e compositori eccellenti, e poi Orazio [Michi] sonatore raro d' Arpa doppia, e per cantare aveva Onofrio Gualfreducci eunuco, Ippolita napoletana, Melchior [Palontrotti] Basso, e molt' altri a' quali dava grosse provigioni...».2

 

 

 

 

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Gratie ricevute da gl'eminentissimi sig. Cardinali Montalto, e Peretti, e dal eccell. D. Michele Peretti, e suo figlio D. Francesco.

Ban 36 frontespizioSi riporta di seguito la trascrizione del Cap. XIII dell'opera del P. Pred. Gen. F. Tomasso Bandoni da Lucca, Sagrestano maggiore del Santuario della Madonna della Quercia di Viterbo con dedica al Card. Antonio Barberino (1607 - 1671) dal titolo: I fiumi quattro del Paradiso terrestre, surgenti dal vivo Fonte è Tegola della Madonna della Quercia di Viterbo, manifesti per le continue gratie, e Miracoli, In Viterbo, per il Diotall. 1636. Con licenza de' Superiori, pp. 42 e 43. 

Per ulteriori approfondimenti: www.madonnadellaquercia.it

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Alessandro Peretti 2° Cardinal Montalto


aperettiÈ noto come Sisto V ebbe a creare Cardinale un suo pronipote di soli quattordici anni. Siccome il fatto ha carattere straordinario, riteniamo opportuno illustrare la figura di questo precoce Principe della Chiesa, anche per sottolineare il perspicace intuito del Papa, suo prozio, nel giudicare e valutare l'indole e le capacità del giovinetto.

Riportiamo quindi ciò che — con la firma di Gaetano Moroni — scrisse di lui il Can. Pistolesi nel «Bollettino delle celebrazioni Sistine » (1921-1923), aggiungendo in calce qualche altra notizia che ci e sembrata interessante.

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Civita Castellana, Palazzo Montalto.

palazzo montalto c.castella

 

Stemmi araldici dei Peretti e degli Orsini

peretti orsini

stemma virginio orsini

Tempio fabricato da diversi coltissimi & Nobiliss.Ingegno in lode dell'Ill. & Ecc. Donna Flavia Peretta Orsina, Duchessa di Bracciano

tempio di.Uranio Fenici

Nozze per procura di Maria de’ Medici con Enrico IV re di Francia, rappresentato da Ferdinando I

jacopo da empoliJacopo di Chimenti da Empoli (Firenze 1551-1640)
Nozze per procura di Maria de’ Medici con Enrico IV re di Francia, rappresentato da Ferdinando I
1600
olio su tela
Firenze, Galleria degli Uffizi

Il matrimonio di Maria fu celebrato per procura a Firenze il 5 ottobre 1600: nel dipinto il cardinale Pietro Aldobrandini offre la mano di Maria a suo zio Ferdinando I che le porge l’anello in rappresentanza del re francese. Il granduca è seguito da Don Giovanni, figlio legittimato di Cosimo I ed Eleonora degli Albizzi, Don Virginio, figlio di Isabella de’ Medici e Paolo Giordano Orsini, e Don Antonio, figlio legittimato di Francesco I e Bianca Cappello, che organizzarono il grandioso evento. La sposa è accompagnata dalla granduchessa Cristina di Lorena con il principe Cosimo, Eleonora de’ Medici duchessa di Mantova e Flavia Peretti Damasceni, pronipote di Sisto V, duchessa di Bracciano e moglie di Virginio Orsini. 

Flavia Peretti, duchessa di Bracciano

ritratto flavia peretti

Genealogia Peretti - Sforza

peretti sforza

Genealogia Peretti - Colonna

peretti colonna

Rime nelle nozze dell'Illustr. et Eccell. Sig. Marc'Antonio Colonna Duca di Palliano e Tagliacozzo, e Gran Contestabile del Regno di Napoli, et Dell'Illustriss. et Eccel. Sig. Orsina Peretti Princiessa di Palliano, Di Gio. Maria Guicciardi da Bagnacavallo

022299P01FrontespizioRime nelle nozze dell'Illustr. et Eccell. Sig. Marc'Antonio Colonna Duca di Palliano e Tagliacozzo, e Gran Contestabile del Regno di Napoli, et Dell'Illustriss. et Eccel. Sig. Orsina Peretti Princiessa di Palliano, Di Gio. Maria Guicciardi da Bagnacavallo, 1589.

Scarica l'opera >>

Michele Peretti e il marchesato d'Incisa

... Con Testamento del 22 febbrajo 1589 un Ferrando dell’antica famiglia de’ marchesi d’ Incisa lasciò erede del suo patrimonio i PP. carmelitani di questo capo-luogo, con obbligo ad essi di fondare un altro convento del loro ordine nel villaggio della Rocchetta.

L'anzidetto Guglielmo investì poi del dominio d’Incisa Michele Peretti marchese della Mentana e conte di Cellano, il quale addì 22 d’ottobre del 1590 vi approvò gli statuti riformati da quel Duca.

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Genealogia Michele Peretti - Anna Maria Cesi

peretti cesi

 

Devozione della Principessa Margarita Cavazzi della Somaglia e della famiglia Peretti alla Madonna della Quercia di Viterbo

capoletteraNon deve arrecare maraviglia alcuna di vedere l'Illustrissima, & Eccellentiss. casa Peretti ogni giorno crescere più in splendore, & gloria talmente, che chiaro si vede quella essere singularmente da Dio favorita, prosperata, & sublimata, perché la singolar devotione di tutta questa Illustriss. & Eccellentiss. casa alla Gloriosa Vergine, & Madre di Dio è chiarissima cagione della prosperità, aggradimento, & gloria di quella;

Si vede chiaramentela divotione loro verso la sublime Regina dei Cieli, poiché tutti con affetto singularissimo & protegono, & adornano con doni quotidiani il sacro Tempio, che l'istessa Regina ha eletto, luogo dove non solo sia invocato il suo santo nome sotto titolo della Quercia, ma anco per uno de i più illustri da lei eletti ove si scorghino le glorie, & i trofei suoi: nessuno è che ponga il piede in quel sacro Tempio, che non veda gli ornamenti in quello posti dall'Illustriss. & Eccellentiss. casa Peretti; Quivi si vede una bellissima, e ricchissima cornice, la quale fa ornamento, e ghirlanda attorno alla sacra Immagine, di argento fino, di gran peso, e molto valore; Adornano ancora quel sacro Altare sei candelieri con la croce di argernto, di peso di libre trentadue [ kg. 14,51 ndr.], vagamente lavorati, i quali sono accompagnati da due torcieri grandi grandi di argento fino di peso di libre 96 [kg. 43,54 ndr.], con li suoi adornamenti di vago drappo.

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Principe Michele Peretti

Ritratto del Principe Michele Peretti Pietro Facchetti Galleria Corsini

Michele Peretti

Epistolario di Anna Maria Cesi al Principe Michele Peretti >>

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Constitutio super titulo et insignibus S.R.E. Cardinalium.

Il cappello rosso ( Pileo) fu concesso ai cardinali come copricapo distintivo da Innocenzo IV nel 1245, e nel XV secolo incominciò a sostituire come segno distintivo araldico la mitra, che prima di quel tempo aveva ornato i loro scudi.

Quando però l’aristocrazia iniziò a contrassegnare i propri scudi con le corone nobiliari, i cardinali di origine nobile seguirono tale esempio, preferendo spesso la corona al posto del cappello rosso, oppure facendo uso di entrambi contemporaneamente.

Questa usanza costituiva un abuso contrario allo spirito della Chiesa , e così la Sacra Congregazione per il Cerimoniale sottopose un decreto all’approvazione del Papa i data 10 agosto 1644.

In questo decreto si proponeva che il Pontefice obbligasse tutti gli interessati ad accontentarsi del titolo cardinalizio di Eminenza Reverendissima, sia per mantenere una certa eguaglianza cristiana tra i porporati, sia per ristabilire una loro uniformità negli stemmi togliendo le corone e ogni altro segno nobiliare profano.

Tale obbligo era esteso, sotto pena di scomunica, anche ai pittori, agli scultori e agli incisori, e a tutti i committenti le eventuali opere.

I cardinali fautori e sottoscrittori di questo decreto, determinante nel panorama araldico ecclesiastico, furono proprio i più nobili: Capponi, Barberini, Spada, Colonna, Corneli, Spinola, Brancaccio, Medici e d’Este. Tra questi nomi spicca anche quello del cardinale Francesco Montalto Peretti, pronipote di Sisto V.

Il Papa Innocenzo X approvò questo decreto apponendo una clausola secondo la quale nessuno avrebbe potuto mai più revocare in futuro, né in tutto né in parte, quanto promulgato.

A tutt’oggi questa costituzione ( che si chiama “Militantis Ecclesiae” ) non è mai stata abrogata ed è pienamente in uso. Addirittura, nel 1915, Papa Benedetto XV rafforzò questo decreto, estendendolo anche ai vescovi e tutti gli alti prelati.

PERETTI MONTALTO FRANCESCO (n. Roma 1595 † Ivi 4 Magg. 1655, 60enne). Sepolto in S. Maria Maggiore – creato Cardinale da Urbano VIII il 16 Dic. 1641. Pronipote di Sisto V.
Titolare della Chiesa romana di San Girolamo degli Schiavoni dal 10 Febb. 1642.
Principe romano, principe di Venafro, patrizio veneto, marchese di San Martino, conte di Celano, barone di Pescina, signore di San Rufino, San Benedetto dei Marsi, Aschi, Cocullo, Venere, Cerchio, Lecce dei Marsi, Gioia dei Marsi, Bisegna, San Sebastiano, Sperone, Ortucchio, Torrimpietra, Palidoro, Tor Lupara e Mentana.

PERETTI MONTALTO FRANCESCO stemma f.peretti

Stemma del Card. PERETTI MONTALTO FRANCESCO


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Testo Latino:
Innocentius X, 19 Dec. 1644. Constitutio Apostolica Militantis Ecclesiae regimini, BR, XV, 338 ss

Constitutio super titulo et insignibus S.R.E. Cardinalium.
Militantis Ecclesiae regimini, meritis licet imparibus, per abundantiam divinae gratiae praepositi, inter gravissimas multiplicesque apostolicae servitutis curas, quibus assidue premimur, in eam
peculiari studio incumbimus, ut inter S.R.E. Cardinales , quos tamquam reipublicae christianae cardines, et clarissima chatolicae Ecclesiae lumina, omnium virtutum splendore ceteris praelucere decet, fraterna servatur aequalitas, unde sincerae caritatis affectu sese invicem prosequantur, et, dimissa omnium saecularium rerum cura, nonnisi pro communi eiusdem Ecclesiae bono ac omnipotentis Dei gloria vigeat inter eos laudabilis aemulatio.
Hodie siquidem in Consistorio Nostro secreto dilectus Filius Noster Aloysius tit. S.Laurentii in Lucina Presbyter Cardinalis Capponius nuncupatus, decretum per Venerabiles Fratres Nostros eiusdem S.R.E. Cardinales Congregationis Caeremonialis prepositos emanatum, Nobis retulit tenoris subsequentis, videlicet; S. Congr. Caer. ... in qua interfuerunt R.mi Domini Aloysius tit. S. Laurtentii in Lucina Presbyter Card. Capponius, Franciscus S. Laurentii in Damaso Presbyter Card. Barberinus, Bernardinus ... Card. Spada, Fridericus ... Card. Cornelius, Jo. Dominicus ... Card. Spinula, Franc. Maria ... Card. Brancatius, Franciscus ... Card. Montaltus, Carolus ... Card. Medices, Hieronymus ... Card. Columna, Raynaldus ... Card. Estensis, censuit enixe Sanctissimo Domino Nostro supplicandum ut, ... districte praecipiat S.R.E. Cardinalibus, etiam quacumque natalium seu praecellentium aliarum dignitatum praerogativa insignitis, quod, solo nomine Cardinalis absque ullo saecularis dignitatis additamento contenti, non aliis titulis nuncupentur nec
uti inter eos possint, quam eminentissimi et reverendissimi, nec non Eminentiae Reverendissimae, non obstantibus quibuscumque in contrarium facientibus; insuper ut Sanctissimus D.N. dignetur mandare, ut omnes S.R.E. Cardinales, supra recensiti ad unitatem et aequalitatem ordinis
construendam, iubeant e propriis sigillis et insignibus quibuscumque, vulgo armis nuncupatis, amoveri coronas, signa ac omnes notas saeculares praeter eas, quibus intra scutum armorum eorum familiae tamquam de essentia et integritate eorundem armorum utuntur, et ut in posterum ab illorum usu abstineant, solo pileo, de pretioso Christi sanguine rubente, insigniti ac decorati; ac ulterius Sanctissimus D.N. inhibeat sub poena excommunicationis latae sententiae ac aliis arbitrii sui poenis sculptoribus, pictoribus, ac aliis quibuscumque, ne praedictas notas saeculares in sigillis et armis, aliisque insigniis S.R.E. Cardinalium sculpere ac pingere ac sculpi vel pingi mandare audeant.
Quod quidem decretum praedictus Aloysius Cardinalis retulit supradictam Congregationem censuisse etiam nomine totius Sacri Collegii in praesenti Consistorio Nostro praeferri, ut non solum illud comprobare, verum etiam pro ipsius usu et observantia inviolabili litteras apostolicas cum plumbo expediri iubere dignaremur; quas postea, Cardinales iam promoti qui in Urbe sunt infra decem dies, qui extra illam et in Italia degunt, infra quatuor menses proximos iurare teneantur ... motu proprio et certa scientia et matura deliberatione ... perpetuo confirmamus ... ad quos spectat et spectabit quomodolibet in futurum, sub poenis in eodem decreto contentis, inviolabiliter observari praecipimus et mandamus ... nunquam censeri praesenti constitutioni derogatum, nec illi in aliquo praeiudicatum, nisi fuerit expresse dispositive illi, toto eius tenore, derogatum.
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Testo Tradotto:
Innocenzo X, 19 dicembre 1644. Costituzione apostolica Militantis Ecclesia regimini, BR, XV, 338ss.

Costituzione circa i titoli e le insegne dei cardinali di S.R.C.
Preposti dall’abbondanza della grazia divina al governo della Chiesa militante, nonostante le forze impari, tra le preoccupazioni gravissime del servizio apostolico dalle quali siamo continuamente premuniti, ci occupammo con cura particolare a che tra i cardinali di Santa Romana Chiesa , che conviene risplendano sugli altri per la luce di tutte le virtù quali pilastri della repubblica cristiana e lumi della splendida Chiesa cattolica, si mantenga una fraterna eguaglianza onde essi si amino a vicenda con sincera carità di affetto e, deposta la cura di tutte le cose secolari, vi sia in loro la lodevole ricerca di null’altro che del bene della stessa Chiesa e della gloria del Signore onnipotente.
Nel corso del nostro concistoro segreto odierno il nostro diletto figlio Aloisio Capponi prete cardinale del titolo di S. Lorenzo in Lucina, ci ha sottoposto un decreto redatto dai venerabili nostri fratelli cardinali di S.R.C. preposti alla Congregazione Cerimoniale, del seguente tenore: “La Sacra Congregazione Cerimoniale, alla quale intervennero i reverendissimi Signori Aloisio Capponi prete cardinale del titolo di s. Lorenzo in Lucina, Francesco Barberini prete cardinale di S. Lorenzo in Damaso, il cardinale Bernardino Spada, il cardinale Federico Cornelio, il cardinale Gian Domenico Spinola, il cardinale Francesco maria Brancaccio, il cardinale Francesco Montalto, il cardinale Carlo de Medici, il cardinale Girolamo Colonna, il cardinale Rainaldo d’Este, ritenne di rivolgere forte supplica al Santissimo Nostro Signore affinché intimi ai cardinali di S.R.C. , anche a quelli insigniti di qualsivoglia prerogativa di nascita o di altri eminenti dignità, di essere contenti del solo titolo di cardinale senza alcuna aggiunta di dignità secolare, e non si facciano attribuire altri titoli né ne facciano uso all’infuori di quello di eminentissimi e reverendissimi nonché di Eminenza reverendissima, nonostante qualunque disposizione contraria; e affinché il Santissimo Nostro Signore si degni ordinare che tutti i cardinali di S.R.C. , sopra ricordati, allo scopo di costruire l’unità e l’eguaglianza del collegio, facciano in modo che siano rimosse dai loro sigilli e da qualsiasi loro insegna, comunemente chiamata stemma, le corone, i segni e tutti gli attributi di origine secolare ad eccezione di quelle che sono all’interno dello scudo dello stemma della loro famiglia come parte essenziale e integra dello stemma stesso, e d’ora innanzi si astengano dall’uso di quelle, restando insigniti e decorati del solo cappello rosso, risplendente del colore
medesimo del sangue prezioso di Cristo; e affinché il Santissimo Nostro Signore proibisca sotto pena di scomunica “latae sententiae” e di altre pene a suo giudizio, a scultori, a pittori, e a chiunque altro, di non osare scolpire o dipingere o far scolpire o far dipingere i citati segni sui sigilli, stemmi ed altre insegne dei cardinali di S. R..C.”.
Il predetto cardinale Aloisio riferì che la citata Congregazione aveva ritenuto di presentare questo decreto nell’odierno nostro concistoro anche a nome di tutto il Sacro Collegio non solo per la sua approvazione, ma anche perché ci degnassimo di ordinare l’emissione di lettere apostoliche con sigillo di piombo per garantirne l’uso e l’osservanza inviolabile. E noi confermiamo in perpetuo, di nostra spontanea volontà, con certezza di cognizione, e dopo matura deliberazione, che i cardinali già creati che si trovano in Roma siano tenuti a giurare quanto sopra entro il termine di dieci giorni, quelli invece che sono fuori dall’Urbe e si trovano in Italia entro il termine di quattro mesi; ordiniamo e imponiamo l’osservanza di quanto sopra a tutti coloro cui spetta e in qualsivoglia modo spetterà in futuro, sotto le sanzioni stabilite nel predetto decreto; e ordiniamo altresì che non si ritenga mai derogata alcuna clausola della presente costituzione né da essa mai pregiudicata cosa alcuna, se non sia espressamente ed effettivamente derogata rispetto ad essa, mediante tutto il suo disposto.

Vedi anche:

CARD. FRANCESCO PERETTI MONTALTO

CARDINALE FRANCESCO PERETTI

CARD. FRANCESCO PERETTI

CARD. FRANCESCO PERETTI MONTALTO

FRANCESCO PERETTI MONTALTO * nato in Roma, ultimo rampollo della Casa di Siſto V., di cui era pronipote, figlio del Principe di Venafro, e nipote del Cardinale Alessandro Peretti, nato in Roma, avendo sentito intimarsi dal padre di pensare seriamente a scegliersi una sposa ad oggetto di tirare avanti la casa, gli piacque fra tutte la Principessa Cesi, damigella di una grazia, ed avvenenza incomparabile, di cui divenne, appena trascelta la ebbe a sua sposa, appassionato amante.
Consentì il padre di buon grado al matrimonio del figlio, e per una semplice soddisfazione, volle vedere la futura sua nuora. Se non che vedutala appena, ne rimase egli medesimo talmente invaghito, che volle ad ogni conto sposarla. Proruppe il figlio in alte smanie, vedendosi supplantato dal padre, e rapita sugli occhi propri la diletta sua sposa.

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CARDINALE FRANCESCO PERETTI

Francesco Peretti Montalto

Il 16 dicembre 1641 l'abbate Francesco Peretti fu promosso al cardinalato da Papa Urbano VIII ad istanza del Re di Spagna, verso la di cui Corona fu sempre legato. Erede e possessore di tutti i beni di casa Peretti, potè appieno assecondare la sua liberalità mantenendo una costosissima corte personale che non aveva eguali fra i principi romani e i porporati che lo costrinse a gravarsi di grossi debiti.

Collocò in matrimonio una delle fue sorelle Maria Felice col principe Bernardino Savelli, nella cui  famiglia dopo la sua morte confluì l’eredità Peretti con l'obbligo - per fidecommisso - di assumere il casato dei Peretti.

Purtroppo non passò gran tempo che il patrimonio di casa Peretti, benché d’ immenso valore, per via giudiziale, fu totalmente disssipato e venduti feudi, ville, tenute, e tutto ciò che spettava alla casa Peretti, fu letteralmente svenduto per far fronte ai grossi debiti accumulati, alcuni dei quali restarono addirittura scoperti.

A tale tracollo soggiacque purtroppo anche la Compagnia del Santissimo Sacramento di Montalto per la somma di scudi novemila, accensati al cardinale e provenienti da un legato simile lasciato fra gli altri dal Cardinale Andrea Peretti i cui frutti erano destinati per la dote matrimoniale di centosette scudi a quattro zitelle di Montalto.

Il cardinale Francesco Peretti era particolare affezionato a Montalto, come luogo originario della fua Casa.

Secondo lo storico montaltese Pietro Andrea Galli,1 egli era determinato a "compartirgli le fue beneficenze;  e a tal fine nell'anno 1648. si mosse da Roma per portarvisi di persona, ma ne fu distolto per essergli nel viaggio giunto ordine del Sommo Pontefice Innocenzo X, allora Regnante, di trasferirsi a Fermo, dove era stato dal popolo furiosamente ammazzato il Visconti, che vi era Governatore, affine di prestare la sua autorevole assistenza, e di sovrintendere in una causa di tanto rilievo, dopo di che avendo dovuto far ritorno in Roma in adempimento del suo incarico, svanì il disegno della venuta in Montalto, e di fargli godere un si grand’onore con gli effetti della sua generosità" .

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P. A. GALLI, op cit., p.138

CARD. FRANCESCO PERETTI

ritratto f peretti

FRANCESCO PERETTI DI MONTALTO (1595-1655)
Nascita. 1595, Roma. principe romano. In secondo luogo principe di Venafro. patrizio veneziano. Marchese di San Martino. Conte di Celano. Barone di Pescina. Signore di San Rufino, San Benedetto dei Marsi, Aschi, Cocullo, Venere, Cerchio, Lecce dei Marsi, Goia dei Marsi, Bisegna, San Sebastiano, Sperone, Ortucchio, Torrimpietra, Palidoro, Tor Lupara e Mentana.

Tris-nipote di Papa Sisto V e ultimo discendente della famiglia. Nipote del cardinale Alessandro Peretti Damasceni (1585).
Educazione: nessuna informazione tranne che fu Protettore del Collegio Montalto in Bologna.

Primi anni di vita. Incoraggiato dal padre a sposarsi al fine di assicurare la continuazione della famiglia, scelse come sua futura moglie la principessa Anna Maria Cesi. Quando suo padre disapprovò la sua scelta perché innamorato della principessa Anna Maria Cesi, fu molto turbato e lasciò la casa paterna imbarcandosi in un lungo viaggio. Per non sentire di nuovo di nozze e matrimonio, prese gli ordini sacri (1).

Cardinalato. Creato cardinale nel concistoro del 16 dicembre 1641; ricevette il cappello rosso e il titolo di San Girolamo degli Schiavoni, il 10 febbraio 1642. Partecipò al conclave del 1644, che elesse papa Innocenzo X.
Episcopato. Fu eletto arcivescovo di Monreale il 30 maggio 1650. Fu consacrato  il 7 giugno 1650, nella cappella papale, del Palazzo del Quirinale di Roma, da papa Innocenzo X.
Fu Camerlengo del Sacro Collegio dei Cardinali, dall'8 gennaio 1653 fino al 12 Gennaio 1654. Partecipò al conclave del 1655, che elesse Papa Alessandro VII.
Morì il 4 maggio 1655, verso le ore 05:00, nel suo palazzo romano nei pressi della chiesa di S. Lorenzo in Lucina.
Fu sepolto il 7 maggio 1653, nella cappella di Sisto V nella basilica liberiana di S. Maria Maggiore in Roma.
Link. Il suo busto di Giuliano Fenelli, Bode-Museum, Berlino.
(1) Questo è il secondo di Cardella, Memorie storiche de 'cardinale della Santa Romana Chiesa, VII, 11-12.

MARIA FELICE PERETTI - SAVELLI

m felice savelli peretti

FRA FELICE TORNA A MONTALTO

CAPO XV. — FRA FELICE TORNA A MONTALTO

La notizia della morte del padre colse Fra Felice a Napoli, dove era Reggente del Convento di S. Lorenzo. Egli tornò subito in patria a consolare i suoi che trovava in ben tristi condizioni.

Prima sua cura dovette essere la pacificazione delle due famiglie, ch'egli volle ed ottenne con la sua parola calda e persuasiva e colla sua autorità di religioso. E infatti poco appresso ne vediamo le conseguenze: ai 31 di Gennaio del 1554 le due famiglie già rappattumate sanciscono gli accordi fatti in precedenza e i Mignucci si riconoscono debitori della multa incorsa verso la Comunità (n. 30).

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Il nome e lo stemma di Fra Felice

DA DOCUMENTI INEDITI ESISTENTI NEGLI ARCHIVI DI MONTALTO

CAPO XII – IL NOME E LO STEMMA DI FRA FELICE

Dalle corrispondenze di quei tempi si rileva che Fra Felice Peretti veniva comunemente chiamato, dal nome della sua terra natia, Padre Montalto, Reverendo Montalto, o semplicemente Montalto. Ricevuta la consacrazione episcopale divenne Mons. Montalto o Mons. S.Agata dal nome della sede vescovile (S. Agata dei Goti).

Da Cardinale fu chiamato il Card. Montalto. Peraltro, in. tutte le firme autografe di Fra Felice, che sono a centinaia, non si riesce a trovare questa denominazione abbreviata che è un vero sostantivo, firmandosi egli invariabilmente: de Montalto nel significato specifico di origina e patria.

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Ritratto naturale, politico e virtuoso di Sisto Quinto.

g.guerra---Sisto-v

Quando il cardinal Montalto fu acclamato sommo Pontefice aveva sessantaquattro anni, era di sana e robusta costituzione, giusta statura ed aveva in volto un colore abbastanza bruno. Era d'aspetto gradevole e signorile, gli occhi vivaci e piccoli, la pupilla nera e le ciglia grosse ed inarcate, la fronte spaziosa con qualche ruga, il naso e bocca proporzionati, la barba folta, bianca e lunga, com'era il costume dell'epoca.

Mangiava e beveva assai parcamente, vestiva con povertà, usando sempre parsimonia e frugalità. Benché vestisse poveramente, era però pulitissimo di natura e di genio. Negli abiti pontificali, da usare in chiesa e nelle celebrazioni, manteneva invece la maestosità del suo ruolo di Vicario di Cristo.

Il suo temperamento tendeva al bilioso, più che al sanguigno; ma aveva un certo che d’insinuante e di serio, che obbligava ad amarlo ed a venerarlo.

Nel parlare e nel conversar familiare era dolce ed ameno, ma senza riso, dicendo talora opportunamente qualche tiepidezza; ma quando doveva parlare al pubblico, era enfatico, maestoso, eloquente; qualora poi doveva rimproverare adirato, pareva che fulminasse l'interlocutore.

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Sisto Quinto in mìnoribus

33

1556 - 29 Gennaio — Santonus Nicolai Mignuctii de Montalto etc sponte confessus fuit habuisse pro dote d. Lauretie eius uxsoris flor. 50 monete etc. Ac etiam confessus fuit habuisse pro dote donne Camille sue nore et uxoris Baptiste, sui filii flor. 100 monete etc. de quibus hipotecavit in omnibus suis bonis stabilibus et mobilibus praesentibus et futuris etc. Febo di Ser Luca.

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1557 — La Comunità distribuisce il pane ai poveri colla garanzia solidale: nella lista appariscono tra gli altri:

  • Prospero de Peritto prende del pane colla sicurtà di Cicco di Brecca. 
  • Donna Camilla item di Michitto Pierà.
  • Silvestro de Domenico item di Gio:Angelo di Emilia.
  • Donna Magiana matre de frate philice item de Andre de Io:

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1558 - 22 Maggio — Hoc presenti et pubblico instrumento omnibus evidenter pateat notumque sit qualiter Tullius Iois Nicolai Mignuctii de Munte Alto ut tutor et curator filii et heredis Christophani Hieronimi de dicta terra prout de dicta tutela et cura constare dixit per istrumentum manu egregii viri ser...  potestatis dicte terre el Nicolas Hieronimi Mignuctii de eodem sponte etc fecerunt finem et generalem quietationem etc. R. Pri Mag. fr. Felici Peretto de Monte Alto licet absenti et R. Pri fri Salvatori Riccio de eodem patruo et procuratori dicti P. Mag. fr. Felicis presenti etc et mihi notario etc de florenis 330 monete etc in quibus  quidem prefatus R. Pater M. frater Foelix tenebatur et obbligatus erat supradictis Christophano et Nicolao filiis Hieronimi Nicolai Mignuctii de Monte Alto causa et occasione venditionis cuiusdam possessionis, per eos ei vendite prout latius apparet manu mei notarii infrapti etc. quam quetationem etc prefati Tulius et Nicolaus per se ipsos etc. facerunt finem et generalem quietationem quia confessi fuerunt dictos 330 florenos et de toto integro precio fuisse ante presentis instrumenti celebrationem a dicto R. P. M. Fre Felice integraliter sodisfactos fuisse in hoc modo: vid. D. Christophanus dum in humanis erat recipit in civitate Neapoli a prefato R. P. M. fre Felice florenos 75. Item in civitate Firmi fl. 25. Item Nicolaus in Urbe sub die.... flor. 32 Item Nicolaus flor. 78 et pro eo Ser Felicem Sanctium Tulius supradictus flor. 100 et pro dicto Tullio nomine quo supra Ioannem Angelum Vicum: residuum vero confessi fuerunt recepisse et solvisse pro dote D. Marine uxoris olim dicti Cristophani et residuum pro pena soluta Comunitati absolventi etc. Actum in Monte Alto in via publica presentibus discretis viris ser Nicolao Mazzocchi et ser Iacobo Octavio de M. Alto etc.

Baldassarre Giovannini

 

 Sequitur literarum copia etc.

Di fuori: Al Venerato Padre fra Salvatore da Monte Alto zeo charissimo

Monte Alto a S. Francesco

Di dentro: Zeo mio charissimo - Io ve ho scritto pià volte che Santone fu intieramente soddisfatto da me, et che mi fece la quietanza et l'ho appresso di me, però farete cassarvi il contratto. Del campo Nicolò pagai a Fermo a Christoforo il Giandomenico fiorini.....................................25
A Napoli allo stesso il di 24 d'Agosto 1555, fior.................75
A Nicolò a Roma il di 13 d'Aprile 1556, fior........................32
Mandati da Venetia per Michitto di Piera fior......................20
Mandati da Venetia per fr. Andrea dell'Apiro fior................30
Mandati per fr. Bernardino di Monte Fiore fior....................20
A Messer Felice a Macerata e ne tengo il scritto fior..........70

Vi mando hora per fr. Arsermo del Poggio e dal prete della Croce che erano inviati a S. Iacovo accià pagate. Nicolò resta appiena da me pagato, però mi farete cassare il contratto con il intervento del tutore del figlio di Christoforo, altro non vi dico state sano e siave raccomandata mia madre.

Di Venetia il di 20 d'Aprile 1558.

F. Felice Peretti

Il Card. Andrea Mattei-Peretti

ritratto andrea peretti

Ci affidiamo al montaltese PIETRO ANDREA GALLI [1] per tracciare il profilo del Cardinal Andrea Peretti ( Montalto, 1573 - Roma, 1629).Lo faremo senza esimerci però dal fare alcune precisazioni e considerazioni sul personaggio, soprattutto genealogiche e anagrafiche, ma anche sulla sua formazione culturale, letteraria e artistica che molti autori hanno sottostimato, ed ancora sulla confusione generatasi nel corso dei secoli col cugino di 2°grado, Alessandro Damasceni Peretti, il più famoso cardinal Montalto, avvenuta sia per l'omonimia dell'iniziale abbreviata del nome, sia per il titolo cardinalizio dei due prelati.

Ovviamente alla confusione che sinora si è fatta, noi aggiungeremo del nostro!

 

 

 

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Fra Salvatore, zio materno di Sisto V

... Gli autori disputano tra loro (ma in genere senza aver fatto ricerche a tappeto nell'archivio di Montalto), per comprendere se fosse zio paterno o materno di Sisto V, e ciò a causa di tre documenti discordanti. Il primo e il secondo documento, in verità, concordano tra loro nel dichiarare fra Salvatore zio paterno («patruus») di fra Felice:

  • Atto notarile del 14 giugno 1555 di ser Nicola Mazzocchi, Che registra come fra Felice Peretti, non presente al rogito, nominasse Suo procuratore a Montalto «Venerabilem virum fratrem Salvatorem eius patruum» [638].
  • Atto notarile di ser Baldassarre Giovannini, 22 maggio 1558, che ricorda «R. patri fratri Salvatori Riccio de eodem patruo et procuratori dicti P. Mag. Fratris Felicis ...» [639].
  • Il terzo documento, discorde, è addirittura di pugno di Sisto V. Si tratta delle correzioni autografe che egli appose alla sua biografia che il segretario Graziani stava componendo. Parlando di fra Salvatore a Montalto, il Graziani aveva scritto: «Salvatorem quendam», «Un certo Salvatore». Ma Sisto V lo corresse subito (è la XII Correzione): «Super XII: non Salvatorem quendam, sed Salvatorem avunculum; eiusdem Divi Francisci ordinis professorem vocitet» [640]. Sisto lo chiama dunque avunculus, zio materno. Chi ha ragione? Sappiamo, da vari documenti, che fra Salvatore portava un soprannome (non cognome): «rictius», «riccius» = «il riccio». Sappiamo anche che suo padre si chiamava Antonio [641].

Fra Salvatore, se era patruus, era forse fratello di Peretto, padre Sisto V?. Ma Peretto era figlio di Giacomo, non di Antonio, quindi bisogna scartare questa ipotesi. A meno che, secondo il metodo dello Zugaj, non diciamo: «Giacomo avrà avuto due nomi: si chiamava pure Antonio» Preferiamo però camminare con i piedi per terra, sulla documentazione, senza affibbiare doppi o triplici nomi a chicchessia.

Oppure fra Salvatore era figlio del nonno di Peretto, che si chiamava Antonio percio fratello del padre di Peretto, e cosi sarebbe stato patruus in senso lato? Questa è l'opinione dello Zugaj [642], ma vi sono due difficoltà:

- Fra Salvatore cantò la sua prima messa novella nell'estate 1517 643, quindi a quell'quell'epoca aveva circa 25 anni, e bisogna perciò porre la sua nascita attorno al 1492. Ma Antonio bisnonno di Sisto V a quell'epoca era tra i suoi 55 e 60 anni di età. Si puo ipotizzare che abbia generatore ancora un figlio? Forse sì, ma non è la cosa più certa.

Inoltre, nella documentazione originale, Antonio bisnonno non viene mai contraddistinto dal soprannome «rictius». In base a quale doocumento identificare Antonio bisnonno e Antonio «rictius»?
Personalmente, quindi, preferisco stare con Sisto V e ritenere fra Salvatore figlio di un Antonio «rictius» di altro casato imparentato con la madre di Sisto V, dunque avunculus.

Per vederci chiaro esploriamo un po' cosa dicono i documenti di Montalto sui montaltesi soprannominati «ricci», «rictii»:

1411, marzo (Atto notarile): «Praesentibus (...) Francisco Dominici Rictij» [644].

1482, marzo (Exitus): «Anthonio ricti prò duabus palmis lignorum» [645].

1482, dicembre (Exitus): «Anthonio Francisci rictij» [646].

1485, gennaio (Introitus): «A Johanne antonelli alias Riccio» [647].

1485, maggio (Introitus): «Ab Antonio rictij solvente» [648].

1485, luglio (Exitus): «Cola rictii» [649].

1486, marzo (Exitus): «Cola francisci rictij» [650].

1500, 22 ottobre: «... pro exito cole francisci rictij» [651].

1504, 11 giugno: «Pereo Cole rictij» [652].

1514, giugno-luglio: «Cola rictij» [653].

1514, agosto-settembre: «Simon rictij» [654].

1517, agosto-settembre: «Fratri Salvatorj ordinis sancti francisci cantanti missam novellam pro dono sibi oblato florenum unum» [655].

1530, 24 gennaio: «Cicchus breche de monte alto (...) confessus se habuisse et recepisse a fratre Salvatore rictij guardiano conventus sancti francisci montis alti salmam unam et dimidiam grani ad mensuram asculanam ...». «... a fratre Salvatore rictij de monte alto guardiano conventus sancti francisci ... » [656].

1535, 28 febbraio - l° marzo. Vari Cittadini di Montalto pagano il dovuto «ad scholas ... totum illud quod per magistrum ordinabit ...». Tra questi, pagando il maestro c'è: «frater salvator pro nepote» [657].

1535, 5 maggio: «Frater Ventura Guardianus loci sancti francisci de monte alto in presentia consensu et voluntate fratris salvatoris fratris dicti loci ...» [658].

1536, 3 novembre: «frater salvator ant. rictij de monte alto ...» [659].

1540, 6 settembre: «Cicchus trovarelli de monte alto sponte etc. dedit vendit cessit et concessit fratrij salvatorj ant. rictij de monte alto unam possessionem ...» [660].

1544, 18 maggio: «... a fratre salvatore guardiano sancti francisci ..[661].

1546, 19 agosto: «... fratre Salvatore Antonij rictij de monte alto guardiano dicte ecclesie et conventus ...» (...) «fratri salvatori Antonij rictij de monte alto Guardiano Ecclesiae Sancti francisci ...» [662].

Tralasciamo su fra Salvatore altri documenti similari, del resto già segnalati dal Pistolesi [663] e tentiamo una specie di prospetto di albero genealogico dei «ricci»:

albero ricci

Come si vede, i documenti, segnalano, sempre col soprannome «riccio», fra Salvatore figlio di Antonio, e Antonio figlio di Francesco, di Domenico. Crediamo proprio che bisognera espungere dall'Albero genealogico dei Peretti fra Salvatore, sia come supposto figlio del bisnonno Antonio, che mai è soprannominato «rictius» e che non è figlio di Francesco «rictius», bensì è sempre segnalato come «Antonius Cole Andree», e sia come supposto figlio di Giacomo, nonno di Sisto V.

I documenti, dunque, sembrano confermare che fra Salvatore era veramente «avunculus», cioè zio materno di Sisto V, come rettamente aveva scritto di suo pugno lo stesso pontefice.

Resta perà in piedi un piccolo mistero. Se fra Salvatore era zio materno di Sisto V, anche la madre del papa, Mariana, andrebbe posta vieni figlia di Antonio «rictius». Ma Così non è.

Da Altri documenti autentici sappiamo che Mariana non era di Montalto, ma di Frontillo di Camerino, e che per di più non era figlia di Antonio, ma di Venanzio, figlio di Bartolomeo, Tutti di Frontillo.

II documento che attesta ciò è ineccepibile poichè si tratta di un protocollo del notaio Porfirio Antici di Camerino che raccoglie su questo punto le deposizioni di tre testimoni [664] «sopra la descendenza di Sisto V per via di Donne» [665].

Leggiamo anche noi le tre deposizioni. Sono del 22/29 luglio 1585.

  1. Teste Berardino del fu Pietro di Venanzio da Frontillo: - «Da che io cognosco male et bene, sempre ho inteso dire che Pier Venantio, mio padre, che era di anni ottanta in circa, che di Venantio di Bartholomeo da Frontillo ne sono nate Donna Mariana, et Donna Fenetiana. Et di Donna Mariana ne sono nati Felice, Prospero et Donna Camilla »[666].
  2. Teste Giovanni Tomasso di fu Pietro Matteo da Frontillo: - «Io ho inteso da mio Padre quale era di età di Anni settantasei in circa et anche da Angelo mio Avo, di età di Anni novantaquattro in circa che di Venantio di Bartholomeo da Frontillo ne son già nate Donna Mariana et Donna Fenetiana. Et di Mariana ne son nati Felice, Prospero, et Donna Camilla »[667].
  3. Teste Emilia, vedova di Santo di Ansovino della Villa Colpolina: - «lo so et me ricordo che donna Mariana moglie di Pierino [= Peretto], et donna Finitiana di Venantio da Frontillo, si erano sorelle carnali» [668].

Che dire? Pensiamo che fra Salvatore era zio materno in senso largo. Cioè, forse era figlio di una sorella di Mariana, sposata a qualcuno dei «ricci» e quindi domiciliata a Montalto.

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Note
(Le note non sono correttamente ordinate. Le abbiamo riportate così come presenti nel testo ).

[638] PS 1916, p. 837, n. 32.
[639] Ivi.
[640] Bibliotreca Vaticana, cod. Ferraioli 770, f. 22.
[641] Cf. vari Atti notarili: 3 novembre 1536, 6 e 10 settembre 1540: «fr. Salvator Antonii Rictii de Montalto», in PS 1915, p. 830, n. 14.
[642] MF, 648-649.
[643] PS 1915 p. 827, n. 6.
[644] ANM, Protocolli ser Martino di Antonio, 1411-60, f. 3. Dobbiamo al prof. Tassotti, Sindaco di Montalto, la scoperta di questo avo di fra Salvatore.
[645] ACM, LIE 1480-86, n. 111/137.
[646] Ivi.
[647] Ivi.
[648] Ivi.
[
649] Ivi.
[650] Ivi. 
[651] Ivi, LIE 1496-1504, n. 113/139, f. 200.
[652] Ivi, Registro dei debitori 1497-1536, n. 110/136.
[653] Ivi, LIE 1514ss., n. 114/140, f. 7.
[653]? Ivi, LIE 1514ss., n. 114/140, f. 7.
[655]  Ivi, f. 128.
[656]  
ANM, Protocolli ser Ottaviano Umili, 1530-76, f. 5v.
[658] ANM, Protocolli ser Luca Diomedi, 1517-32, ff. 190v-191.
[659] Ivi, Protocolli ser Cesare Ottaviani 1527-1546, f. 112.
[659] Ivi, Protocolli ser Febo di ser Luca, 1535-1546, f. 266.
[660] Ivi, f. 465v.
[661] Ivi, Protocolli ser Cesare Ottaviani, 1527-1546, f. 224.
[662] Ivi, ff. 244, 245v.
[663] PS 1915, pp 829-31. In un Atto del 13 marzo 1543 (ANM, Protocolli ser Febo di ser Luca, f 563v) si legge: «Frater salvator dominici et Joannes mignuctij ...». Sono convinto che sì tratta, quanto al patronimico, di un evidente errore del notaio, che probabilmente, o dagli appunti presi in malacopia o da una cattiva audizione, ha confuso «ricci» con «dominici».
[664] I Testimoni sono sei in tutto, ma soltanto tre raccontano profusamente le ascendenze della mamma di Sisto V.
[665] L'Atto si trova nel cod. Ottoboni Lat. 2427 ff. 151-54v, nella Biblioteca vaticana. Pubblicato a cura di Cecilia Sansolini, Mariana da Camerino, madre di Sisio V, Academia Sistina, 1985. Vedi anche il citato Corradini, Mariana da Frontillo, Roma 1989.
[666] Cod. Ottoboni lat. 2427, f. 152.
[667] Ivi, f. 152v.

Fra' Salvatore Ricci

Fra Salvatore Ricci, figlio di un certo Antonio, nasce nel 1492 ca., diventerà un frate Minore Conventuale.

La sua collocazione genealogica è controversa, esistono tre documenti, due dei quali lo definiscono  <<patruum>> cioè zio paterno:

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Laudenzia Peretti

Placentina

Fiora-G.V.MecozziPiacentina,  di Giacomo, d'Antonio, Cola, Ricci, è la zia paterna di Felice Peretti. Piacentina sposa Costanzo di Piersante Costantini.

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Piacentina Peretti – Costantini

  • Piacentina Peretti – Costanzo di Piersante Costantini

    • Fiora – Giovanni Vagnone Mecozzi (17.9.1559)
      • Valeria – Lodovico Todini
      • Mariana (Monaca a S. Giuliano di Fermo)
    • Fiora – Domizio di Domenico Mattei

Discendenza di Francesca, detta Cecchetta

Francesca detta Cecchetta altra figlia di Giàcomo d' Antonio Cola Ricci, fu moglie di Silvestro di Domenico Silvestri di Famiglia antica, e primaria di Montalto, come apparisce da molte autentiche memorie, fra quali è quella che si trova in un Istrumento delli 28 Settembre 1552 sotto rogito del Notaro Nicola Mazzocchi, in cui detti Coniugi assicurano Giovanni, ed Angelo Fratelli Domizj d’un deposito di libre settantacinque di moneta da essi fatto a loro favore, dove si dice — Silvester Dominici Silvestri, et D. Cecchetta ejus Uxor de Montalto etc.. Tale ancora la dimostra l'Istrumento di sopra riportato, contenente la compra d’ una casa di D. Camilla in Montalto, e stipulato in Roma, dove si dice — Vendidit etc. D. Cecchette rel. quond. Silvestri Minici de Montalto etc.

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ALBERO GENEALOGICO DI FIORA COSTANTINI E VAGNONE MECOZZI

Fiora G.V.Mecozzi

Albero genealogico di Fiora Costantini, cugina di Sisto V, e di Vagnone Mecozzi.

ALBERO GENEALOGICO DI FIORA COSTANTINI E DOMIZIO MATTEI

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Albero genealogico di Fiora Costantini, cugina di Sisto V, e di Domizio di Domenico Mattei.

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