2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

13.12.2021

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COMITATO NAZIONALE DELLE CELEBRAZIONI
Celebrazioni 2021
Giovedì, 14 Dicembre 2017
  • Incoronazione di Sisto V
    5 maggio 1585
  • Traslazione salma S. Pio V a S. Maria Maggiore (9 gennaio 1588)
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Montalto delle Marche, palazzo dei Presidi
    Epigrafe Giulio Sclafenato (1586)
  • Processione a S. Maria Maggiore
    Giubileo straordinario del 1585
  • Piazza S. Pietro con l'obelisco
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • La Fontana del Mose' in Piazza S. Bernardo
    Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Nuovo palazzo del Laterano e Obelisco
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Affresco Erezione dell'obelisco in p. del Popolo (1588)
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino

Roma Felix

ROMA FELIX

ALLE ACQUE FELICI CONDOTTE IN ROMA DA S. S. SISTO V.

  • Categoria: ROMA FELIX
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foto di g.vagnarelliTanto più di tua grazia a me comparti,
Quanto ho men di valore e di possanza.

Te, Sisto, io canto, e te chiamo io cantando,
Non Musa, o Febo, alle mie nove rime.

(T. Tasso a Sisto V1

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TORQUATO TASSO, ALLE ACQUE FELICI CONDOTTE IN ROMA

  • Categoria: ROMA FELIX
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foto di g.vagnarelli

I

Acque, che per camin chiuso e profondo,
E per vie prima ascose il pié movete,
Poi nell'aperte dall' oscuro fondo,
Quasi a mirare il Sol, vaghe sorgete;
Appresso la città, che vinse il mondo,
Ove il cipresso adegua ornai la mete,
Qual maraviglia uscir di loco angusto,
E veder lei, come la vide Augusto?

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OSPIZIO DEI POVERI

  • Categoria: ROMA FELIX
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ospizio poveri EPT RomaLa fondazione di Ponte Sisto risale al 29 aprile 1473, allorchè Sisto IV fece inserire nelle fodamenta una  pietra quadrata riportante la scritta:

Xistus quartus pontifex maximus fecit fieri su anno domini 1473; dietro questa pietra furono inserite delle medaglie d'oro con l'effigie del papa.

1587 Dopo aver preso atto della piaga sociale della povertà che imperversava in Roma, con un altissimo numero di mendicanti, Sisto, acquistate diverse case presso ponte Sisto le fa ristrutturare da Domenico Fontana fondando così un ospizio che poteva ospitare fino a duemila persone. Per questa impresa vengono spesi 30.000 scudi. La struttura ospiterà bisognosi di ambo i sessi offrendo  loro oltre  all'alloggio anche il vitto e il vestiario e la possibilità di imparare mestieri. Onde evitare che i pellegrini senza mezzi possano mendicare per sopravvivere, anche essi vengono ospitati. Per cui all'interno dell' ospizio vengono costruiti oratori, dormitori, cucine, refettori, orti e spezierie.

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COLONNA TRAIANA

  • Categoria: ROMA FELIX
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colonna traiana ept1587, 4 dic. La statua di San Pietro viene posta sulla colonna Traiana

1588, 27ott.  La statua di San Paolo viene posta sulla colonna di Marco Aurelio.

La prima colonna dedicata nel 113 d.C., la seconda costruita prima del 193 d.C. sono colonne  onorarie e  anticamente erano sormontate dalle statue dei rispettivi imperatori.

Misurano 100 piedi romani, ma quella di Marco Aurelio risultava più alta in quanto sia il basamento sia il capitello erano più grandi, ma dopo il restauro sistino non si apprezza più questa differenza.

Sui capitelli vengono posizionate delle ringhiere  per consentire al pubblico di vedere dall'alto la città sistina, salendo per la scala a chiocciola.

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Acquedotto Acqua Felice

  • Categoria principale: ROMA FELIX
  • Categoria: OPERE
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5mag. Appena eletto, Sisto ordina l'inizio dei lavori per la realizzazione di un acquedotto. Pio IV aveva designato la zona di Monte Cavallo quale area di espansione della città, ma la penuria di acqua poteva far fallire il progetto. Per ovviare a ciò papa Gregorio XIII commissiona il progetto di un acquedotto a Matteo Bertolini (o Bartolani) di Città di Castello. Questi pensa di riutilizzare quello risalente al tempo di Alessandro Severo realizzato tra il 222-226 d.C.

28mag. Nella Dispositio del provvedimento (chirografo) emanata da Sisto V per portare l'acqua Felice a Roma si legge :« ...Quae almae Urbis nostrae ornatum, ac decorem, habitantiumque in ea commoditatem, et utilitatem augere possunt, ea omni studio, ac voluntate amplectenda, favendaque nobis sunt...»-

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Colonna Antonina

  • Categoria principale: OPERE
  • Categoria: COLONNE
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colonna traianaIl basamento era ornato da una serie di bassorilievi che furono distrutti durante la ristrutturazione voluta da Papa Sisto V ed eseguita da Domenico Fontana, utilizzando marmi ricavati dal Settizonio. Fu sostituito con un'iscrizione che riporta la errata dedica ad Antonino Pio. In cima alla colonna era situata la statua di bronzo di Marco Aurelio, che fu distrutta nel Medio Evo.

Nel 1589 papa Sisto V fece sistemare sulla sommità della colonna la statua in bronzo di San Paolo, appoinendovi la seguente iscrizione:

SIXTVS V PONT MAX / COLVMNAM HANC / COCLIDEM IMP / ANTONINO DICATAM / MISERE LACERAM / RVINOSAMQ PRIMAE / FORMAE RESTITVIT / A. MDLXXXIX PONT IV

(Questa colonna istoriata dedicata all'imperatore Antonino, miseramente deteriorata e danneggiata, Sisto Quinto, Pontefice Massimo restituì alla forma originaria. A.D. 1589, nell'anno quarto del suo pontificato).

Obelisco di Piazza San Pietro - Città del Vaticano

Erezione dell'Obelisco di Piazza San Pietro

1586, 10 set. Domenico Fontana, dopo un anno di intenso lavoro e dopo aver costruito un "castello" di legno, innalza, al centro della piazza davanti la basilica di S.Pietro, l'obelisco egiziano ponendolo sul dorso di quattro leoni di bronzo tra due grandiose fontane.

Il 14, festa della esaltazione della Croce, viene consacrato.

L'obelisco, portato a Roma dall'imperatore Caligola, proveniva da Eliopoli ed era stato riposto in orizzontale dietro la sacrestia della Basilica di San Pietro. Si pensava che la sfera, che sormonta l' obelisco, contenesse le ceneri dell' imperatore cosa smentita dallo stesso Fontana che, osservando l'oggetto, nota diversi fori dovuti  alle archibugiate tirate durante l'ultimo sacco di Roma, riempite di polvere di natura atmosferica.

Una croce, dentro la quale Sisto vi fa inglobare del legno della Sacra Croce, sormonta l'obelisco e una speciale indulgenza veniva concessa a chi la guardava anche da lontano (dieci anni), mentre saliva a 400 anni (dieci  quarantene) a chi inginocchiandosi, recitava tre Pater e tre Ave Maria.

Alla sommità viene scolpita a lettere dorate la dedicazione: Sanctissimae Cruci sacravit SIXTUS V Pontifex Maximus, et priori Sede avulsum, et Caesaribus Augusto et Tiberio I. L. Ablatum.

DESCRITTIONE DELL'ACQVA FELICE CONDOTTA A MONTE CAVALLO*

fontana acqua felice d.fonrLa Città di Roma ( come ogn’uno sa ) e piena di molti colli, fra quali sette sono li principali: sopra uno di questi nominato anticamente il Monte Quirinale da moderni Monte Cavallo, i Pontefici sogliono ridursi l’estate ad habitare per la salubrità dell’ aere, e per il fresco, sendo luogo molto sottoposto a venti per essere il più alto monte di Roma; ma per mancamento d’acqua ivi si pativa molto, si la corte; e i Monasteri di frati, e Monache, che sopra esso habitavano, come anco le vigne, e i giardini, che non havevano altro refrigerio, che la rugiada, e le pioggie, ne vi si potevano condurre l’acque degli altri fonti di Roma sendo essi nella parte più bassa, e quella scommodita faceva, che sopra i detti monti e nelle valli loro circonvicine Roma stava dishabitata: la qual cosa mosse l’ animo di Nostro Signore di far venire ivi l’acqua a publica commodità e della Città, e degli habitanti, come ancora haveva mosso la Santa memoria di Gregorio Terziodecimo se ben per varij impedimenti, e difficultà, il negozio non s’era mai risoluto; Ma Nostro Signore Sisto Quinto superando il tutto,

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ACQUEDOTTO DELL'ACQUA FELICE

Acquedotto Acqua Felice

Appena eletto, Sisto ordina l'inizio dei lavori per la realizzazione di un acquedotto. Pio IV aveva designato la zona di Monte Cavallo quale area di espansione della città, ma la penuria di acqua poteva far fallire il progetto.

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SISTO V VISITA TERRACINA

Chynthius ut Sixtum vidit siccare paludes pallenti 
tales misit ab ore sonos sol suus est terris, quid ego 
mea lumina fundam nam mihi nec licuit, quod tibi 
Sixte licet

Appena Cinzio (Apollo) vide Sisto prosciugare le paludi pronunciò
queste parole con il volto pallido: ogni terra ha il suo sole, perché
io dovrei emanare i miei raggi? infatti non fu lecito neppure a me
ciò che è lecito a te, o Sisto

COPERTINA D.CHIARIPapa Sisto vuol recarsi nelle paludi.

Tante liete notizie circa i brillanti risultati dei lavori portati a termine in tre anni nelle Paludi Pontine suscitano nell' animo di papa Sisto una profonda soddisfazione. Egli allora manifesta il desiderio di visitare personalmente quei luoghi resi fertili ed abitabili. L’animo impaziente del pontefice non può accontentarsi delle relazioni che gli vengono fatte dai suoi inviati sui magnifici risultati; vuole vedere con i propri occhi gli ef­fetti dei suoi disegni, per affrettarne l’ultimazione ed incoraggiare gli ese­cutori con la sua presenza.

Sisto V che mai ha lasciato Roma, neppure quando i medici gli consigliano di recarsi in campagna a Frascati per riprendersi “un qual­che ristoro dalle tante fatighe”, come facevano i suoi predecessori, e che continuamente afferma “essere suo ristoro veder bene le città com­messegli”(1), decide di recarsi a Terracina ”fatto Santo Francesco e di intrattenersi in quelle campagne per quindici giorni”. Comunica que­sto suo desiderio anche ai cardinali riuniti in Concistoro il 9 ottobre dicendo che vuole intraprendere il viaggio ob nonnullas publicas causas (2).

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OPERE DI BONIFICA

026 paludiLe paludi pontine, nella provincia di Marittima, infestate dalla malaria, vengono interessate da un  progetto di bonifica con l'impiego di migliaia di operai. L'intenzione è quella di rendere il terreno fertile  assicurando così il rifornimento di cereali la capitale ed eliminare la malaria.

28 mar. Il papa assegna, con una lettera autografa, la vasta zona paludosa e comunque non coltivata da oltre cinque anni, che si estendeva tra Terracina, Priverno e Sezze, in tutto circa 70mila ettari, all'architetto Ascanio Ambrosi di Urbino, meglio conosciuto come Ascanio Fenizi per renderla atta all’agricoltura. Il Fenizi costituisce una “consorzio” al quale partecipano nobili,cardinali e piccoli proprietari. Questi anticipano il denaro necessario per i grandi lavori idraulici e per il pagamento ai proprietari delle rendite dei terreni da prosciugare. A proscigamento terminato i finanziatori potevano, in accordo con i proprietari, riscattare a giusto prezzo il suolo prosciugato.Il Fenizi doveva dare il 5,50 % del reddito dei terreni resi coltivabili alla Camera Apostolica, che lo ridistribuiva fra i finanziatori. Inoltre il Fenizi ricevette il potere di allargare i corsi d’acqua e di crearne di nuovi, dando il corrispondente compenso ai proprietari. I benefici spettanti al Fenizi, vista la vastità dell’opera, non dovevano essere mai sospesi.   Il 16 aprile un Avviso di Roma  rende noto ciò.

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