2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

13.12.2021

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COMITATO NAZIONALE DELLE CELEBRAZIONI
Celebrazioni 2021
Giovedì, 23 Marzo 2017
  • Incoronazione di Sisto V
    5 maggio 1585
  • Traslazione salma S. Pio V a S. Maria Maggiore (9 gennaio 1588)
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Montalto delle Marche, palazzo dei Presidi
    Epigrafe Giulio Sclafenato (1586)
  • Processione a S. Maria Maggiore
    Giubileo straordinario del 1585
  • Piazza S. Pietro con l'obelisco
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • La Fontana del Mose' in Piazza S. Bernardo
    Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Nuovo palazzo del Laterano e Obelisco
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Affresco Erezione dell'obelisco in p. del Popolo (1588)
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
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Macerata

PADRE MATTEO RICCI - BIOGRAFIA*

  • Categoria principale: PRESIDATO
  • Categoria: Macerata
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Ricci ico HomeBiografia

Nato a Macerata il 6 ottobre dei 1552 da nobile e importante famiglia, inizia gli studi in una scuola gesuita e nel 1568 si trasferisce a Roma per completare la sua formazione di letterato e di religioso. Nel 1572 entra nel noviziato a Sant'Andrea al Quirinale e presso il Collegio Romano segue i corsi diretti dal tedesco padre Cristoforo Clavio dal quale eredita la grande passione per le discipline scientifiche come la matematica, l'astronomia e la cartografia oltre alla conoscenza dei letterati classici.

All'epoca, il visitatore generale delle missioni dei Gesuiti in Oriente è padre Alessandro Valignano, incaricato anche della preparazione di alcuni missionari per una spedizione cattolica in Cina. Padre Ricci è uno degli uomini destinato al trasferimento e, dopo esser stato ordinato sacerdote, nel 1582 salpa alla volta della missione verso Macao. Costretto a rimanervi più del previsto a causa dell'interdizione della Cina agli stranieri, si dedica all'apprendimento della lingua e degli usi e costumi cinesi, vestendo successivamente gli abiti propri dei letterati.

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Ragvaglio intorno alle feste segvite nella citta' di Macerata ...

  • Categoria principale: PRESIDATO
  • Categoria: Macerata
  • Scritto da Redazione
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ragguaglio coperetinaRAGVAGLIO INTORNO ALLE FESTE SEGVUITED NELLA CITTA DI MACERATA.

Con l'occasione dell'Arrivo dell'Eccellentissima Sig. Donna Camilla Peretti, & di molti altri Signori Nobilissimi.

All'Illustriss. & Reveren. Monsig. Cardinale di Mont'Alto.

Con breve discorso e dechiaratione di tutte l'Historie, Imprese, Archi Trionfali.

IN MACERATA

Appresso Sebastiano Martellini, M.D.L.XXXIX.

SISTO V E MACERATA*

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  • Categoria: Macerata
  • Scritto da Libero Paci
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BibliothecaDei rapporti - di notevolissima rilevanza - fra Sisto V e la nostra città quasi nulla rimane nella tradizione locale.
I non più giovani narrano, per la centesima volta, le stesse leggende che i più vecchi tramandarono per secoli. Leggende nelle quali si dice del "Papa Sisto che non la perdonò nemmeno a Cristo”, infrangendo un truffaldino Crocifisso sanguinante e scoprendo il trucco ("Come Cristo ti adoro, come legno ti spezzo"). Ovvero di Fra’ Felice che, catturato dai banditi e costretto a fare il girarrosto, ad ogni rotazione di spiedo mormorava fra i denti “Non glirà sempre cuscì" equivocando fra il girare e l'andare e pregustando lo sterminio del banditismo. Ed ancora dell'artificio usato dal Cardinal Peretti quando, nel Conclave del 1585, presentandosi ai colleghi in cattivo arnese ("Coll'occhiali"), ingannò (ma l'espressione maceratese è molto, ma molto più forte) gli elettori ("li Cardinali") che credettero di fame un insignificante "Papa di transizione".
Del tutto sconosciuta è, invece, la leggenda - tramandata dal pettegolo e non sempre attendibile Leti1 - per la quale il potentissimo Papa Sisto saldò il debito, contratto tanti anni prima dall'allora povero Fra' Felice, con un calzolaio locale, promuovendone il figlio ad una cattedra vescovile.
Mentre il Convento e la chiesa di S. Francesco che ospitarono il futuro Pontefice sono stati completamente distrutti, una memoria - povera memoria in verità - resta di lui in una lapide, in volgarissima pietra di Trani, reinnalzatagli, una trentina di anni fa, sul palazzo della Rota maceratese, da lui fondata. Ma chi la guarda?

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