2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

13.12.2021

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COMITATO NAZIONALE DELLE CELEBRAZIONI
Celebrazioni 2021
Giovedì, 23 Marzo 2017
  • Incoronazione di Sisto V
    5 maggio 1585
  • Traslazione salma S. Pio V a S. Maria Maggiore (9 gennaio 1588)
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Montalto delle Marche, palazzo dei Presidi
    Epigrafe Giulio Sclafenato (1586)
  • Processione a S. Maria Maggiore
    Giubileo straordinario del 1585
  • Piazza S. Pietro con l'obelisco
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • La Fontana del Mose' in Piazza S. Bernardo
    Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Nuovo palazzo del Laterano e Obelisco
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Affresco Erezione dell'obelisco in p. del Popolo (1588)
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
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GOVERNATORI DEL PRESIDATO

Mons. Giulio Sclafenato

stemma sclafenato

Giulio Sclafenato Milanese fu il primo Prèside di Montalto, destinatovi da Sisto nell' anno 1586 con il carico di Commissario Apostolico contro de' Banditi, ed altre genti facinorose, che in que' tempi orgogliosamente infestavano lo Stato Ecclesiastico; Si diportò in tal ministero fuor di modo rigoroso, e sanguinario, e si racconta, che facesse morire sotto il capestro un gran numero di Persone, non solo per cause gravi, ma ancora leggiere, onde nel suo ritorno in Roma venne dal Pontefice acremente redarguito di troppa crudeltà.1 

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Stemma n. 1

1

Stemma n. 1
( Non identificato)

Scudo accartocciato, inquartato: nel primo e nel quarto a un'aquila in volo abbassato, nel secondo e nel terzo a tre bande.

Stemma n. 2

2

 

Scudo accartocciato, troncato.

Stemma n. 3 Lorenzo Lomellini

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Stemma n. 3

Lorenzo Lomellini, Genovese - 1° giugno 1655

Scudo accartocciato, a due alberi di (? rovere ?) coi rami decussati, nodriti sulle cime laterali di un trimonte movente dalla punta.

Stemma n. 4 - Cardinale Giovanni Battista Maria Pallotta - Protettore del Presidato di Montalto (1642)

 4

Stemma n. 4


Cardinale Giovanni Battista Maria Pallotta Protettore del Presidato (1642)

Scudo accartocciato, a un destrocherio armato movente dal fianco destro, impugnante un flagello alto in palo e sormontato da una stella di 6 raggi, alla fascia diminuita attraversante sul tutto.

 1629 IOANNES BAPTISTA PALLOTTUS PALLOTTA GIOVANNI BATTISTA

Card. Giovanni Battista Maria Pallotta 
Protettore del Presidato (1642)

Biografia >>

Stemma n. 5 - Carlo Terzago, Milanese

5

Stemma n. 5

Carlo Terzago, Milanese - 25 giugno 1640

Scudo accartocciato, al biscione coronato, ondeggiante in palo e ingollante un uomo

Stemma n. 6 - Gaudenzio Poli

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Stemma n. 6

Gaudenzio Poli - 11.10.1638

Scudo accartocciato, inquartato: nel primo e nel quarto d'Aragona, nel secondo e nel terzo a un leone; sul tutto uno scudetto coronato bandato di 6 pezzi.

Stemma n. 7 - Carolo Abbati Gypsio, Bolognese (1638)

7

Stemma n. 7

Carolo Abbati Gypsio, Bolognese (1638)
(Nell'elenco di P.A.Galli, op. cit., pp. 156 - 160, tale nominativo non compare)

Scudo accartocciato, a un monte di 5 cime poste in fascia e moventi dalla punta, degradante ai lati e sormontato da un fiordaliso.

Stemma n. 8 - Lorenzo Martano

8

Stemma n. 8

Lorenzo Martano - 03 Febbraio 1609

Scudo accartocciato, troncato; nel primo ad un'aquila in volo abbassato e movente dalla partizione, nel secondo ad un drago, alato e lampassato.

Stemma n. 9 - Carlo Nembrini

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Stemma n. 9

Carlo Nembrini -1° luglio 1643

Scudo accartocciato, inquartato: nel primo e nel quarto a 4 bande, nel secondo e nel terzo a un levriere seduto e collarinato, mirante una stella di 5 raggi posta nel cantone destro del capo.

Stemma n. 10 - Giulio Spinola

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Stemma n. 10

Giulio Spinola, Genovese - 30 dicembre 1644

Scudo accartocciato, a una fascia scaccata abbassata sotto un capo alla spina di botte posta in palo.

Stemma n. 11 - Federico Borromeo

 

11

Stemma n. 11

Federico Borromeo, Milanese - 16 aprile 1643, e per la seconda volta il 16 aprile 1648

Scudo accartocciato, a una sciabola e a un bastone nodoso posti in decusse, la sciabola in banda e con la punta all'insù, il tutto accantonato da 4 stelle di 8 raggi.

 

 

Stemma n. 12 - Pietro Barzellini, Bolognese

12

Stemma n. 12

Pietro Barzellini, Bolognese - 17 maggio 1656

Scudo accartocciato, scaccato.

Stemma n. 13 - Mons. Francesco Falconieri

13

Stemma n. 13

Francesco Falconieri - 30 gennaio 1658

Scudo accartocciato, a un monte di 6 cime all'italiana, sormontato da due leoni controrampanti e abbrancanti il tronco di una palma, nodrita sulla sommità e attraversata in fascia da un lambello, in capo, di (? 5 ?) pendenti.

Stemma n. 14 - Non identificato

14

Stemma n. 14

?????

Scudo accartocciato, inquartato: nel primo e nel quarto a un rovere sradicato coi rami passati in decusse,
nel secondo e nel terzo a un monte di 6 cime all'italiana sormontato da una stella di 6 raggi, col capo al gonfalone papale.

(Foto di Giovanni Vagnarelli, Roma - Blasonatura di Mauro Valerio Capecci, San Benedetto del Tronto)

Stemma n. 15 - Non identificato

15

Stemma n. 15
(Stemma non identificato)

Scudo accartocciato, inquartato: nel primo e nel quarto a un rovere sradicato coi rami passati in decusse,
nel secondo e nel terzo a un monte di 6 cime all'italiana sormontato da una stella di 6 raggi. (Stemma papale)

Stemma n. 16 - Non identificato

16

Stemma n. 16

(Non identificato)

Scudo accartocciato, inquartato: nel primo e nel quarto a un rovere sradicato coi rami passati in decusse,
nel secondo e nel terzo a un monte di 6 cime all'italiana sormontato da una stella di 6 raggi. ( Stemma di Vescovo)

Iscrizione n. 17 - Michele Carcano, Milanese

lorenzo carcano1

Iscrizione n. 17 - Michele Carcano, Milanese - 1612

Facciata del palazzo dei Presidi di Montalto

Alessandro Arrigoni

epigrafe alexandro arrigoni

ILL. AC REV MO DOMINO
D. ALEXANDRO ARRICONO
PATRITIO MANTVANO
AMANT MO ET BENEF MO PRESIDI
PROAPOSI AC PRIORI AEDIBUS RENOVARIS
PVBLICO EORO DEALBATO
ET DVPLICI PORTICV EXORNATO
OC GRATI ANIMI MONVMENTVM
CIVES MONTIS ALTI P.P.
ANNO DÑI MDCCX

Lorenzo Malagotti

MAGALOTTO LORENZO IX GOV.jpgLorenzo Magalotti* patrizio fiorentino, studiate le leggi nell’università di Perugia, ne ottenne in quella di Pisa la laurea dottorale. Dopo la morte del genitore, trasferitosi a Roma nel 1608 per impiegare i suoi talenti in servigio della Sede apostolica, cominciò colla vicelegazione di Bologna, in tempo in cui era legato di quella città il Cardinal Maffeo Barberini poi Urbano VIII. Compita la vicelegazione, ebbe da Paolo V altri onoratissimi impieghi, e fra gli altri il governo della città d’Ascoli, e la vicelegazione di Viterbo. Dipoi sotto Gregorio XV fu con amplissima autorità stabilito commissario generale in tutto lo stato pontificio, e in seguito avanzalo al grado di ponente, poi segretario di consulta, nella qual carica da Gregorio XV e dal Cardinal Ludovisi gli furono affidali affari di gravissima importanza.

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GIAMBATTISTA PALLOTTA

caldarola ugPALLOTTA GIAMBATTISTA*, Cardinale. Naoque in Caldarola, nipote del Card. Gio. Evangelista Pallotta, e s’istruì nel convitto di s. Bernardo di Perugia, sotto il celebre Bonciario. Gregorio XV lo fece vicelegato di Ferrara, Urbano VIII collettore apostolico in Portogallo, dove con invitto coraggio mantenne illesi i diritti Ecclesiastici, procacciandosi l’ammirazione degli stessi avversari, come rilevò de Lugo nel libro a lui dedicalo: Iter Lauretanae Domus. Tornato in Roma ne fu eletto governatore, ed imparzialmente amministrò la giustizia. Inoltre Urbano VIII, in premio di sua mirabile integrità, lo consacrò arcivescovo di Tessalonica, e spedì nunzio straordinario all'imperatore Ferdinando Il per allontanare la guerra da Italia, e vi restò nunzio ordinario, sostenendo L'onore del principe e le ragioni della Chiesa; laonde a’ 19 novembre 1629 lo creò cardinale prete di s. Silvestro in Capite, e l' imposizione della berretta cardinalizia l’eseguì l'imperatore. Fatto legato di Ferrara, con prudenza e valore aumentò le rendite senza aggravio de’ popoli, che provvide nella carestia. Spurgò il canale di Comacchio, che prese il suo nome, rendendone più salubre il clima; il suo nome rimase pure ad una villa da lui posseduta in Roma fuori di Porta Pinciana, ed ancora detta Grotta Pallotta. Per sua opera la nazione Picena ottenne la Chiesa di s. Salvatore in Lauro, con l'annesso collegio, contribuendovi pure con somme considerabili, e celebrando con solennissima processione la festa della Madonna di Loreto, descritta dal Carde!la, Memorie t. 6, p. 294, e dal Profili p. 10, nell' opuscolo Antonio Pallottae card. Nel 1666 ottenne il vescovato di Frascati, dove aprì il seminario che per lo piò manteune a sue spese. Nell'anno santo 1650 convitò nel proprio palazzo i poveri pellegrini, servendo loro a mensa. Nemico dell' interesse, sempre ebbe in mira il pubblico vantaggio, e fu d'animo gagliardo. Morì in Roma nel 1668, d'anni 74, nel giorno e ora in cui era nato (l'elogio lo citai nel vol. VII, p. 56), e trasportato in Caldarola fu sepolto in s. Caterina.

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* G. MORONI, Op. cit., Vol. LI, pp. 65, 66.

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