2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

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DECRETO DI SISTO V DI EREZIONE DEL PRESIDATO DI MONTALTO

SISTO PP. V

A perpetua memoria

Avendo noi recentemente decorato Montalto, patria nostra carissima, del titolo di città e fatto in perpetuo il dono di cittadinanza a tutti indistintamente i suoi ossequientissimi abitanti, conviene ora che concediamo ad essi e alle terre del nostro Presidato quanto riguarda il felice stato e la loro comune utilità e comodità. Con "motu proprio", pertanto, stabiliamo e ordiniamo che il governo delle città e terre di detto Presidato debba essere in perpetuo nella stessa nostra città di Montalto e i Governatori pro tempore di tale Presidato sono tenuti ad abitarvi stabilmente e ad amministrarvi la giustizia.

Concediamo perciò alle anzidette città e terre un perpetuo Governo distinto e separato, liberando tutte e singole città, terre e persone e quanti hanno in esse domicilio o residenza abituale dal governo e dal regime della provincia della Marca, in modo che in avvenire le terre e le città di tale Presidato non siano mai soggette né alla Congregazione provinciale né al contributo delle spese fatte dalla detta provincia della Marca; e i provinciali di tale provincia paghino le loro spese; e quelli che sono soggetti al governo di tale Presidato sono obbligati soltanto al pagamento delle spese proprie o di quelle che saranno deliberate in avvenire nelle Congregazioni che avranno luogo nella stessa città di Montalto nei modi e nelle forme qui in uso da sempre. E affinché il detto governo si mantenga più saldo, stabiliamo anche e ordiniamo che debbano sempre abitare nella stessa città di Montalto alcuni notai sia civili che criminali e devono impiantare qui un archivio nel quale siano conservate con ogni cura, fedeltà e diligenza tutte le scritture spettanti a detto governo, e che tale archivio e tali scritture non devono mai essere rimossi di lì sotto pena della perdita del loro ufficio. Tali notai, poi, al termine di ciascun governatorato devono essere sottoposti a sindacazione e rendere conto dell'amministrazione ai Sindaci delegati dalla stessa Congregazione del Presidato.
E al fine di conservare, per quanto possibile, l'abbondanza in tali città e terre del Presidato, chiunque, senza essere soggetto al predetto governo, possegga dei beni nel territorio del Presidato, non potrà asportare o fare asportare da là qualsiasi quantità di grano, se prima non avrà assicurato il rilascio della terza narte del prodotto da porsi in vendita al prezzo corrente.Inoltre dovendo le città, terre e luoghi soggetti al detto Presidato pagare lo stipendio e i salari al Governatore e agli Ufficiali del medesimo governo, liberiamo ed esimiamo in modo assoluto tali terre, città e luoghi e loro abitanti dal pagamento che essi sono soliti fare per la provvisione e stipendio del Governatore e Ufficiali della nostra città di Macerata.Concediamo anche alle terre, città e luoghi di detto Presidato la facoltà di eleggersi il Podestà a questa sola condizione: che tale elezione debba essere confermata, senza eccezione o ritardo, dalla Sede Apostolica.
E affinché la popolazione di detto Presidato goda maggiore abbondanza, permettiamo alle stesse terre, città e luoghi di comprare liberamente e senza impedimento di sorta grano del Regno di Napoli in qualunque luogo potranno acquistarlo con maggiore comodità e a loro piacere e di condurlo o farlo condurre alle loro città, terre e luoghi senza chiedere permesso ad alcuno.
E liberiamo ed esentiamo da qualsiasi tributo, dazio, dogana, gabella e pedaggio tutti quelli che vorranno condurre a Montalto cose, beni e merci di qualunque genere per lo spazio di quaranta miglia intorno a detta città, eccetto la dogana di Ancona e le altre dogane per le merci che dall'estero saranno trasportate per mare. Resta perciò vietato in modo assoluto ai conduttori, esattori e appaltatori di detti tributi, dazi, dogane, gabelle e pedaggi di recare il minimo danno alle predette persone e alle loro cose, merci e beni o di esigere qualcosa da essi in merito alle medesime cose e merci sia nell'andata che nel ritorno.
E poiché le nostre terre di Montefortino e Montemonaco non erano prima comprese nel numero delle altre terre del detto Presidato, vogliamo che esse in futuro siano perpetuamente aggregate a detto Presidato e in virtù della presente bolla le aggreghiamo, con il godimento degli stessi privilegi, immunità, esenzioni, prerogative e altri favori che godono ed hanno o godranno e avranno in futuro le altre città, terre e luoghi di detto Presidato, liberandole del tutto e togliendole dal governo e dalla congregazione della provincia della Marca e dalla Prefettura montana.
Vogliamo infine e comandiamo che siano osservate inviolabilmente e in perpetuo le lettere di libero commercio da noi concesse, e confermiamo e ordiniamo che si osservi nel modo e forma del decreto fatto dalla Congregazione: che tutte le città, terre e luoghi soggetti a tale governo abbiano un unico sistema di peso e misura camerale, soggiacendo a quelle pene che il Governatore crederà di imporre. Approviamo ancora e confermiamo tutti e singoli i privilegi, esenzioni, prerogative, Bolle e altri favori concesse finora da noi e da altri romani Pontefici, nostri predecessori, alle città, terre e luoghi predetti, tanto in materia di grano che di qualsiasi altra merce, purché tali concessioni siano passate all'uso; a tutte aggiungiamo forza di stabilità inviolabile: che tutti, cui spetta o spetterà in qualunque modo in futuro, le osservino scrupolosamente che in questo senso siano dovunque giudicate e definite da tutti ì giudici ordinari o delegati, anche dagli Uditori del nostro Palazzo Apostolico e dai Cardinali di S.R.C., fossero pure Legati "a latere", privandoli di ogni facoltà e autorità di giudicare e interpretare in altro senso. E decretiamo irrito e nullo ogni cosa si tentasse in contrario da chiunque, con qualsiasi autorità, scientemente o per ignoranza...

Dato a Roma, presso S. Pietro, sotto l'anello del Pescatore, il 13 dicembre 1586, anno secondo del nostro Pontificato.

Originale in pergamena presso l'Archivio Comunale di Montalto;
Bullanum Romanum, 
IX, pp. 254-256; testo del documento presso l'Archivio Segreto Vaticano, Secr. Brev. 123, ff. 85-86. 
La traduzione è nostra.

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