2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

13.12.2021

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COMITATO NAZIONALE DELLE CELEBRAZIONI
Celebrazioni 2021
Sabato, 22 Settembre 2018

MONTALTO PATRIA CARISSIMA

CITTA' E DIOCESI

Per MONTALTO* l’erezione della diocesi fu un fatto eminentemente... campanilistico di un Papa troppo affezionato alla sua terra di origine. Sisto V aveva un amore viscerale per la sua “carissima patria”, che considera come la sua famiglia. Basti pensare che nel Breve pontificio del 28 luglio 1586 che accompagna il dono del preziosissimo reliquiario, il Papa così si esprime: “ Imprimetevi bene in mente questo: che Noi, sull’esempio e sulle orme di moltissimi nostri predecessori Pontefici in questa santissima sede, che assunti al supremo apostolato della Chiesa universale trasforma¬rono in Tempio la casa paterna adornandola di sacre Reliquie di Santi Martiri, cercandole con grande cura in ogni parte, abbiamo voluto decorare con queste Reliquie di Santi Martiri la nostra casa paterna, e non intendiamo per questa l’angusto spazio di quattro mura, ma con patrio affetto intendiamo con essa il luogo che raccoglie insieme tutti voi Cittadini, cioè la stessa Montalto”. Per questo amore verso la sua patria, Sisto V trasformò il piccolo e sconosciuto borgo castellano (nella visita pastorale di mons. Maremonti, effettuata il 10 novembre 1573, si parla di tre piccole parrocchie di una cinquantina di famiglie ciascuna) in città vescovile, centro del Presidato, sede di un prestigioso ginnasio, di una zecca, di opifici vari, di una cattedrale maestosa e di altri onori degni della più grande città della Marca. La diocesi montaltese è semplicemente un dono sistino, quasi il coronamento di un sogno personale di un Papa che non nascondeva le sue umili origini, ma che anzi le esaltava a somma gloria per magnificare il piano misterioso di Dio che innalza gli umili. Non era importante se il territorio della “sua” diocesi risultava per forza di cose piccolo, l’importante era aver perpetuato la memoria della sua patria.

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CONCESSIONE DELLA ELEZIONE DEL PODESTA’ E DEL LIBERO COMMERCIO

Il cardinale di Montalto divenne Papa al mattino del 24 aprile 1585. Tre giorni dopo Montalto apprendeva la notizia e la gioia provata dalla piccola comunità è testimoniata dal pagamento di 50 paoli al corriere che recò la notizia; e neppure si badò a spese nel fare festa con spari, musica e archi di trionfo: alla fine si dovette pagare la bella somma di 719 fiorini!

Sisto V pensò subito alla sua “carissima patria”. Come prima cosa inviò a Montalto, per mezzo del Tesoriere della Marca, Tommaso Del Palagio, la somma di duemila scudi, da dividere fra tutte le famiglie del paese. Successivamente, con uno stesso Breve del 22 giugno 1585, concesse al Presidato farfense due privilegi: il diritto di nomina diretta del Podestà e il libero commercio delle merci. Il Podestà era il giudice che amministrava la giustizia e veniva eletto ogni sei mesi. Durò molto poco questo privilegio di scelta popolare: appena dopo la morte di Sisto V la scelta tornò al Papa. Il libero commercio consisteva nel diritto di trasportare liberamente da un capo all’altro del Presidato derrate alimentari senza obbligo di sottostare al dazio della Tesoreria della Marca. Tale privilegio venne mantenuto nel Presidato di Montalto quasi fino alla rivoluzione francese, nonostante Bolle successive di vari Papi revocassero tale privilegio. Il Presidato di Montalto si faceva forte della clausula sistina che tale privilegio non dovesse essere tolto da “nessuna persona di qualsiasi dignità o autorità, sotto qualsiasi motivo o pretesto”.

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CONCESSIONE DELLA ESENZIONE DALLE TASSE

Appena tre giorni dopo il precedente Breve apostolico sulla doppia concessione della elezione del Podestà e del libero commercio, Sisto V dà alla sua patria un altro segno del suo amore. Con un altro affettuosissimo Breve concede alla sola Montalto l’esenzione di ogni pagamento di tasse per un periodo di otto anni. I motivi addotti dal Papa sono due: la povertà del luogo e la durezza degli esattori governativi.

Tale straordinaria concessione, che doveva scadere nel 1593 (per quattro anni il 18 luglio 1593 e per altri due anni l’11 giugno 1597, come si evince dal retro del Breve originale conservato nell’ Archivio comunale di Montalto), tre anni dopo la morte di Sisto V, fu prorogata per altri sei anni da papa Clemente VIII, grazie all’ interessamento del cardinale Alessandro Montalto, pronipote di Sisto V. Per ben 14 anni, quindi, Montalto sfruttò a suo favore questa davvero vantaggiosa esenzione.

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CREAZIONE DELLA COLLEGIATA DI MONTALTO

Appena 38 giorni dall’ultimo Breve che concedeva a Montalto l’e­senzione dalle tasse, Sisto V eresse a Collegiata la chiesa più importante del paese, S. Maria ad Collem. Era il massimo che il nuovo Papa poteva concedere ad una chiesa non cattedrale. La nuova Collegiata era composta da due “dignità” (un decano e un arciprete) e da dieci canonici riuniti in Capitolo. Come mensa ca­pitolare per il mantenimento di queste dodici prebende, il Papa incorporò alla nuova Collegiata una grossa tenuta già proprietà del monastero della Madonna detta di S. Biagio a Sarnano. Oltre a ciò le comunità di Montalto, Porchia, Patrignone e Montedinove ebbero il diritto di presentazione e nomina dei canonici, diritto che mantennero anche quando, di lì a poco, la Collegiata fu eretta a cattedrale.

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INTERESSAMENTO DEL CARD. PERETTI ALLA EREZIONE DI MONTALTO A DIOCESI

sisto cardinaleLa diocesi di Montalto non fu determinata da un gesto improvviso di papa Sisto V all’ indomani della sua elezione al pontificato, ma fu un desiderio a lungo accarezzato dal Peretti fin da quando, il 17 maggio 1570, fu onorato della porpora cardinalizia da Pio V. "In quel tempo - scrive il Pistolesi - S. Pio V era venuto nella determinazione di decorare del titolo di Città e della sede Vescovile una delle Terre della Marca e fra le molte di cui si faceva il nome, eravi Montalto, che, naturalmente, sperava molto sull’ appoggio del Cardinale” (PISTOLESI, Sisto V e Montalto, p. 75). In favore di Montalto diocesi stava la centralità geografica del paese nel vecchio Presidato farfense, a differenza di S. Vittoria e di Offida, ma nei confronti di quest’ ultimi paesi stava la piccolezza del centro e la sua modesta realtà: appena tre parrocchie (S. Maria in Colle, S. Pietro e S. Giorgio), due monasteri (francescano e agostiniano) e scarsa consistenza economica per poter far fronte alle enormi spese per un vescovado (cattedrale, capitolo, mensa vescovile, opere edilizie...). Di fronte a tale situazione i montaltesi non opposero resistenza alla notizia della imminente creazione della diocesi di Ripatransone, che avrebbe inglobato nel suo territorio buona parte del Presidato e la stessa Montalto.

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Sisto V è di Montalto

Sulla vexatissima quaestio tra Grottammare e Montalto intorno alla patria di Sisto V non si potrà recare un esatto e formale giudizio se di essa non siano conosciuti i veri termini; poiché, ci duole il dirlo, moltissimi storici hanno dato prova di non averne conoscenza che in assai scarsa misura.
Noi ci rimetteremo al giudizio dello stesso Sisto V che non può essere testimonio sospetto e che, addentro alla questione, l’ha definita con tutta chiarezza nei moltissimi documenti lasciatici.

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ALOISIO BONETTI (1886 - 1911)

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18.1887-1911: ALOISIO BONETTI 
 
Nato a Nidastore d'Arcevia (diocesi di Fossombrone) il 25 agosto 1842. Studiò al Seminario Pio di Roma. Vicario generale di Cagli e Pergola e poi a Fossombrone. 

Vescovo titolare di Messene dal 15 gennaio 1886 è nominato coadiutore di mons. Aronne. Resse la diocesi per 25 anni. Tenne l'ultimo Sinodo diocesano nel 1901. 
Promosse e incoraggiò l'Azione Cattolica. 
Completò il portico della cattedrale e fece costruire la Grotta di Lourdes nel Sotterraneo.
Ammalatosi negli ultimi anni del suo episcopato gli fu messo vicino il vescovo di Ripatransone, Luigi Boschi, in qualità di Delegato Apostolico. 
Morì il 20 luglio 1911 

 

Hier. Cath. VIII, p. 393; Pistolesi, Notizie biografiche... p. 62-65. 

PIETRO OSSOLA (1946 - 1951)

37.1946-1951: PIETRO OSSOLA

Nacque in Piemonte a Barone Canavese il 21 settembre 1889. Stu­diò al Seminario di Ivrea e partecipò come cappellano militare alla prima grande guerra, dopo la guerra fu professore del suo Semina­rio e dal 1926 fu Direttore spirituale al Seminario regionale di Chieti. Dal 1931 al 1943 fu Rettore del Seminario Regionale di Molfetta. Nel settembre del 1946 fu eletto vescovo di Montalto e Ripatransone. Nel 1949 visitò la diocesi, che resse per cinque an­ni, fino alla sua rinuncia per motivi di salute. Fu ammirato per la sua intensa vita interiore e dirittura morale. Organizzò la "Peregrinatio Mariae" nei vari centri delle due diocesi.

LUIGI FERRI (1868 - 1952)

36.1925-1946: LUIGI FERRI

mons.luigi ferriNacque a Fano il 10 agosto 1868 e qui studiò. Ordinato sacerdote il 14 giugno 1891 fu professore al Seminario diocesano, successi­vamente Padre spirituale in quello interdiocesano e parroco in una parrocchia cittadina. Venne elevato all'episcopato il 14 gennaio 1912 e nominato vescovo di Montalto alla morte di mons. Bonetti.

stemma mons.luigi ferriAlla morte del vescovo ripano mons. Boschi, nel 1924, fu nomina­to vescovo anche di Ripatransone, unendo le due diocesi "in per­sona episcopi". Vescovo di grande bontà e spiritualità, ebbe un fervido amore all'Eucaristia e fu promotore dei Congressi Eucari­stici diocesani: nel 1914 celebrò il primo congresso Eucaristico di Montalto (il primo in assoluto in Italia) e successivamente nel 1921 a Montalto, nel 1925 a Comunanza e nel 1932 a Ripatranso­ne. Curò molto la stampa diocesana con la creazione di un quindi­cinale. Nel 1928 favorì la venuta delle monache passioniste a Ripatransone. Nel 1939 chiamò a San Benedetto del Tr. i Padri Sacramentini e i Padri Conventuali. Si adoperò fattivamente per l'e­ducazione della gioventù. Visse in perfetta povertà e vicino al suo popolo, che lo chiamava "il vescovo santo". Lasciò la diocesi per malattia il 17 maggio 1946. Morì a Fano il 30 gennaio 1952, come vescovo titolare di Liviade. Le sue spoglie furono traslate a S. Be­nedetto, nel santuario dell'Adorazione, il 7 settembre 1955.

G. CHIARETTI, Il movimento cattolico..., p. 32.

 

 

 

VINCENZO RADICIONI (1952 - 1983)

radicioni38.1952-1983: VINCENZO RADICIONI (*)

Nato a Numana l'8 ottobre 1906. Educato nei seminari diocesano e regionale, fu ordinato sacerdote il 1 maggio 1929. Consacrato vescovo ad Ancona il 27 gennaio 1952, entrò in diocesi il 19 mar­zo.

Per un trentennio guidò la diocesi nel difficile periodo del do­poguerra e dello sviluppo demografico ed economico. Uno dei principali obiettivi fu quella di rendere effettiva quella unione fra le due diocesi non dichiarata sul piano istituzionale ma iscritta nei fatti.

Si preoccupò anche di dotare di nuove parrocchie la fascia costiera maggiormente in espansione. Effettuò tre visite pastorali e celebrò due Congressi Eucaristici (1955 e 1969).

Ebbe un profon­do amore per l'Azione Cattolica e per l'Unitalsi. Nei suoi trenta anni di episcopato ha consacrato ben 113 sacerdoti e due vescovi (mons. Amadio e mons. Pecoraio).

Lasciò la diocesi al raggiungi­mento dei limiti di età imposti dal Diritto. Morì a Falconara il 15 novembre 1988. È sepolto nella cattedrale di Ripatransone.

 

(*) Il testo è tratto da: V.Catani, La Chiesa TruentinaOp. cit., p. 237.

 

 

 

MONS. PAOLO EMILIO GIOVANNINI PRIMO VESCOVO DI MONTALTO

 

Dicemmo in un altro numero (LA VEDETTA del 14-7-'68, n. 28) che era nostra intenzione pubblicare particolari biografici sui Vescovi di Montalto. Dopo Mons. Castiglioni, infatti, ecco Mons. Giovannim. La fonte è sempre la stessa: « Notizie biografiche dei Vescovi di Montalto » del Con. Pistoiesi e la pubblicazione di tali medaglioni è tanto più opportuna, in guanto il libro de! Pistoiesi è oggi rarissimo e noto a pochi. Da parte nostra aggiungeremo quanto ci sarà possibile scovare sull'argomento, per aumentare le notizie già note.

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SISTO V E LA DIOCESI DI MONTALTO - IL PRIMO VESCOVO E IL PRESIDATO (Cap. IV)*

paolo emilio giovanniniAnche la presentazione, per il governo della nuova diocesi, della persona del sessantaquattrenne1 Paolo Emilio Giovannini, di Porchia, non lungi da Montalto, membro anch'egli dell'ente testé costituito, da parte del medesimo card. d'Aragona, avvenne «S.mi Domini nostri iussu». Preconizzato, secondo le prescrizioni, nel concistoro del mercoledì, 19 novembre2, sempre del 1586, cinque giorni, cioè, dalla bolla di erezione, allo scopo di ambientare e preparare i porporati, se ne ebbe la effettiva elezione otto giorni dopo nell'altro, del mercoledì 263. Quantunque sarebbesi potuto evitare il Processo, relativo alla idoneità della persona del candidato, prescritto dal Concilio di Trento, in quanto nota abbastanza, non semplicemente alla Curia romana, ma allo stesso sommo pontefice4, per essere originario del medesimo posto e suo amico da vecchia data, tuttavia lo si costruì ugualmente, come ricavasi dal promemoria rimesso dall'Aragona ai colleghi, in vista del concistoro5.

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Paolus Aemilius Ioannini Porchiensis (1586 - 1605)

01 GIOVANNINI

stemma giovannini1.1586-1605: PAOLO EMILIO GIOVANNINI (*)

Originario di Porchia, fece i suoi primi studi a Perugia e a Macerata, conseguendo la laurea. Messosi al servizio di vari cardinali in qualità di segretario, li seguì in Francia e in Spagna. Era canonico di Ravenna e vicario generale di Cesena, quando Sisto V lo nominò primo vescovo di Montalto il 26 novembre 1586. Nei venti anni che resse la diocesi ne gettò le fondamenta e diede inizio alle grandi opere sistine.
Compì ben sette visite pastorali e lasciò preziose testimonianze di quegli anni nelle sue relazioni "ad limina". Morì il 6 agosto 1606

Hier. Cath. IV, p. 246; Pistolesi, Notizie biografiche... p. 9-11.
Cfr. anche, Giovanni Papa, Sisto V e la Diocesi di Montalto - Il primo Vescovo e il Presidato, (Cap. IV - pp. 79 - 97)
(*)  V.Catani, La Chiesa TruentinaOp. cit., p. 232

VISITE «AD LIMINA APOSTOLORUM» COMPIUTE DA MONS. GIOVANNINI 1589 - 1607

Le sei relazioni in parola si conservano, negli originali stessi, di cui alcune anche tutte autografe del medesimo presule, nell'ASV, fondo S. Congr. del Concilio, dal 1967 S. Congr. per il Clero, sez. Visitationes ad. ss. Limina, scatola Montis Alti. Le pubblichiamo integralmente, sono generalmente brevi, come buona parte di altre similari.

1. Relazione dell'11 dicembre 1589

È tutta autografa di mons. Giovannini e, come detto (cf. Sisto V e la dioc. di Montalto, IX), essa fu esibita alla Congregazione del Concilio, allora presieduta dal card. Antonio Carafa (ibid., n. 10), come si legge sul f. 3v per mano del medesimo presule; qui pure compare la data. Mentre in questa il destinatario è il card. prefetto, le altre, avendo il plurale, si rivolgono a tutti i cardinali componenti la Congregazione, che allora agivano veramente «collegialiter».

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Tiberius Mandosi Romanus (1606 - 1607)

02stemma mandosio2.1606-1607: TIBERIO MANDOSIO

Membro di una nobile famiglia romana oriunda di Amelia. Familiare del card. Alessandro Peretti, pronipote di Sisto V, canonico di S. Pietro a Roma, fu eletto alla chiesa di Montalto l'11 dicembre 1606; morì, però, dopo meno di undici mesi, a Roma, a cinquantatre anni, il 3 novembre 1607.

Hier. Cath. TV, p. 246; Pistolesi, Notizie biografiche... p. 12-13.
VINCENZO CATANI, La Chiesa Truentina. Storia della diocesi di San Benedetto del Tronto - Ripatransone - Montalto, Alda Tecnografica, Grottammare, 1996, p. 232.

Paolo Orsini Romano (1608 - 1640)

03stemma orsini3.1608-1640: PAOLO ORSINI

Figlio di Girolamo Orsini, signore di Gallese, famiglia della nobiltà romana, domenicano, teologo e predicatore molto noto, divenne vescovo di Montalto il 14 luglio 1608 all'età di soli trentatre anni.
Nel suo lungo episcopato (32 anni) tenne il primo Sinodo nel 1630 e fece due visite pastorali: nel 1603 e nel 1639.
A causa della mancanza di palazzo vescovile adeguato si trasferì a Montelparo, dove morì il 12 aprile 1640.
Fu sepolto in cattedrale a Montalto, ora le sue spoglie giacciono nella cripta dei vescovi.

Hier. Cath. IV, p. 246;
Pistolesi, Notizie biografiche... p. 13-16.
VINCENZO CATANI, La Chiesa Truentina. Storia della diocesi di San Benedetto del Tronto - Ripatransone - Montalto, Alda Tecnografica, Grottammare, 1996, p. 232.

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