2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

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1585,22 maggio. Sisto critica le spese eccessive del suo predecessore e inaugura un periodo di lotte agi sprechi e di riduzione delle spese.

1585,19 Giugno. Camillo Capilupi, ambasciatore dei Gonzaga di Mantova, osserva che le spese per il mantenimento della corte erano state ridotte (e decresceranno ancora nei mesi seguenti) portando ad esempio come i Camerieri da 700 scudi per le spese ne riscuotevano solo 300. Il personale di corte ritenuto superfluo viene licenziato e quello rimanente aveva un salario ridotto.

1586 Gennaio. Anche il maestro di casa Giovan Battista Santorio che percepiva per le sue mansioni 5000 scudi mensili, se li vide decurtare prima a 4000, poi a 3000 e infine a 2200 scudi. (13-pag.44).

1586,20 settembre. Un “Avviso” annota che il Papa riduce le spese anche per la sua persona e i suoi familiari: “Non cura il Papa, che vigilat super gregem quanto può fedelmente d’impoverire la sua persona di tante commodità et grandezze, che godevano gli altri suoi predecessori per arrichire la sede apost. Et metterla in tremendo stato di freno de suoi nemici…riducendo tuttavia per potere ciò fare con le riforme palatine le tante prodigalità in poche spese et togliendo di nuovo a se, alla sorella, alli nipoti et li suoi intimi molte commodità e spese et riducendo a 240 quello che a tempo di Gregorio XIII costava alla Camera 800”. (13- pag. 45).

1587, 4 marzo. Un “Avviso” riporta: “Le provisioni e stipendi, che la Camera sborsava in Campidoglio a certi di questo popolo destinati alla guardia della colonna Traiana, alla custodia de muri di Roma, intorno alla fontana di Trevi, alla lettura di Tito Livio et sopra il carico d’altre cose simili sono stati levati indifferentemente tutti”.

1587, aprile. Viene progettata una nuova riduzione delle spese per la tavola e la servitù e anche i pranzi con personaggi illustri erano improntati alla semplicità Bandisce ogni lusso dai suoi appartamenti e persino i tappeti, indispensabili in inverno, dovevano essere di qualità comune.

1588, gennaio. Sisto soppime per i suoi impiegati tutti i giorni di festa, giustificando il provvedimento col far notare che neanche lui si concedeva alcun riposo. (13-pag.45).

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