2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

13.12.2021

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Celebrazioni 2021
Martedì, 16 Luglio 2019
  • Traslazione salma S. Pio V a S. Maria Maggiore (9 gennaio 1588)
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Montalto delle Marche, palazzo dei Presidi
    Epigrafe Giulio Sclafenato (1586)
  • Processione a S. Maria Maggiore
    Giubileo straordinario del 1585
  • Piazza S. Pietro con l'obelisco
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • La Fontana del Mose' in Piazza S. Bernardo
    Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Nuovo palazzo del Laterano e Obelisco
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino
  • Affresco Erezione dell'obelisco in p. del Popolo (1588)
    Affresco Biblioteca Vaticana - Salone Sistino

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EPISTOLARI

EPISTOLARI

Doc. n. 65 - Il Vescovo di Montalto, il 10 marzo 1590 al Card. Montalto. ASV, Vescovi, Vol. 11, f. 253 r-v

Non solamente per li gravi ragioni espressi da Vostra Signoria Illustrissima nella sua di XXV del passato, io devo porre, et porrò con Monsignore Governatore insieme qualunque eccessiva diligentia, per la perfettione di questa fabrica di Nostro Signore ma in ciò mi deve premere gravissimamente l'obligo infinito, che tengo con sua Santità dalla quale, essendo minimo suo servo, son stato honorato della dignità di questa chiesa con per gratia singular, sopra o senza mio merito. Non mancherò dunque d'insisterci con ogni assiduità et sollecitudine et bacio humilmente li mani di Vostra Signoria Illustrissima che si sia dignata ridordarmelo. La fabrica ha provisione copiosa, e pronta de mattoni, de calcine, de legname, di maestri, et de manuali per il lavoro; la condotta delle dette cose ha havuto per rispetto del tempo qualche difficoltà, superata dal incredibil diligentia del predetto Monsignor Governatore il quale provedeva ancora a questa parte di modo più pronto, e più proprio, e la fabrica caminarà con maggior prestezza al fine; quello che io conoscerò lo ricorderò. Il medesimo Monsignore Governatore mi ha parlato sopra il mettere la prima pietra nel fondamento della chiesa delle grotte, loco della diocesi ripana; al che risposi, che il Vescovo della Ripa nel partir che fece di qua per Spagna, mi raccommando con somma instantia il clero et la città, et diocesi sua, alli quali ordinò, che nelli bisogni della chiesa, et nelle occorrente loro, ricorressero da me, come hanno fatto. Onde se bene non conviene far attioni pontificali nella diocesi altrui senza premissione del ordinario non dimeno credo, che la detta raccommandatione comprenda questo bisogno, et quest'atto, et che sia debito, stante la detta absentia; et tanto più essendo fabrica di sua Santità che ricerca, et obliga il servitio di tutti. Et nondimeno se c'interverrà il particolar commandamento di sua Beatitudine l'actione sarà augumentata di questo particolar favore. Io non mancherò di farla, quando Monsignore Governatore me lo dirrà, con ogni possibile solennità. Con che bacio humilmente le mani di Vostra Signoria Illustrissima continuando nel pregare il Signore Iddio per sua prosperità e salute.

Il Vescovo di Montalto

Doc. n. 64 - Paolo Emilio Vescovo di Montalto, il13 febbraio 1590 al Card. Montalto. ASV, Vescovi, Vol. 11, f. 214r-v

Nel ritorno mio in questa città, ho trovato, che alle fabriche tutte s'attende con grandissima sollecitudine da Monsignore Governatore provedendo copiosamente le cose necessarie, et da mastro Pietro, nel tirare ad alto la Chiesa, la quale dalla parte bassa, è alzata sopra il cordone, che è nel'uscire de i fondamenti 26 palmi, et fra pochi giorni arrivarà al secondo cordone lontano dal primo 36 palmi, dove finirà la scarpa et si tirarà il muro dritto delle bande sono alzati li muri fin al piano della Chiesa, che sarà di sotto nel quale fu piantata la croce, et condotti che saranno, tutti li muri al detto piano con qualche altezza di più; mastro Pietro si voltarà a tirar inanzi la parte di sopra della chiesa, che è verso la piazza, che haverà quattro cappelle per banda, et attende complirla, e coprirla a tempo, che facendonese un riparo di tavoli, vi si possa l'anno seguente, cominciare ad offitiare, finché si alzarà, et complirà l'altra parte bassa sopradetta, la quale fra tanto farà buona presa, et si consolidarà, e stabilirà di sorte, che sicuramente sostenere la grande altezza delle mura, che se tiraranno sopra. Alla stabilità del medesimo fondamento, dicono alcuni, che servirà non poco, il fare un bastione, tre o quattro canne distante, tirandolo da basso, al paro del detto primo cordone, il quale darà forza, et fermezza al terreno, et provvederà, che le pioggie, col portar via il terreno non scoprano a poco a poco il detto fondamento, fatto in luoco ripido, et che col profondarlo assai, non si trovò vantaggio di maggiore solidità. Il fare due porte, una per banda in quella Chiesa di sotto, servirà assai alla sanità del aere et per l'uso delle sepulture che vi si potranno fare ma ricercarà maggiore diligentia nel serrarle et nel custodirle, massimamente nei tempi sospetti, essendo vicine alli mura della città. Ma facendosi la lumaca di dodici palmi di diametro, forse bastarà per ogni uso et all'aria si può supplire, col' ampiezza delle finestre, assicurate con sferrate. Benché io non m'intendo Padre Santo di queste cose, et ho persino forse più [...] di quel che bisogna. Al palazzo si lavora nella parte da basso, non essendo per anco sicuro fare le [...] volte delle botteghe, ancora che li muri stano alzati, per l'esempio di quelli [...] che nascono [...] al purgo. La Santità Vostra può sperare con questa diligentia de le fabriche che condurranno presto alla perfettione, per la quale non manchi con questo che [...] il Signore Iddio et con questo fine bacio humilmente i suoi santi piedi.

Paolo Emilio Vescovo Di Montalto

Doc. n. 63 - Il Patriarca di Gerusalemme da Roma, il 17 gennaio 1590 a Pompeo Floriani a Montalto. AF, I, f. 50a,r

E vero ch'io ho saputo la caduta della volta del purgo, et dell'altra, ch'é stata buttata da Mastri, et non è dubio che la causa bisogna che sia stata, che le muraglie erano ancor fresche, aiutata poi delle pioggie, non è maraviglia se non si sono sostenute, pero bisognerà al tempo buono rimediarlo et proveder di modo che le cose siano stabili et sicure, et non son mancati di quelli, che sono entrati in pensiero che siano state aiutate da maligni che volevano il purgo nella Città et non nel fiume, ma questo lo sa Idio.

Quanto alli fondamenti delle mura laterali del Domo è vero ch'io ho persuaso che si facessero, muovendomi a questo, perche Nostro Signore sapesse almanco ch'il Domo era fondato, acciò cognoscesse che s'è fatta qualche cosa, et poi non è dubbio, che riposandosi tutti i fondamenti in un tempo unitamente, si potrà lavorar sopra molto più sicuramente che se fossero fatti parte questa estate passata et parte l'altra che verrà, et di questo parer sono anco alcuni di questi architetti con i quali ne ho parlato, et so molto bene che se si fossero collegati quei fondamenti secondo che si veniva alzando la muraglia dal basso, che saria stato meglio, ma non si potendo far questo in un tempo per la stagione dell'inverno, che è sopraggiunta, credo sia stato manco male l'haver anco fondata quella parte la quale mi dice Mons. Arrigoni ch'é collegata con i pilastri della Chiesa. Però attenda Vostra Signoria con ogni diligenza a proveder che il resto camini bene che dovemo sperar che Idio accompagnarà l'opera, poiché si fa a gloria sua, e melli raccomando di cuore.

Fabio Patriarca di Gerusalemme

Doc. n. 62 - I Priori da Montalto, il 19 Settembre 1589, al Capitano Pompeo Floriani a Macerata. AF, I, f. 50r

Piacerà a Vostra Signoria per nostro amore intervenire con i presenti nostri mandati per pigliare alcune robbe alla bottegha di i Cittadani, et fare ogni possibile che restiamo sodisfatti di buona, et bella robba, come senz'altro confidiamo dell'amorevolezza di quei Signori e stabilire ancora il prezzo di esse degnandosi ravvisarne del tutto; appresso Vostra Signoria me farà favore mandarme quell'armi che lei sa molto bene, et promette per noi quanto bisogna pagare che mandaremo subito i quatrini, conché fino a Vostra Signoria ci raccomandiamo di cuore, et pregamo ogni istante.

Li Priori della città di Montalto

Doc. n. 61 - Costantino Arrigoni da Montalto, il 18 settembre 1589, al Capitano Pompeo Floriani a Macerata. AF, I, f. 45r

Ringratio Vostra Signoria dell'aviso del viaggio dell'Eccellentissimo Signore et mi farà gratia di continuare li particolari. Mi farà gratia ancora mandarmi sei armi due di Nostro Signore due Sua Eccellenza et due dell'Eccellenza del Signor D. Micheli, ch'io gli rimborsarò il danaro. Questo tempo ci ha dato fastidio alle fabbriche ma si è atteso però, et con pregarli del Signore ogni felicità me li raccomando.

Costantino Arrigoni

Doc. n. 60 -Il Patriarca di Gerusalemme da Roma, il 26 agosto 1589, a Pompeo Floriani a Macerata. AF, I, f. 49b,r

Ho scritto una altra mia a Vostra Signoria pregandola a ritornare a Montalto d'onde havevo inteso, che s'era partita, et che perciò quelle fabriche ne stavano a dietro, facendovisi poco, anzi nessun profitto. Hora le scrivo la seconda, pregandola del medesimo, et tanto più quanto che la Signora Eccellentissima havendo saputo per alcune lettere scrittele da Montalto, che la fabrica del suo palazzo non va inanzi per questo, che Vostra Signoria non ce assiste, se n'è lamentata meco grandemente concludendo, che, se Vostra Signoria persevera di starsene così lontano, et pigliarsene così poca cura, non si farà mai cosa di buono, poiché Mastro Pietro non solo non ha mai accresciuto, et non accresce li muratori, ma che più presto gli se ne partono ogni di et oltre di questo, che non è manco bene, che Monsignore il Governatore stia tutto il giorno a rompersi la testa con questo et con quell'altro muratore dove Vostra Signoria potria supplire con la presenza sua et intendendolo Nostro Signore io son certo, che Sua Santità ne riceverà grandissimo disgusto, et che da ciò lei non ne guadagnarà niente. Imperò non manchi di gratie di ritornar subito, perché induggiando più, io non posso se non temere che le venga qualche schiamazzo et me lo raccomando di cuore.

Fabio Patriarca di Gerusalemme

Doc. n. 59 - Camilla Peretti da Roma, il 26 Agosto 1589 a Pompeo Floriani a Macerata. AF, I, f. 49a, r

Intendo che a pena sete comparso in Montalto, che subito sete partito, et che le cose della fabrica del mio Palazzo patiscano et si rafredano senza la vostra presenza, ne vi è chi attenda al sollecitarla, che sia della professione.

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Doc. n. 58 - Paolo Emilio Vescovo di Montalto da Montalto, il 22 agosto 1589 al Card. Montalto. ASV, Vescovi, Vol 11, f. 123r-v

Nell'eseguire la commissione la quale mi fu data da Nostro Signore sopra la fabrica del Monasterio da farsi in Santa Vittoria per il legato di Madonna Battista [...] trovai tale difficoltà per havere il sito, resistendo et reclamando ancora con memoriali dati a Nostro Signore li padroni delle case di qualunque loco era, opportuno, che più volte difidai di condurla a fine. Et se non fosse stata la perseverantia co la patientia mia, et li esortationi et i preghi interposti con la communità et con li privati, et la diligentia et l'influentia di alcuni buoni cittadini, non si sarebbe potuto mai trovare il detto sito. Queste difficolta appena superate da me, sarebbero state insuperabili all'heredi della detta madonna battista, la quale per evitare il pericolo della devolutione dell'heredità statuita non facendose il detto monasterio nella spazio di cinque anni mi offerse da principio et ancora di poi cominciata la fabrica la casa sua; la quale non essendo idonea per uso di Monasterio per le ragioni considerate dal capitano Pompeo Floriano, il parere del quale ho in scriptura, et essendo tale inhabilità notoria, fu da me la offerta reietta. Onde poi che c'è piaciuto al Signore fare che io habbia trovato il sito, fatto pagare all'heredi interamente il denaro legato, et che la fabrica è incaminata et condotte fuori di fondamenti a qualche altezza, ho voluto con questa supplica Vostra Signoria Illustrissima che si degni darne conto a Nostro Signore intercedento di più appresso Sua Santità acciò conceda proro-gationi del sopraddetto termine prefìsso dalla testatrice di tre anni di più per la perfettione del detto Monasterio il quale se havesse luoco la detta devolutione dell'heredità restarebbe imperfetta et si perderebbero li spese fatte et le mie fatiche, poiché dunque quest'opera pia non poteva sortire effetto senza l'ordine apostolico di Sua Beatitudine et de già è incaminata et va felicemente al fine, et la detta herede è scusata dall'imposibilità di trovare con la diligentia sua propria il sito, et dall'havere pagato intactamente il denaro che doveva et dalla detta offerta della sua casa, lascia in subsidio della testatrice, non mi pare indegna della gratia che dimanda della detta dilatione, havendo assai luoco l'intentione della testatrice facendosi il monasterio in quel campo che è possibile farlo. [...]

Paolo Emilio Vescovo di Montalto

Doc. n. 57 - Paolo Emilio Vescovo di Montalto, il 4 luglio 1589 al Card. Montalto. ASV, Vescovi, Vol 11, f. 89r

Nell'aprire et spianare il sito della piazza della nova città è stato necessario battere a terra una cappella antiqua di molta devotione detta S. Maria della Misericordia. L'immagine della quale col muro reciso dalle altre parti è stata con diligentia trasportata nella nuova Cattedrale et locata nella prima cappella appresso l'ingresso, alzata et coperta per hora con un tetto, come stava prima, et fabricatovi ancora un altare, nel quale avanti hieri, giorno della Visitazione della Madonna, col nome di Dio et per Sua Divina gratia celebrai la prima messa con frequentia et consolatione grande di questo popolo, et appresso vi celebrò Monsignore di Capaccio, et di poi dal Capitolo vi fu cantata la messa solenne e vi si celebra spesso con l'elemosina delle pie et devote persone et perche a Nostro Signore è nota la devotione della detta Cappella et il concorso che aveva delle persone di questa città al farvi oratione, et perché con questa attione s'è dato principio al culto divino dentro la nuova chiesa Cattedrale ho voluto darne notizia a Vostra Signoria Illustrissima baciando humilissimamente i Santi piedi di Sua Santità. Monsignore Patriarcha partente di qui hiermattina [...] dispositioni per San Lupidio donde credo seguitarà il viaggio per Roma, il quale le conceda il Signore fare col prosperità. Col qual fine, pregando Sua Divina Maestà per la lunga vita di N. [...] et per la continua felicità di Vostra Signoria Illustrissima le bacio humilmente le mani.

Paolo Emilio Vescovo di Montalto

Doc. n. 56 - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il primo luglio 1589 al Card. Montalto. ASV, SS. Francia, 25, f. 334r-v

Questa mia indispositione più ostinata, che grave, sentendone io poco o nissuno travaglio, non mi lascia ancor ripigliar le forze. Et li medici non solo mi consigliano, ma mi sforzano a mutare aria. Et per questo disegno piacendo a Dio, fra due giorni levarmi di qui, et andare a San Lupidio, luogo a mezza strada di Loreto, dove penso fermarmi quattro, o cinque giorni, o quanto vederò che bisogni. Et starò nel Palazzo del signor Domenico senza dar molestia, o riceverla da alcuno. Et di la poi seguirò il mio viaggio di Loreto. Io lascio le cose di queste fabriche talmente regolate, che spero si farà tuttavia meglior progresso, et non si spenderà il denaro inutilmente essendo Monsignore Arrigoni molto bene animato ad haverne cura.

Li operaij son mancati assai per rispetto del raccolto, et per questo è stato necessario di tollerare, che vadano a farlo. Però a mezzo Agosto tornaranno in gran quantità, et si seguirà il lavoro. Et in tanto si rinforzaranno li muratori al Domo, et al Palazzo, perche cominciamo ad haver delle materie, et medesimamente li denari s'impiegaranno in tanto in far buone provisioni di legnami, mattoni, calcine, et altre cose necessarie.

Nella venuta mia a Roma darò poi particolar conto delle cose in che termine si trovano. Et in tanto se parerà a Vostra Signoria Illustrissima ne potrà dire una parola a Nostro Signore al quale, et a Vostra Signoria Illustrissima prego ogni felicità di vita, et le bacio humilissimamente le mani.

Fabio Patriarca di Gerusalemme

Doc. n. 55 - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 10 giugno 1589 al Card. Montalto. ASV, SS. Francia, 25, f. 322 r

Scrivo per non lasciar questo ordinario senza mie lettere a Vostra Signoria Illustrissima ma non ho da dirle altro, se non che di qua continuano tuttavia le pioggie, che ne danno impedimento grandissimo, ma non si può far'altro.

Questa settimana, che viene aspetto questo Governatore di ritorno, et al principio dell'altra al più lungo io mi metterò in viaggio, che non ne vedo l'hora. Et humilissimamente le bacio le mani pregandole ogni maggior felicità.

Fabio Patriarca di Gerusalemme

Doc. n. 54 - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 6 giugno 1589 al Card. Montalto ASV, SS. Francia, 25, f. 321r

Monsignore il Vescovo di Ivrea, per il qual Vostra Signoria Illustrissima ottenne da Nostro Signore l'anno passato la proroga d'uno anno di venire ad Limina Apostolorum, hora mi torna a scrivere, che io voglia suplicarla ad impetrargli gratia della dilatione fino a settembre prossimo, essendo impedito, secondo che egli dice, per la fabrica di quella sua Chiesa, ma li credo, che sia più questo, che voglia aspettare il raccolto per far denari, che non deve essere troppo ben finito. Imperò supplico Vostra Signoria Illustrissima favorirlo in questo suo desiderio. L'incluse lettere credo che siano sue, et facilmente la deve supplicare del medesimo. Et con questo le bacio Humilissimamente le mani, et le prego da Dio ogni maggior contento.

Fabio Patriarca di Gerusalemme

Doc. n. 53 - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 6 giugno 1589 al Card. Montalto. ASV, SS. Francia, 25, f. 320r-v

Venne l'ordine di Vostra Signoria Illustrissima che questa zecca continuasse di battere secondo il solito, et è stata gratia accettatissima a questa Città, utile a queste fabriche, et di molto aiuto a questo zecchiero, che merita per molti rispetti, ma particolarmente per la cura che si piglia di questi pagamenti, che veramente senza lui si stenteria molto. Et questa matina s'è tornato a batterre.

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Doc. n. 53 - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 6 giugno 1589 al Card. Montalto. ASV, SS. Francia, 25, f. 320r-v

Venne l'ordine di Vostra Signoria Illustrissima che questa zecca continuasse di battere secondo il solito, et è stata gratia accettatissima a questa Città, utile a queste fabriche, et di molto aiuto a questo zecchiero, che merita per molti rispetti, ma particolarmente per la cura che si piglia di questi pagamenti, che veramente senza lui si stenteria molto. Et questa matina s'è tornato a batterre. Qui habbiano tempi cattivissimi, et doppo ch'io vi sono non credo si resta di tirare inanzi i lavori et si attende a far preparamenti di legno per le fornaci, et l'ho incapanato tutto non solo questi di Montalto, ma anco delli Paesi vicine, è vero che questa mala ragione non solo impedisce a questi [...] il lavorare et spianare ma gli ha fatto di molto danno avendogli mandato a male di molto lavoro, ch'era apparecchiato.

Si fan condurre delle fascine per li bastioni a quali si attende quando si può per il tempo. È già fondata la faccia della chiesa del Domo, et si va cavando il resto de fondamenti. Al palazzo non si può usare la diligenza, che io vorrei, per mancamento de mattoni essendosi già messi in opera tutti quelli, che si sono potuto havere in questi contorni, et si è anco tolto sì presto. Però s'il tempo si accomodarà n'havremo presto, et allora si [...] l'opere, et nella fabrica del Domo ci servimo adesso delle ruine delle chiese, et della pietra del monte, alquale anco tuttavia si attende.

S'è dato ordine di far segare buona quantità di tavole et di travetti che hormai ce ne sarà molto bisogno per l'armature et per li ponti de muratori.

Monsignore Governatore è partito et con un mal tempo, et spero, che fra dieci giorni sarà di ritorno, et tornato lui, io me ne inviarò piacendo a Dio, perché non ci essendo lui non é bene, che io parta, che altramente si stentaria in questa stagione d'haver opere et bestie da condur le materie. Et non havendo per hora, che altro dire a Vostra Signoria Illustrissima con ogni maggiore humiltà le bacio le mani.

Fabio Patriarca di Gerusalemme

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