2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

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Doc. n. 44 - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 16 maggio 1589, al Papa. ASV, SS. Francia, 25, f. 303r-v

Martedì, che furno li nove di questo io hebbi il mandato delli mille scudi, che la Santità Vostra si compiacque di mandarmi per queste fabriche, li quali saranno dispensati utilmente, né se ne spenderà un quatrino ch'io non sappia, dove s'impieghi, è vero ch'io ho trovato molto maggior debito de lavori passati di quelche m'haveano dato ad'inteder, di modo che questi mille scudi mi fanno poca fattione, essendo necessario di pagar questi operaij di quanto han d'havere perchè son

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Doc. n. 44 - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 16 maggio 1589, al Papa. ASV, SS. Francia, 25, f. 303r-v

Martedì, che furno li nove di questo io hebbi il mandato delli mille scudi, che la Santità Vostra si compiacque di mandarmi per queste fabriche, li quali saranno dispensati utilmente, né se ne spenderà un quatrino ch'io non sappia, dove s'impieghi, è vero ch'io ho trovato molto maggior debito de lavori passati di quelche m'haveano dato ad'inteder, di modo che questi mille scudi mi fanno poca fattione, essendo necessario di pagar questi operaij di quanto han d'havere perchè son tanto poveri, che non possono più aspettare un giorno, et bisogna soccorrerli a tutti hora. Starò dunque aspettando, che la Santità Vostra si degni di ordinare, che li mandati mi si mandino di mano in mano per quel tempo et di quella somma, che sarà di suo buon volere, che secondo la quantità del denaro cosi m'andrò governando, bastandomi di dirle, che l'opera é tale, che non si può spendere quanto l'huom vuole.

Sabbato alli tredici furno cominciati a cavar li fundamenti della nuova chiesa catedrale nel sito, che s'è scritto. Il Vescovo della Città doppo dette alcune orationi fu il primo, che cominciò a cavare, et s'andarà seguitando, et si sono stabilite le capitulazioni col capomastro muratore, delle quali ne mando copia.

Si conduce la pietra di Santa Maria a Colle, della quale ce ne serviremo per li fondamenti della chiesa et cosi faremo di quella de San Pietro, perche qui non havemo altro che pietre vive, che si cavano dal monte, et non c'è una provisione al modo de mattoni, che la mala stagion de tempi non ha lasciato lavorar sin'adesso, però s'è dato ordine per cinquecento migliaia di mattoni da farsi et si son dati denari a buon conto, et se ne ordinaranno degli altri, finché si trovarà, chi ce attenda, che nessuna cosa può ritardar più queste fabriche di questo, et fra tanto ne compraremo fuori, dove se ne trovaranno, acciò non si tralasci l'opera.

Questa matina s'è dato principio a disegnare il bastione nel torrone di Signor Serafino et si fa tuttavia condur fascine per tirare inanzi l'opera, et cosi anco della legna per le fornaci. Nel monte si continua il taglio con buona quantità d'operaij, li quali lavorano a cottimo che a giornate non metterà conto, et si paga sei giulij la canna in alcuni luoghi difficili et duri et altrove giulij cinque et mezzo essendosi fatta l'esperienza, che con sei operai non se ne può fare una canna, et han fatta molta resistenza di lavorare a questo prezzo, et alcuni se ne son partiti per questo, ma io non ho voluto alterarlo, perchè passate le facende del raccolto non mancarano di quelli, che ce attenderanno. E con questo le bacio humilissimamente li Santi piedi, pregando il Signor Dio, che le doni ogni maggior felicità.

Fabio Patriarca di Gerusalemme

Doc. n. 43 - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 16 maggio 1589 al Card. Montalto. ASV, SS. Francia, 25, f.302r

Scrivo l'inclusa alla Santità di Nostro Signore, nella qual continuo di darli conto di queste fabriche. Piacerà a Vostra Signoria Illustrissima doppo, che l'havrà vista di darla a Sua Santità se così le pare o di riferirle il contenuto, acciò sia servita di ordinare, che si mandino denari, poche li mille scudi, che si sono mandati per la

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Doc. n. 43 - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 16 maggio 1589 al Card. Montalto. ASV, SS. Francia, 25, f.302r

Scrivo l'inclusa alla Santità di Nostro Signore, nella qual continuo di darli conto di queste fabriche. Piacerà a Vostra Signoria Illustrissima doppo, che l'havrà vista di darla a Sua Santità se così le pare o di riferirle il contenuto, acciò sia servita di ordinare, che si mandino denari, poche li mille scudi, che si sono mandati per la maggior parte sono andati a pagar debiti di lavori fatti. Il desiderio mio saria, che Sua Santità si contentasse di ordinare, che ogni settimana, ovvero ogni quindici giorni si mandassero li mandati per quella somma, che piacesse a Sua Santità senza che se l'havesse a dar sempre fastidio di qua, che secondo la quantità del denaro, che si manderà, cosi [...] andarci governando. Però di questo me ne rimetto al buon volere di Sua Beatitudine la quale da me sarà servita con ogni diligenza et fedeltà. Et a Vostra Signoria Illustrissima bacio humilissimamente le mani pregandoli ogni contento.

Fabio Patriarca di Gerusalemme

Doc. n. 42 - Il patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 16 maggio 1589 al Card. Montalto a Roma. ASV, SS. Francia, 25, f. 301r

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Monsignor Arigoni Governatore qua di questa Città et Presidato mi dice, che sono forse sei anni, che non è stato mai ad Arimino sua Patria, et hora se gli rappresenta una occorrenza di darci una volta, che me l'ha communicata, la quale è urgentissima, che ricerca la presenza sua, et io ne fo certa fede a Vostra Signoria Illustrissima. Imperò m'ha richiesto, che io le ne scriva, come faccio supplicandola efficacemente ad ottenergli licenza da Nostro Signore per otto o dieci giorni al più di poterci andare. Il governo è quietissimo, et per questa poca absenza sua non può patire, restando qui il suo luogotenente. Questa gratia poi a lui sarà di molta commodita et sodisfattione, et a me di singolar favore per il desiderio, ch'io ho di servirlo in occasioni maggiori. Et humilissimamente le bacio le mani.

Fabio Patriarca di Gerusalemme

Doc. n. 42 - Il patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 16 maggio 1589 al Card. Montalto a Roma. ASV, SS. Francia, 25, f. 301r

Monsignor Arigoni Governatore qua di questa Città et Presidato mi dice, che sono forse sei anni, che non è stato mai ad Arimino sua Patria, et hora se gli rappresenta una occorrenza di darci una volta, che me l'ha communicata, la quale è urgentissima, che ricerca la presenza sua, et io ne fo certa fede a Vostra Signoria Illustrissima. Imperò m'ha richiesto, che io le ne scriva, come faccio supplicandola efficacemente ad ottenergli licenza da Nostro Signore per otto o dieci giorni al più di poterci andare. Il governo è quietissimo, et per questa poca absenza sua non può patire, restando qui il suo luogotenente. Questa gratia poi a lui sarà di molta commodita et sodisfattione, et a me di singolar favore per il desiderio, ch'io ho di servirlo in occasioni maggiori. Et humilissimamente le bacio le mani.

Fabio Patriarca di Gerusalemme

Doc. n. 41 - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 14 maggio 1589, al Card. Montalto a Roma. ASV, SS. Francia, 25, f. 300r

Ho scritto con l'altre mie la ricevuta del mandato delli mille scudi per queste fabriche, li quali si spenderano con ogni avvantaggio, è vero, che ce sono vicino a cinquecento scudi di debito di lavori fatti, di modo, che questo primo mandato mi farà poca fattione, et bisognarà che Sua Santità sovvenga presto d'altro aiuto, perche io non perderò tempo.

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Doc. n. 41 - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 14 maggio 1589, al Card. Montalto a Roma. ASV, SS. Francia, 25, f. 300r

Ho scritto con l'altre mie la ricevuta del mandato delli mille scudi per queste fabriche, li quali si spenderano con ogni avvantaggio, è vero, che ce sono vicino a cinquecento scudi di debito di lavori fatti, di modo, che questo primo mandato mi farà poca fattione, et bisognarà che Sua Santità sovvenga presto d'altro aiuto, perche io non perderò tempo.

Questa mattina con la gratia di Dio si da principio a cavar li fondamenti del Domo, et non si mancarà di diligenza, et il Capitan Pompeo venne subito et è qui alle faccende. Et le baccio humilissimamente le mani con pregarle ogni maggior contento.

Fabio Patriarca di Gerusalemme

Doc. n. 40 - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 10 maggio 1589, al card. Montalto a Roma.

Hoggi, che siamo alli X con le lettere di Vostra Signoria Illustrissima delli VI ho ricevuto il mandato delli mille scudi per queste fabriche, et subito ho spedito un messo a Macerata per recuperare il denaro, et passato domani, che sarà il giorno doppo l'Ascensione, metterò quanta gente potrò havere a lavoro con animo di far delle facende piacendo a Dio.

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Doc. n. 40 - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 10 maggio 1589, al card. Montalto a Roma.

Hoggi, che siamo alli X con le lettere di Vostra Signoria Illustrissima delli VI ho ricevuto il mandato delli mille scudi per queste fabriche, et subito ho spedito un messo a Macerata per recuperare il denaro, et passato domani, che sarà il giorno doppo l'Ascensione, metterò quanta gente potrò havere a lavoro con animo di far delle facende piacendo a Dio. Ho scritto al Capitan Pompeo, il qual non so se sia in Loreto o in Macerata, che venga qua quanto prima, per dar principio alli fondamenti del Domo, et che conduca seco un Mastro Pietro, ch'è tenuto per il meglior muratore di questa Provincia o per dir meglio per il manco cattivo, se bene io non me ne prometto molto, perche mi si dice, che questo medesimo Mastro Pietro fu quello, che hebbe la cura del Palazzo, che Nostro Signore fece far per le scole di questa Città, et se devo dire il vero il lavoro di quella fabrica non mi sodisfa molto. Et perchè qui s'han da far fabriche di qualche importanza, et dove si spenderanno molti migliaia di scudi, io non vorria dare in [...], et per ciò crederei, che fosse buona risolutione, che Nostro Signore ordinasse al Cavalier Fontana, o ad altri, che le paresse, che mandasse qua un capomastro pratico et inteligente di fabriche nobili per condurle bene et sicuramente ch'è quelche importa. Et intanto io mi servirò dei megliori che si trovano. Con che le bacio humilissimamente le mani et le prego ogni desiderato contento.

Fabio Patriarca di Gerusalemme

Doc. n. 39 bis - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 29 aprile 1589 al Papa Sisto V. ASV, SS. Francia, 25, f. 287, 288, 289

I lavori che sindora si sono fatti in Montalto per il principio della Città Nuova, si trovano in questi termini.

S'è cominciato a tagliare il terreno al piano della porta da basso, et s'è tirato inanzi a quel piano fin passato San Pietro, che per lunghezza verso il monte sono canne cinquantacinque, et San Pietro è restato in isola in altezza di canne due in circa, dal piano dove era prima.

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Doc. n. 39 bis - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 29 aprile 1589 al Papa Sisto V. ASV, SS. Francia, 25, f. 287, 288, 289

I lavori che sindora si sono fatti in Montalto per il principio della Città Nuova, si trovano in questi termini.

S'è cominciato a tagliare il terreno al piano della porta da basso, et s'è tirato inanzi a quel piano fin passato San Pietro, che per lunghezza verso il monte sono canne cinquantacinque, et San Pietro è restato in isola in altezza di canne due in circa, dal piano dove era prima. Da San Pietro in la s'è fatto un taglio, ma non a quel piano fin dentro nel Monte di lunghezza di canne quaranta et in quella altezza di terreno vi si son fatte ora fornaci da cuocer calcina, siché il terreno, che s'è levato, è di buona quantità, oltre quello, che s'è tagliato intorno il Monte, se bene a quelche resta, non è di molta consideratione; et credo, che questa parte, che è stata tagliata, sia stata la più difficile, et la più dura, che nel resto forse non trovaremo tanta difficoltà, piacendo a Dio.

II Bastione, che s'è fatto sotto San Giorgio, comincia sotto la porta da basso, et tira verso la fonte Lupone per lunghezza di canne centoquindici, et è alto findora canne tre, et palmi cinque, et per quel che si può giudicare, è molto ben fatto, poiché con tante nevi, et pioggie di quest'anno è stato saldissimo, et non s'è mosso punto in luogo alcuno.

Il Bastione, che s'ha da far dall'altra parte da Bora, è già stato disegnato conforme alla mente della Santità Vostra et cominciava al torrone di Ser Serafino, dove si farà un Baluardo, et di la si farà una cortina sino a Santo Angelo spertuoso, et nel mezzo farà una piegatura verso la Città, per non calar tanto nella valle, che oltre, che si difenderà meglio, sarà anco fondata nel saldo, et sarà lontana dalla facciata di dietro del palazzo della Signora per canne ventisei, che sarà un buon spatio, et a questo si darà principio subito che venga l'ordine del denaro dalla Santità Vostra et il Colonnello Concetto, che è stato qui, ha visto il disegno, et l'ha laudato.

La piazza sarà di larghezza, et lunghezza più presso più, che meno di quella d'Ascoli.

Il Palazzo della Signora eccellentissima sarà fabrica per il principio, che si vede, nobile, et grande, et è fondato quasi tutto, et mancano solo canne trentasei in diversi luoghi. La parte verso la piazza è fondata tutta, et manca solo intorno a palmi cinque per arrivare al piano della piazza.

Questa fabrica è necessario tirarla manzi, così per ornamento di questa Città, che ce ne saran poche, che n'habbiano una simile, come per comodità delle botteghe, essendovi hora grandissima penuria di case, che molti vi concorreriano, se ve ne fusse comodità, et particolarmente serviranno le botteghe per questi arteggiani della lana, che stanno molto incomodi. Si attenderà dunque a tirare inanzi la parte verso la piazza, et per l'ornamento, et per la comodità delle botteghe, et per l'habitazione delli Signori Padroni, quando piacerà a Dio, che vengano a riveder questa Patria.

In capo di questo Palazzo si trovò già un poco d'una vena d'acqua, la quale continua tuttavia.

In capo al Monte verso la fonte Arrigo ci sono quattro fornaci da cuocer mattoni, che la minore è capace di dodici migliara, et la maggiore di venti et perché queste non potranno supplire, io disegno di farne fare altre quattro, et così anco delle fornaci di calcina, acciò suppliscano al bisogno.

La fabbrica del purgo è già principiata appresso il fiume nel piano verso il molino, et è già fondata più d'una metà, et n'è condotta buona quantità di pietra, et vi sono fornaciari, che faranno de' mattoni quanti ne bisognaranno et per questo lasciarò, che si continui dove è cominciato, perchè altrimenti disegnavo, che si facesse o verso la Monochia, o verso la fonte di Faito, secondo che la Santità Vostra si degnò d'accennarmi et se bene il luogo, dove è principiato, è lontano dalla Città, et potria col tempo patir danno da banditi, tuttavia con quella facilità, che ce intraranno, con la medesima si cacciaranno fuori.

Ho riconosciuto in compagnia di Monsignor Vescovo, et del Governatore, et del Capitano Pompeo tutti li siti da fabricare il Domo, et in effecto si crede, che il meglior sito sia quello, che la Santità Vostra col suo prudentissimo giuditio ha messo in consideratione, cioè dalla parte di San Giorgio, che riuscirà benissimo, et sarà in vista verso il Regno; et credo anco dall'altra parte della Marca.

La facciata del Domo risponderà all'incontro di quella del Palazzo della Signora, che sarà di grande ornamento della piazza et se bene la tribuna bisogna fondarla un poco à basso, tuttavia s'è fatto il calculo, che fino al piano della piazza tra fondamento et muraglia fuori de' fondamenti non passaranno due milla canne di muraglia, per le quali credo non si spenderà in altro, che la calcina, et per l'opere, poiché ci serviremo della materia di Santa Maria a Colle, che sarà buonissima per questo effetto, et di quella di San Pietro, et intanto le fornaci ne coceranno, et in questo sito ne cacaremo questo commodo, che la tribuna servirà per muraglia, et l'accomodaremo in modo, che si potrà andare attorno anco in tempo de' bisogni, et sotto il choro vi riuscirà un'oratorio assai capace, et bello, dove anco si potranno fare delle sepolture, senza che per questo effetto s'habbi da toccar la chiesa si sopra. Et appresso il Domo verso la fonte Lupone ce sarà sito commode per fare il Vescovato, che sarà medesimamente ornamento alla piazza, et ogni altro sito giudico, che portarà maggior difficoltà, che non fa questo, così dunque non comandando la Santità Vostra altro in contrario, venuto che sia l'ordine del denaro, ce si darà felice principio, et se così le parerà, potrà comandare, che si mandi qualche medaglia da metter ne' fondamenti.

Quanto al denaro, determinerà la Santità Vostra quella somma, che alla sua singoiar prudenza parerà che sia necessaria, rendendola certa, che mentre starò io qui, saranno dispensati con diligenza et fedeltà et a me bastarà di metterle in consideratione con quella maggior humiltà, che mi si conviene, che qui sono da fare in un medesimo tempo tutte queste opere, cioè la fabrica del Domo col Vescovato, la fabrica del Palazzo di Sua Eccellenza, li bastioni per chiuder la nuova città, lo spianar del Monte, et il purgo per l'arte della lana, rimettendo sempre il tutto al suo santissimo, et prudentissimo giuditio.

Li denari, che si sono spesi fino a quest'hora, così a tempo de Monsignor Marcolino, come del presente Monsignor Arrigoni tanto per mandati da Roma, come Havuti dal Depositario della Camera, per quel che ho potuto raccogliere io, sono scudi sei milla, et cinquecentosettantaquattro, et baiocchi settantcinque et c'è qualche poco di debito, ma non di molto rilievo.

Relatione delli lavori, et fabriche incominciati, et da principiarsi nella Città di Montalto.

Doc. n. 39 - Paolo Emilio Vescovo di Montalto, il 29 aprile 1589, al Papa. ASV, SS. Francia, 25, f. 296r

Li paramenti portati da Monsignore Beatissimo Patriarcha di Gerusalemme, da Nostro Signore donati a questa chiesa, per la qualità loro, et per il bisogno che se ne aveva sono stati ricevuti con singolare allegrezza dal clero della Citta et mia, et tutti insieme ne baciamo humilissimamente i piedi di Sua Santità. Havendo ferma speranza di potere fra breve tempo adoprarli in una chiesa proportionata ad essi, degna dell'erettione di Sua Santità et conforme all'altre eccelse et magnifiche fabriche sue, al che con molta diligenza comincia ad impiegarsi il predetto Monsignore Patriarcha. Supplico Vostra Signoria Illustrissima che si degni per noi renderne grazie a Nostro Signore non restando tutti di qua di pregare Dio per la lunga vita di Sua Santità et per la prosperità delle sue pie et sancte imprese. Col qual fine bacio humilmente le mani di Vostra Signoria Illustrissima raccomandando a Signore Dio nostro la conservazione della sua vita et il suo felice stato.

Paolo Emilio Vescovo di Montalto

Doc. n. 38 - Il Patriarca di Gerusalemme da Montalto, il 29 aprile 1589, a mons. G. A. Caligari a Roma. ASV, SS. Francia, 25, f. 295r

Scrivo a Nostro Signore et insieme gli mando una relatione del stato inche si trovano i lavori di questa Città, supplico Vostra Signoria Illustrissima che mi faccia gratia di oprar che Monsignor Illustrissimo padrone la porti, et lasci in mano di Sua Santità; accio habbia comodità di legerla, et anco procurarmene pronta risposta a effeto che io possa dar principio quanto prima a quel che comandarà, che mi farà singolarissima gratia et le ne restarò con molto obligo et a Santità Vostra Reverendissima bacio le mani, pregandole ogni felicità.

Fabio Patriarca di Gerusalemme

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