2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

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Celebrazioni 2021
Domenica, 19 Maggio 2019

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EPISTOLARI

EPISTOLARI

Doc. n. 13 - Fabio Biondi, Patriarca di Gerusalemme, il 20 febbraio 1588 al Capitano Pompeo. ASV, fondo Gonfalonieri,60, f. 11 r-v

Con la lettera di Vostra Signoria ho ricevuto il conto delle spese, che si son fatte in cotesta opera dal primo dicembre sino alli 6 di febraro, et havendolo voluto mostrare a Nostro Signore non mostrò molto di curarsi di vederlo, et così anco il calculo della spesa da farsi nello spianar del monte, de che non mi curai manco di dargliene conto a bocca, poiché non pigliò la scrittura, mi disse bene, che poiché Vostra Signoria havea cominciato di spianar dal piano di San Pietro, si contentava, che si seguitasse, ma che voleva poi in ogni modo, che si cominciasse a quello della porta buttando il terreno verso San Georgio da quella pane, sostenendo la terra con quel meglior modo, che si può, poiché in ogni modo vuole che la muraglia della città nuova cominci da quella parte in modo, che San Giorgio sia dentro, et l'ultimo muro di S. Giorgio sia nella muraglia della città, et il terreno si allarghi tanto, quanto è larga la Chiesa, così dall'altra parte vuol che la muraglia cominci a quel torrone, che è da bora, secondo il disegno di Vostra Signoria, et arrivi poi a Santo Angelo, et San Pietro si levarà, che si vuole una piazza nobile et grande, et quella chiesa si trasporterà altrove in meglior sito. Ho detto a Sua Santità il pensiero di Vostra Signoria di pigliar la strada a casa di Giovanni Mazzocco, et tirarla a linea della Città nuova. Non le piace, et m'ha ordinato le scriva, che non vuol che si tocchi la Città vecchia in luogo alcuno, et con il sopradetto disegno dice che bisogneria buttare a terra delle case, il che non vuole.

Quanto alle fornaci di mattoni et di calce, già s'è scritto, che si faccino. Monsignor Thesoriero ha poi havuto ordine di mandar 500 scudi et facilmente si mandaranno con questo ordinario, se non mercordì si mandaranno li mandati. Et si lavori pure allegramente mentre si possono haver dell'opere. Et con questo le bacio le mani.

Doc. n. 12 - Mons. Fabio Biondi, Patriarca di Gerusalemme, il 17 febbraio 1588 a Mons. Marcolini. ASV, fondo Gonfalonieri, 60, f. 10 r-v

Ho dato conto a Nostro Signore di quanto Vostra Signoria Reverendissima mi scrive, cioè che il lavoro del monte fu comenciato il primo di decembre, et per gli instrumenti et per le opere si spesero in quel mese li 500 scudi, et che la spesa si augmentò, perché si crebbe il numero dell'opere, a questo credo s'acquetasse, ma quanto al pagamento del soprapiù del carlino fatto dalle Communità all'opere di Loreto disse, che ciò non era vero, et che non era meraviglia, se quando si ridussero le opere al carlino si ritiravano, perché erano usi al principio al giulio. Dissi a Sua Santità dell'ordine che bisognava dare al Depositario, acciò somministrasse de denari incamerati, poiché di quelli di Monsignor Melchiona non se ne possono essigere per l'inhibitione dell'Auditor della Camera, et mi disse, che ne parlassi col Thesoriero, sì come farò prima che sia sabbato. Et in tanto Vostra Signoria non si perda d'animo ma attenda a far continuare l'opera, perché son certo, che come venga il Capitano Pompeo, si darà anco ordine per denari, et così aiuti da ogni banda, ma non con violenza.
Qua s'è detto, che s'è trovata l'acqua verso la fonte Lupone, se è vero me ne avvisi, perché Sua Santità l'havrà a caro. Mi fu anco detto da un balordo di Porchia, che la Città di Fermo mandava cinquecento opere per otto giorni, et io fui così leggiero che lo dissi a Sua Santità che ne prese gran piacere, ma vedo che è una vanità, et son rimasto un goffo, ma non sono anchora fuori di speranza, che non possa esser vero, et con questo le bacio le mani.

Doc. n. 11 - Mons. Fabio Biondi, Patriarca di Gerusalemme, il 10 febbraio 1588 al Governator del Presidato. ASV, fondo Gonfalonieri, 60, f. 8v

È stato caro a Nostro Signore d'intendere, che si sia scoperto del terreno da lavorar mattoni in quel monte, che si spiana et così anco delle pietre vive, et loda, che si cominci a far cocere della calce, et a fabricar mattoni, et si contenta, che si piglino de lignami dalla selva di Rovitino, et si vedarà di operare, che si mandi denari, et intanto Vostra Signoria s'aiuti come meglio può in occasione de delitti, et Idio la contenti.

Doc. n. 10 - Mons. Fabio Biondi, Patriarca di Gerusalemme, il 3 febbraio 1588 al Capitano Pompeo Floriani. ASV, fondo Gonfalonieri, 60, f. 5v

La Santità di Nostro Signore m'ha commandato scriva a Vostra Signoria come faccio, che quanto prima potrà, si transferisca a Montalto per attendere et sollecitare quella opere, fin che havrà la commodità di havere dell'opere a buona conditione, et che non vi sono facende, et avvisi del bisogno del denaro, perché Sua Santità darà ordine, che il Tesoriere della Marca gli paghi, come s'è fatto delli cinquecento.
Quando sarà in Montalto potrà dar conto del lavoro a che termine si truova, non lasciando di dirle, che Sua Santità vuole, che si pigli il piano della porta da basso, et quello si vada seguitando con dolcezza buttando il terreno verso la valle di San Georgio, et dall'altra parte da bora, et disegna dove è la Chiesa di San Pietro che andarà per terra di far la piazza del mercato che sia spatiosa et grande. Et a Vostra Signoria prego ogni desiderato contento.

Doc. n. 9 - Mons. Fabio Biondi, Patriarca di Gerusalemme, il 3 febbraio 1588 a Mons. Marcolini a Montalto. ASV, fondo Gonfalonieri, 60, f. 5r-v

Ho dato conto a Nostro Signore di quanto Vostra Signoria Reverendissima mi scrive con la sua, et se bene ho conferito ogni cosa distintamente col suo Agente, non lasciare di dirle, che si meravigliò molto, che ella scrivesse, che li 500 scudi siano bastati per tutto il mese di decembre, et che per gennaro solo dica d'haverne spese 300 de suoi, poiché il lavoro fu cominciato fin d'ottobre, et tenne me per imprudente, che non l'havessi notato, et che l'havessi detto a Sua Santità, et tanto più, quanto che Vostra Signoria Reverendissima dice d'haver fatto sempre lavorare con 200 huomini. Si dolse anco che l'opere da principio fusserò pagate un giulio l'una, dove a Loreto il Cardinale di Perugia l'ha sempre pagate un carlino, et in tempo delle faccende del coglierle olive, che in Montalto non c'era questa rispetto, gli dissi poiché Vostra Signoria Reverendissima desiderava di sapere a chi si dovesse dare il conto delle spese, et rispuose che facesse tenere i conti in un libro, che bisognerà poi darlo in Camera.

Mi commandò finalmente che io scrivessi al Capitano Pompeo, che venisse a Montalto quanto prima per sollecitare l'opera, et che bisognando denari, se ne darà l'ordine al Tesoriere della Marca, come si è fatto della 500. Quanto al valersi de denari incamerati, o che si incameraranno, disse che se n'era scritto a Vostra Signoria Reverendissima più volte, et credo intenda che se ne voglia, ma se n'ha havuto l'ordine, non occorre altro. Et con questo le bacio le mani desiderandole ogni contento.
Se il Capitano Pompeo non è costì, facciami gratia di mandargli l'inclusa.

Doc. n. 8 - Mons. Fabio Biondi, Patriarca di Gerusalemme, da Roma, il 20 gennaio 1588 a Mons. Marcolini a Montalto. ASV, fondo Gonfalonieri, 60, f. 3r-v

Essendo io questa mattina dalla Santità di Nostro Signore, venne in proposito del lavoro, che si fa costì per spianare il monte della Croce, et disse, che non havendo avviso del progresso, che s'era fatto, et se li cinquecento scudi che già mandò sono finiti di spendere, come Sua Santità presuppone, che siano, et se il lavoro si continua, con soggiungere che adesso è il tempo di attendervi per non aspettare al tempo buono, che non si trovano operaij per le faccende della campagna, et mi commandò ne scrivessi a Vostra Signoria Reverendissima come faccio alla piacerà di darne ragguaglio con ogni particolarità, acciò ne possa dare distinto conto a Sua Santità che mi persuado darà ordine a quanto bisogna.

Ragionò anco di mettere la fiera in quella Città, con dire, che mentre era Cardinale, gli huomini di Montalto sempre l'importunavano per ottener la fiera, et hora che è in sua mano di concederla, non se le ne fa instanza. Però sarà bene, che Vostra Signoria Reverendissima ne tratti col Magistrato per intendere del modo, et del tempo, che s'ha da concedere, et fare che ne supplichi Sua Santità perché mi persuado, che la concederà per la benignità grande, con che si muove a parlarne.

È venuto a Roma Rosato Vettorucci, et ha proposto a Sua Santità di voler introdurre l'essercitio della lana nella Città havendo prestanza di due milla scudi con altre conditioni, delle quali ne manderò copia per l'altro ordinario a Vostra Signoria Reverendissima havendomi Sua Santità commandato, che io pigli cura d'informarne del bisogno. Et perché la maggior difficoltà consiste per mio parere in assicurare le prestanze, et che si lavori, però ho detto a Rosato, che dia in nota di là le sicurtà, che vuol dare, che quando saranno approvate da Vostra Signoria Reverendissima et dalla Communità, credo che Sua Santità sarà pronta di dare la prestanza et havendole io proposto, che uno da Castignano si offerisce d'introdurvi la concia delle pelli con una certa prestanza, ha risposto che aiutarà anco questa opera, mostrando tanta pietà et carità verso quella patria, che non si può desiderar maggiore, et di questo anco ne manderò a Vostra Signoria Reverendissima per l'altro ordinario, acciò possa pigliare informatione del soggetto, et delle sicurtà, et con questo le bacio le mani, et le prego ogni contento.

Doc. n. 7 ASV, Arm., I-XVIII, 159

a) «Paramenti levati dalla sacristia apostolica, dati a mons.r.mo vescovo di Montalto dal r.mo Francipani, maestro di casa di S.S.tà, il dì 8 di gennaio 1587, d'ordine di S.B.ne:

un piviale di broccato riccio sopra riccio in campo bianco, con figure di San Giovanni che battezza Christo ; una pianeta del medesimo drappo con il freggio ricamato di perle; dalmatica con tunicella del medesimo drappo, con fiocchi e franza d'oro et seta bianca; due stole et tre manipoli di detto drappo; un par di sandali di detto drappo; un piviale di damasco rosso a fioroni d'oro et andare col freggio ricamato a figure et oro; una pianeta del medesimo drappo col freggio ricamato a figure et oro, con due stole et tre manipoli; dalmatica et tonicella del medesimo drappo con fiocchi d'oro et seta rossa; una coperta del faldistorio et gramiale con un paro di sandali, et un cossino, et tre coperte di libbri del medesimo drappo; un pallio d'altare del medesimo drappo; un calice con sua coppa et patena d'argento, et piede di rame, dorato, lavorato a fogliami; una mitra di tela d'argento riccia con freggio d'oro con perle, et 22 custoni con pietre diverse».

b) «Robbe levate dalla guardarobba di N. Signore et consignate al vescovo di Montalto per servitio della chiesa di detta città:

una pianeta di damasco rosso con stola et manipolo; una pianeta di damasco bianco con stola et manipolo; una pianeta di damasco paonazzo con stola e manipolo; un pallio d'altare di damasco rosso; due borse di corporali; un copertoro di calice; due cossinetti per altare, uno di velluto rosso et l'altro di negro; una coperta di damasco bianco per messale; una pianeta di tabì verde a onde con passamani d'oro, stola et manipolo; una pianeta di broccatello d'oro in campo rosso, con passamani d'oro et d'argento, con stola et manipolo; una pianeta di tabì paonazzo a onde con passamani d'oro, stola et manipolo; due tonicelle d'ormesino bianco con trinette simili; un piviale di broccato d'oro con freggio davanti, et cappuccio ricamato con franza d'oro et di seta intorno; un pallio di broccatello d'oro in campo rosso, con franza d'oro, et di seta con trine d'oro et d'argento; un camiscio di bambasina con merletti intorno con due cordoni di filo bianco; un camiscio di cortinella con cordone di filo bianco, una mitra di cortina; due amitti di cortinella; un paro di sandali di raso bianco; un calice con piede di rame dorato, lavorato con cherubini, con una patena d'argento dorata et con la sua casa; due corporali di cortina semplici, con sue palle simili; tre altri corporali, uno lavorato intorno d'oro et di seta, et li altri lavorati intorno con filo; un purificatorio; un paro di guanti pontificali di corame, con trinette d'oro, una carta da gloria, una pace di rame dorata con la Pietà».

c) «Et di più si sono havute dal medesimo monsignor maestro di casa il dì 8 di gennaro 1587:

una tazza d'argento ovvero custodia per communichini, tutta indorata, con il suo coperchio simile, lavorata a fogliami, stelle e monti; un toribolo d'argento, navicella con cocchiaro d'argento; un secchietto d'argento per l'acqua benedetta».


Pubblicata in: G. PAPA, Sisto V e la diocesi di Montalto, Ripatransone, 1985, pagg. 100-101.

Doc. n. 01 - II Cardinale Felice Peretti da Roma, il 12 dicembre 1578, a Pompeo Floriani. AF, I, f. 27r

Alla lettera di Vostra Signoria delli 2 del passato, a me data molto tardi, dico che io la ringratio assai che se sia trasferita in Montalto per dar disegno delle scole, et perché io son tanto occupato et non me ne ricordo bene del sito di quei luoghi, Vostra Signoria sarà, con Ser Nicolo et Ser Giacomo, convenga dove le par bene la scola, et se faccia.

E ben vero che risolvendone farla di sopra, bisognerà che per di sotto se serva più di tramezzi di muri che di travi, perché i travi non possono regger il peso et la libertà di scolari, però facciase bene che io me ne rimetterò al Vostro Giuditio.

Nostro Signore se contenta che anco la chiesa sia profanata, et messa nella fabbrica della scola, et così potrà far quella scola che Vostra Signoria giudica più honorata come si conviene per esser perpetua. Et perché io voglio far un'altra chiesa vicina alla scola, me farà piacer vedere dove possa farsi in commodità di piazza, di posti et altre necessità et avvisarne perché io comprerò quanto fa di bisogno; et come mi sarà charo far metter con qualche garbo quelle cose che debbono servir per la communità, nel luogo da me scritto a Nicolo et a Ser Giacomo, et che Vostra Signoria se affatiga anco in questo, così le assecuro che alle occasioni, me affatigarò sempre volentieri et per lei et per i suoi amici. Et Dio Nostro Signore la consoli sempre.
F. Felice Cardinal de Montalto

Doc. n. 2 - Ai diletti Figli, Comunità e Uomini delle Terre del Presidato nostro nella Provincia della Marca. SISTO P.P. V.

Diletti figli, salute e apostolica benedizione.

La vostra singolare devozione verso questa Sede e la mutua nostra carità che ci unisce con vincolo principale a voi figli della stessa patria nella quale anche noi siamo nati, ci inducono a provvedere benignamente ai vostri commodi e alla vostra salute.
Accogliendo pertanto favorevolmente le suppliche a Noi avanzate dai vostri oratori, a tutte e singole le vostre Comunità di Montalto, Offida, S. Vittoria, Mont'Elparo, Monte Rubiano, Monte Fiore, Monte Gallo, Castignano, Force, Montedinove, Patrignone, Porchia, Cossignano, Rotella, che siete costituite sotto il nostro Presidato nella Provincia della Marca, coll'autorità delle presenti lettere concediamo il pieno diritto e la libera facoltà di scegliere per l'avvenire a vostro arbitrio e nelle vostre adunanze e secondo il modo e la forma prescritta nei vostri statuti, in ogni semestre, a cominciare dal primo di gennaio prossimo venturo, il vostro Potestà e delle dette Terre, il quale, dono ottenutane conferma dal Romano Pontefice, eserciti quella giurisdizione che compete di diritto ai Potestà del vostro Presidato...
Concediamo inoltre a Voi e ciascuno di voi di poter liberamente comperare e vendere grano, vino, olio, cereali e ogni comestibile a vostro arbitrio e con mutuo commercio fra di voi, l'uno con l'altro anche della stessa o di altra Terra, o asportarli fuori di qualunque Terra o distretto o territorio del Presidato ad altro distretto o territorio del Presidato e ciò gratis onninamente e senza licenza di alcun superiore o spedizione di bollettino e senza esser tenuti a pagare alcunché a titolo di salario per i commissarii o balivi...
Dato a Roma presso S. Pietro sotto l'anello del Pescatore - 22 Giugno 1585: anno I del nostro Pontificato.

Pubblicato in: F. PISTOLESI, Sisto V° e Montalto da documenti inediti, Montalto 1921, p. XL.

Doc. n. 3 - Ai diletti figli, Comunità e Uomini della Terra nostra di Montalto, Diocesi di Ripa. SISTO P.P. V

Diletti figli, Salute e Apostolica benedizione.

Dopo che è piaciuto alla Divina Bontà d'innalzare Noi benché indegni, a questo sublime grado dell'apostolato, crediam essere giusto e ragionevole il dare un qualche principale segno di pietà e di carità a costesta nostra Patria. E pertanto, ben sapendo a quanti danni ed incomodi siete di solito soggetti nel pagamento delle tasse, sia per la povertà del luogo, sia per le sevizie e durezze degli esattori, Noi, desiderando provvedere in questo alla vostra quiete e commodità, di motu proprio e certa scienza, per pura volontà e liberalità nostra, con autorità Apostolica, esentiamo e totalmente liberiamo cotesta Terra e Comunità vostra e voi tutti e singoli e le case, le possessioni, i campi, i prati, e tutti i beni mobili e immobili e semoventi, esistenti tanto dentro quanto fuori di essa Terra e suo distretto, i lavoratori e coloni vostri e gli animali di qualunque genere, dai tributi e oneri della Camera Apostolica, tanto ordinarii che straordinarii, antichi e nuovi, imposti e da imporsi, per otto anni continui a incominciare dalla data delle presenti lettere...

Dato a Roma presso S. Marco 25 giugno 1585.

Pubblicato in: F. PISTOLESI, cit., p. XL.

Doc. n. 4 - (Bolla: «Super Universas orbis ecclesiae»). SISTO P.P. V

A perpetua memoria

Innalzati, benché immeritevoli, sopra tutte le Chiese dell'universo per disposizione di colui che comanda a tutti e a cui tutti obbediscono, leviamo all'intorno gli occhi della nostra mente nel campo del Signore, per vedere, a guisa di vigilantissimo pastore, ciò che convenga allo stato e al decoro delle chiese stesse, specialmente cattedrali e quale opera debba esplicarsi per la loro prosperità: e fiduciosi nel divino aiuto, procuriamo nel Signore di tutto disporre con equa benignità per la salute del popolo fedele.

Desiderando adunque che la Terra di Montalto, Diocesi Ripana, (la quale ha dato la felice origine ai nostri natali, ed è situata in luogo eminente e celeberrimo, e da ogni parte cinta di mura, in cui esiste la secolare e collegiata Chiesa di S. Maria ad Collem, d'elegante costruzione, con due dignità e dieci canonicati e altrettante prebende, con sagrestia ed altre cose necessario al culto divino, e altre due chiese e cioè una di S. Giorgio e S. Pietro, e la seconda Oratorio detto di S. Nicolò, nella quale si trova canonicamente istituita la Confraternita del SS. Sacramento, e vi esistono circa trecento case nobilmente edificate e piazze lastricate, e in cui in ogni mercoledì si fa mercato con gran concorso di popolo circonvicino, e dalla quale finalmente sono usciti uomini eccellenti in Teologia, in Diritto in medicina ed altre scienze) e la detta Chiesa Collegiata siano decorate di titoli e nomi più degni, dopo matura deliberazione avuta con i Venerabili nostri fratelli Cardinali di S. Chiesa e con il loro consiglio, a lode e gloria di Dio Onnipotente e onore della stessa Beata Maria Vergine e aumento di devozione dei fedeli, con apostolica autorità separiamo e dismembriamo la predetta Terra di Montalto, e le terre o luoghi o castelli e rispettivi territori di Porchia, Patrignone, Montedinove, Rotella e Force dalla Diocesi Ripana, di Montelparo, Comunanza e Montemonaco dalla Diocesi Permana, di Castignano dalla Diocesi Ascolana, cui sono soggetti spiritualmente, e in perpetuo liberiamo ed esentiamo i detti luoghi e i loro abitatori, ret tori di chiese, beneficiati, priori, e altri aventivi, beneficii, e monasteri e altri pii luoghi, da ogni giurisdizione, potestà, soggezione dei venerabili nostri fratelli Vescovi dalle Diocesi di Ripa, Fermo e Ascoli e da ogni pagamento di decime ad essi dovute... ed erigiamo la Terra di Montaltoa Città e la Chiesa collegiata in Cattedrale sotto la stessa invocazione della B.V. Maria con un Vescovo detto di Montalto, che abbia ed eserciti la giurisdizione vescovile nelle cose spirituali, con la mensa vescovile, cassa, sigillo e altre insegne, onori e privilegi soliti degli altri vescovi: e la stessa città e Chiesa Cattedrale, così erette, e il Vescovo di Montalto prò tempore e il Capitolo della stessa Chiesa di Montalto vogliamo immediatamente soggetti alla S. Sede e sotto la protezione dei BB. Apostoli Pietro e Paolo: e alla stessa Chiesa così eretta in Cattedrale, per la dote della sua mensa Vescovile in perpetuo uniamo, annetiamo e incorporiamo il Monastero Benedettino della B.V. di Monte Santo, della Diocesi di Ascoli, e concediamo la selva o tenuta di Rovetino, assegniamo le terre e i territorii della Diocesi di Montalto, le loro chiese e quelle della detta città di Montalto, il clero e il popolo e vogliamo che essi siano soggetti alla giurisdizione del Vescovo di Montalto come mèmbri obbedienti al capo...

Roma... presso S. Pietro 14 Novembre 1586.
Pubblicata in: F. PISTOLESI, cit., p. XL.

Doc. n. 5 - Capitoli et Conventioni fatti d'ordini di N.ro Sig.re Sisto V° tra la Com.ta della Città di Montalto e M. Gio : Batta Gualteroni sopra la Concia che si dovrà introdurre nella detta Città et Presidato (senza data).

Prima che la Com.ta di Montalto a nome di N.ro Sig.re Sisto V° sia obbligata a dare a m.Gio: Batta Gualteroni mattoni legnami et altre materie necessarie per fabbricare l'edeficio della Concia condotte alla fabbrica et esso m.Gio: Batta promete farla fabricare a sue spese con l'intervento d'uno deputato dalla detta Com.ta da sodisfarseli et restituirsegli tutte le spese che farà in detta Fabrica in fine dell'appalto. Che detta Com.ta à nome suddetto sia obbligata dare al d.to m.Gio: Batta sito senza pagamento, dove sarà giudicato più idoneo per detto edificio.
Che detta Com.ta a detto nome sia obbligata dargli una buona Casa per habitatione, dove si possano tenere tutte robbe spettanti à detta Concia, et che ci siano botteghe, stanze, cantina, et stalla et non essendoci le dette comodità, che si facciano in conto della pigione del Padrone di essa pagando esso m.Gio: Batta conveniente piggione del suo, et parimente dargli una stanza per servitio degl'huomini dell'esercitio, pagandola pur'esso Gualteroni quello che sarà giusto.

....................................

Sixtus pp. V
Pubblicata in: F. PISTOLESI, cit., p. LVII.

Doc. n. 0 - Interventi sistini nella citta' e territorio di Montalto

I documenti qui riportati [ menu a fianco: Sisto V e Montalto ] sono stati tratti dal lavoro di ricerca affidato dalla Soprintendenza per i Beni Ambientati e Architettonici delle Marche, negli anni 1987-88, all'architetto Filiberto Bracalente, consegnato in tre tomi dal titolo «Relazione storico-critica relativa agli interventi sistini nella città e nel territorio di Montalto Marche e nella città di Grottammare» e conservato presso lo stesso ufficio.

Gli stessi sono stati oggetto di revisione da parte di B. Teodori con la consulenza di F. Grimaldi e K. Sordi, che qui si ringraziano.

Si fa inoltre presente che molti di essi sono stati oggetto di studio e pubblicazione nel volume: G. Papa, Sisto V e la Diocesi di Montalto, Ripatransone 1985.

LEGENDA ARCHIVI CONSULTATI

AF — Archivio Floriani

ASV, SS. Francia = Archivio Segreto Vaticano, Fondo Segreteria di Stato Francia

ASV, Vescovi = Archivio Segreto Vaticano, Fondo Vescovi

ASV, Confalonieri = Archivio Segreto Vaticano, Fondo Gonfalonieri

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In: Il progetto di Sisto V - Territorio, città, monumenti nelle Marche, I.P.Z.S. - Libreria dello Stato, Roma, 1991, pp. 151 - 173.

Camilla Peretti agli Antiani d'Ascoli - 19 giugno 1585

DSCN9925

Lettera p.23 *


Alli molto mag.ci si.ri  com.fr’ elli  li si.ri Antiani d’Ascoli
Di dentro

Molto mag. c. ss. ri. Com. fr'elli. L'Officio ch'è piaciuto  alli SS. VV di far meco rallegrandosi dell'assunzioni di N. S.re al Pontificato, m'è stato gratissimo,

 

 

 

 

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