2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

13.12.2021

Tempo rimanente



Countdown
expired


Link:
PREPARATI


Link:
COMITATO NAZIONALE DELLE CELEBRAZIONI
Celebrazioni 2021
Venerdì, 26 Aprile 2019

Chi e' on line

Abbiamo 51 visitatori e nessun utente online

EPISTOLARI

EPISTOLARI

Camilla Peretti agli Antiani d'Ascoli, 6 marzo 1589

DSCN9938lettera p. 27 *
indirizzata: Alli molto mag.ci Sig.ri gli sig.ri Antiani d'Ascoli

Molto mag.ci sig.ri
Desidero di giovar in quanto posso à m. Ascanio Scalzacane,

 

 

 

 

 

 

 

Registrati per leggere il seguito...

Camilla Peretti agli Antiani d'Ascoli - 24 marzo 1586

DSCN9929Lettera p. 24 *

Intestazione: Alli molto mag.ci Sig.ri gli Sig.ri Antiani d'Ascoli

Molto Mag.ci . sig. ri Gli Amb.ri mandati dalli SS.VV. qua' per servitio di quella città mi hanno salutata a nome loro et m' hanno dato conto di quanto essi avevano commissione di dirmi.

 

 

 

 

 

 

Registrati per leggere il seguito...

Diverse lettere di D. Anna Maria Cesi al Principe D. Michele Peretti suo sposo e consorte1 (Ovvero una provvidenziale svolta nel destino di Francesco Peretti di Montalto), di Erina Russo de Caro (*)

ritratto f perettiDiverse lettere di D. Anna Maria Cesi al Principe D. Michele Peretti suo sposo e consorte 1 (Ovvero una provvidenziale svolta nel destino di Francesco Peretti di Montalto), di Erina Russo de Caro, in: AA.VV., Chiesa Sistina 1589 - 1989, II, Pontificio Collegio Croato di San Girolamo, Roma 1990.

II 10 febbraio del 1642 Francesco Peretti di Montalto, ultimo discendente del pontefice Sisto V, divenne cardinale titolare della chiesa di San Girolamo degli Illirici a Porto di Ripetta. Egli conservò il titolo fino alla sua morte avvenuta il 3 maggio 1653. Nove mesi dopo, il 7 febbraio 1656, passava a miglior vita la sorella Maria Felice che aveva sposato Bernardino Savelli del ramo pricipale dell'antica famiglia romana. L'altra loro sorella, che si era fatta monaca domenicana nel 1618, decedeva nel Convento di Santa Caterina a Magnanapoli, nel febbraio del 16682.

Registrati per leggere il seguito...

Lettera di Sisto V al Re di Spagna del 10.5.1585

I. A (1)

Al Re di Spagna 10 di Mag.o 85.

Della sua assuntione al Pont.o Domanda aiuto per estir­pare i banditi, et fa instanza, della sped.ne della causa del Marchese di Cassano.

Registrati per leggere il seguito...

Lettera di Sisto V al Re di Spagna del 25.02.1586

IV.   K
Al   Re   di   Spagna
25 di Feb.o 1586

Dichiara come sia passata un Amb.ta fattagli dal Conte d'Oliuares circa la promotione d'una persona al Car.to

Registrati per leggere il seguito...

Dodici lettere inedite di Sisto V

PRESENTAZIONE

Spinto dal desiderio, che in me è grandissimo, di rin­tracciare notizie e documenti, che possano servire a illustrare la storia della regione Marchigiana e specialmente della mia patria, Toleritino, mi sobbarcai, or sono pochi anni, alla pa­ziente fatica di riordinare il vecchio archivio comunale   di questa città.

Mi venne vaghezza di cominciare dal lavoro il più ingrato e il più lungo, ossia dal disporre in ordine cro­nologico il carteggio, che era tenuto dai nostri buoni ante­nati infilzato con uno spago in tanti plichi, chiamati per ciò filze. La burocrazia di allora era ben semplice e beri diversa dalla presente. Non vi   erano protocolli, non   posizioni: la corrispondenza epistolare di due lustri   equivaleva circa alI' odierna di un anno. Ma queste filze, tra varie carte di po­co valore, conteneano e contengono lettere importantissime, che servir possono mirabilmente a illustrare qualche punto storico controverso, a fissare date di   fatti finora incerte, a scoprire notizie biografiche di uomini illustri, ad accertare la bontà e l'autore di qualche opera d'arte, e,   va dicendo. Sventuratamente per la storia e il decoro di Tolentino, sono ite alla malora, disperse, distratte, vendute perfino moltissi­me di queste filze, punto stimate e perciò tenute come inu­tile ingombro, quasi come pattarne. Tutto il carteggio del 1400, che esisteva nel principio del corrente secolo, come ce ne fa testimonianza il benemerito   paleografo Tolentinate, Giuseppe Rascioni, è perduto irremissibilmente. Molto però ancora ritfiane dei secoli successivi dal 1500 al 1700. Io nucontinuare su quei rnot.ro, pro.se a trattar con alterigia il Car­dinal Montalto, lo escluse da ogni partecipazione agli affari, ed un giorno, mentre, tornando da una funzione celebrata in S. Maria Maggiore, vide la casa, di campagna, che li presso erasi fatta costruire il Montalto, gli tolse il piatto dicendo, che i Cardinali poveri non edificano palazzi. Questi come caduto in disgrazia si ritira dalia corte, ne si mostra se non alle Decorrenze, alle solennità della Chiesa, ai concistori, e mantiene poche relazioni con i suoi colleghi ; insomrna fa buon viso a mala fortuna. Ma se nel pensiero della corte e del mondo officiale non era tenuto per uno degli uomini eminenti, per uno degli ornamenti del sacro collegio, tale •però era nel concetto de! pubblico (1).

E questa fu senza fallo una delle principali ragioni, che indusse i Priori di Tolenlino a sceglierlo per Protettore del loro comune, quasi presaghi dei .suoi futuri grandi desti­ni. Io poi non ho argomento per potere asserire che Fra Felice abbia dimorato nel convento de! suo ordine in Tolen-tino, o vi abbia predicato, ma non credo andar lungi dal vero se lo suppongo. In quoti' incontro può avere avuto co-minciamento la corrispondenza di stima e di affezione tra lui e Talentino. Ma una circostanza tutta speciale fu quella probabilmente che spinse il Cardinal Montalto a predilige­re, a proteggere, a favorire Tolentino.

La corrispondenza di stima e di affezione tra lui e Tolentino. Ma una circostanza tutta speciale fu quella probabilmente che spinse il Cardinal Montalto a predilige­re, a proteggere, a favorire Tolentino.

La celebre ma sventurata Vittoria Accoramboni, moglie in prime nozze di Francesco Peretti, nepote di Sisto V, trae­va sua origine da famiglia, che in tempo non lontano erasi trasferita da Tolentino a Gubbio. Memorie autentiche e do­cumenti irrefragabili provano l' esistenza della famiglia Ac­coramboni fra le primarie in Tolentino dal secolo XII alla fine del secolo XV. Pertanto la parentela contratta da Sisto V con Sisto V con una discendente da famiglia illustre Tolentinate, e la probabile sua dimora in quella città furono forse le ca­gioni della benevolenza di questo grande Pontefice verso la medesima. Che Sisto V, da semplice Cardinale, non siasi fatta sfuggire occasione por adoperarsi secondo le sue forze in vantaggio di Tolentino, le seguenti lettere ne sono una prova evidente.

Elevato ai 24 aprile del 1585 alla cattedra di San Pietro, Tolentino si affrettò presentargli le più vive congratulazioni e spedi a lui come deputati il conte Antonio Mauruzi, i conti Cesare e Orazio Parisani, Baldo Bozi, Sigismondo Giotti, Nicola Corradi e Angiolo Orselli. Una delle cure sue più sollecite si fu di fornire alla medesima una testimonianza novella e stabile delia grande sua affezione. Con Bolla del 9 dicembre 1586 ripristinò la sede episcopale in Tolentino, e restituì alla medesima il titolo di città, concedendo privilegi, enumerando le glorie vetuste e recenti di essa, facendo elogi dei suoi cittadini (2).

Sono notevoli in detta Bolla fra le altre la seguenti espressionì: « Nos cupientes oppidum Tolentini, cuius dum Cardinalatus honore fungeremur, protectores et fautores fuimus, cuiusque dìlectos filios, comunitatem et homines singulari dilectione prosequimur, dignioribus titulis ac nominibus decorari etc. ».

Tolentino fu smembrato dalla diocesi di Camerino, che ai 5 agosto del 1587 fu compensata di questa perdita dallo stesso Sisto V con la cessione di Pievetorina e del suo ter­ritorio già spettante alla diocesi di Spoleto(3).

Sisto V che da Cardinale si adoperò moltissimo per ri­mettere le paci tra diversi nobili di Tolentino, i quali si erano gittati alla campagna come banditi, volendo farla finita con tutti quei prepotenti facinorosi, che infestavano allora lo stato della Chiesa, mandò anche a Tolentino un suo valente capitano per combatterli e distruggerli. Fu questi Fantini da Corinaldo, che in breve tempo liberò la città dalle infesta­zioni dei banditi (2).

Questi brevi appunti storici ho creduto opportuno pre­mettere a schiarimento maggiore delle seguenti dodici lettere inedite di Sisto V, che pubblico, conservando l' originale loro ortografìa e portando in nota alle medesime quanto può ri­chiedersi ad una miglior contezza delle cose ivi accennate.

__________________

NOTE

(1) DE-HÜBNER, Vita di Sisto V, Versione del P. Filippo Gattari, Roma, tip. dei Lincei 1S87, Vol. I, pag. 176 - 196.

(2) Tolentino fu città, colonia e municipio dei romani; sede episcopale nei primi tempi dell'evo cristiano. San Probiano, secondo il Cappelletti, ne fu probabilmente il primo vescovo. Fuor di ogni dubbio poi ci si appalesa, Vescovo di Tolentlno, un Basilio, che sottoscrisse ai concilii dì Felice III, di Gelasio I e di Simmaco, e quindi na possedè la sede sino ali' anno 503. Che cosa avvenisse di questa sede dipoi, non si sa: certamente ie invasioni dei barbari, che desolarono l'Italia, dìstrussero la citta e quindi con essa andò perduto ogni episcopale suo onore.

(3) CAPPELLETTI,  - Vol. III, pag. 691. TURCHI - Cam. sacrum - pag. 867.

(4) MARANGONI, Stor. di Civitanova, Roma, Zempei, 1743, pag. 365

Felice Peretti perdona i montaltesi per lo sgarbo ricevuto nella vicenda di Maestro Tomasso (4 aprile 1563)

La lettera di risentimento del Procuratore F. Felice Peretti del 13 marzo 1563 sortì rapidamente i suoi effetti!

Siccome il caso di Maestro Tomasso era stato scatenato dal Podestà di Montalto, per placare l'ira del loro illustre concittadino, i montaltesi la escogitarono proprio giusta: deliberarono infatti d'inviare proprio il Podestà con lettere credenziali a giustificarsi col Procuratore Peretti che si trovava a Rieti prima d'intraprendere le sue visite ispettive in Abruzzo e in Puglia.

Fra Felice Peretti ignorò completamente il Podestà e non volle neppure riceverlo, ma rispose molto benignamente 

Registrati per leggere il seguito...

Dissapori tra Felice Peretti e Montalto (13 marzo 1563).

conventoNel 1563 nacque qualche dissapore fra il Magistrato di Montalto e il Padre  Felice Peretti che aveva già assunto l'incarico di Procuratore Generale dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali. Ne fu motivo un certo Padre Tomasso del Convento San Francesco di Montalto che aveva buona reputazione ed era amico e protetto di Felice Peretti.

Registrati per leggere il seguito...

Sottocategorie

Epistolari

epistolari

La biblioteca

Bibliotheca

Proprieta' e dimore

villa montalto

Arte & Mecenatismo

Ritratto del Principe Miche

Opere

oristano

CELEBRAZIONI V CENTENARIO

celebrazioni v centenario

Bolle Bandi Avvisi e Brevi

Biblioteca-Angelica-060

Araldica Sistina

stemma peretti montalto