2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

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Giovedì, 24 Gennaio 2019
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PATRIGNONUM Die XI Novembris 1573 - Vitsita apostolica Mons. Maremonti

PATRIGNONE
11 novembre 1573

p133 particolare portaleLa chiesa parrocchiale di S. Maria de Viminatu, l'unica del paese, è normalmente retta da tempo immemorabile da un solo Priore e tre Prebendati, in qualità di coadiutori di tale Priore e facenti parte del clero diocesano, per l'esercizio pastorale. Si asserisce che i proventi della chiesa non superano le dieci salme di grano secondo la misura ascolana, pari a venti misure comuni, oltre a sei salme di vino per ogni porzione dei proventi divisi fra i suddetti Priore e Prebendati, in modo che sia assegnato un quinto di essi ad ogni Prebendato e due parti al Priore. 

Le famiglie soggette a tale cura pastorale sono 260; le canoniche del suddetto clero sono adiacenti alla chiesa e vi dimorano lo stesso Priore e i Prebendati, che prestano lodevolmente il servizio liturgico nel corso della settimana, e nei giorni festivi sono soliti cantare solennemente le messe e i vespri, e tutti insieme concorrono a qualsiasi spesa sia ordinaria che straordinaria, e recitano collegialmente in chiesa la preghiera del mattutino e delle altre ore canoniche.

Circa la custodia eucaristica si faccia quanto prima una pisside d'argento e si tolga il calice trovato sul posto.

Al fonte battesimale si faccia un tabernacolo secondo la regola con un armadio per custodire gli oli sacri e le altre suppellettili, insieme ai vasetti d'argento per mettervi gli oli sacri e dentro sia rivestito di stagno "gittato" per evitare qualsiasi ruggine.

In sacrestia si indorino i cinque calici indicati, il tabernacolo poi sia fissato e fornito di un vasetto di vetro (per la purificazione) e vi si metta un corporale in fondo. Inoltre si procurino due libri "in folio" per scrivervi i nomi dei matrimoni e dei battesimi. Ugualmente occorrono un nuovo messale e il rituale romano, come pure un migliore turibolo con navicella e altre due sedi per le confessioni.

Sull'altare maggiore si metta un altro paio di candelieri.
Si sposti la statua della Vergine dall'altare di S. Andrea a quello dell'Addolorata e il Rettore provveda all'occorrente.
Nell'altare di S. Andrea il rettore chiuda il foro rotondo e faccia dipingere l'immagine del Santo titolare, avendo ottenuto il Rettore, don Annibale Santili, due titoli diversi per dispensa, come si dice, del Vescovo.
All'altare di S. Giacomo il Rettore pareggi la mensa alla tavola e porti avanti la pietra sacra.
Il Rettore dell'altare di S. Girolamo lo fornisca di candelieri.
L'altare di S. Francesco sia fornito di ogni suppellettile da parte del Priore e Prebendati, oppure sia demolito.
II Rettore porti avanti la pietra sacra nell'altare di S. Vincenzo. Le reliquie incerte siano trattate come tali.
Infine tutti i chierici resero buona testimonianza del Vescovo, che dovrebbe però procedere alla privazione del beneficio nei confronti del Prebendato assente, e devolvere le entrate a favore dei curati.
E poiché in questo luogo vi sono due Confraternite, una del S.mo Sacramento e l'altra del Rosario, senza i rispettivi Rettori, è stato ordinato al predetto Priore di rivedere la loro contabilità e, se occorre, rimetta ogni cosa nelle mani del Vescovo.
Si adatti quanto prima l'organo alle possibilità della chiesa. Ugualmente si trovi un organista e i Prebendati non devono Celebrare al posto dei Rettori degli altari, sotto pena riservata all'autorità, per non svilire il culto divino.

Al Rettore della chiesa di S. Antonio, don Ambrogio Santili, originario del luogo, spetta fare il palliotto di cuoio dipinto all'altare maggiore e procurare un calice e un messale nuovo fra sei mesi, come pure delle tovagliette all'altare di S. Lucia.

La chiesa dell'Annunziata, fuori ma vicino alle mura, è ben tenuta, e perciò fu ordinato al Rettore solo di tenerla chiusa e di provvedere l'altare di ogni cosa necessaria per la messa e ugualmente di celebrare secondo quanto stabilito.

Nessuna lagnanza è stata esposta dai pochi chierici presenti, e il Priore è da tutti ritenuto idoneo.


PATRIGNONUM

Die XI Novembris 1573

DSC09692Parochialis ecclesia S. Mariae de Viminatu unica in dicto castru gubernari solita ab immemorabili tempore citra per unum Priorem et tres Prebendatos veluti coadiutores dicti Prioris secularis in cura animarum exercitio, cuiusquidem ecclesiae fructus, prout asseritur, non excedunt summam salmarum grani decem ad mensuram Asculi, id est viginti communium, vini vero salmarum sex pro qualibet portione, qui quidem fructus ita dividuntur inter praefatos Priorem et Praebendatos, ut quinta cuiqumque Praebendato tribuatur Priore ipso concurrente pro duabus portionibus. Familiae huismodi curae subiectae n. 260, aedes adsunt presbiterales praefatae ecclesiae coherentes, in quibis ipse Prior et Praebendati resident divinis recte quidem inserviunt per hebdomadas ac festis diebus missas, ac vesperas solemniter cantare consueverunt concurrentibus praefatis omnibus ad quaslibet expensas tam ordinarias quam extraordinarias, matutinum cum aliis horis per eosdem in dicta ecclesia recitatur more collegiali.

Ad custodiam S.mae Eucharistiae tabernaculum argenteum quam primum perfici amoto calice ibidem reperto.

Ad Baptismi fontem fieri ciborium in forma cum armariolo pro asservendis oleis sacris, et aliis baptismalibus rebus, ac vascula argentea in quibus asservatur praefa­ta sacra olea intus foderentur de stamno gittato ad eruginem quamdam evitandam. Ad sacristiam quinque calices designatos deaurari, tabernaculum vero firmari et vitreo vasculo instrui ac in fundo de corporali foderari. Item fieri duos libros in folio pro describendis nominibus coniugatorum et baptizzatorum. Item aliud missale novum, necnon manuale romanum. Item turibulum cum navicella decentiori et duas alias sedes confessionales.

Ad altare maius aliud par candelabrorum fieri.

Ad altare S. Mariae de spasmo transferri imaginem S.tae Marie ex altare S. Andreae et de opportunis per Rectores provideri.

Ad altare S. Andreae per Rectorem obstrui niclum et imaginem tituli depingi, Rector D. Anibal Santilius obtinens duo incompatibilia, ut dicitur, ex dispensatio­ne episcopi.

Ad altare S. Iacobi per Rectorem mensam saltem tabulae aequari et lapidem sa­cram in anteriorem partem trahi.

Ad altare S. Hieronimi de candelabris per Rectorem proprium.

Ad altare S. Francisci per Priorem et Praebendatos vel de opportunis omnibus instrui vel demoliri.

Ad altare S. Vìncentii lapidem sacrum per Rectorem trahi in anteriorem partem. Reliquias incertas prò incertis haberi.

Postremo loco a clerids omnibus bonum fuit habitum testimonium de R.mo Ordi­nario qui procedere debeat usqué ad privationem inclusive contra Prebendatum absentem, cum prò curatis habeantur.

Et quia in dicto loco adsimt duae Societates altera S.mi Corporis Christi et altera Rosarii in absentia Rectorum earumdem fuit iniunctum praefato Priori, quod computa earum revideat et quatenus sit opus ad R.um Dominum remittat.

Item organum aptari quam primum licebit prò facultatibus ecclesiae. Item organi- stam habere et quoque Praebendati non possint officiare prò Altaristis, ne cultus divinus minuatur sub arbitrii poena.

Ecclesia S. Antonii Rector D. Ambrosius Santilius de dieta Terra fieri pallium auri- pellatum ad altare maius et de calice et missali novo provideri infra sex menses, ac de mappis ad altare S. Ludae infra dictum tempus.

Ecclesia S. Mariae Annunciatae extra et prope moenia bene tenta, et ideo nihil ultra Rectori fuit iniunctum quam quod sub decenti clausura teneatur, providerique ad altare de opportunis ad sacrificium, et statuto tempore ibidem celebrari. Quarelae nullae expositae cum clerici sint pauci, et Prior valde idoneus comuniter habitus.

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