2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

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COMITATO NAZIONALE DELLE CELEBRAZIONI
Celebrazioni 2021
Giovedì, 13 Maggio 2021

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CITTA' E DIOCESI

Per MONTALTO* l’erezione della diocesi fu un fatto eminentemente... campanilistico di un Papa troppo affezionato alla sua terra di origine. Sisto V aveva un amore viscerale per la sua “carissima patria”, che considera come la sua famiglia. Basti pensare che nel Breve pontificio del 28 luglio 1586 che accompagna il dono del preziosissimo reliquiario, il Papa così si esprime: “ Imprimetevi bene in mente questo: che Noi, sull’esempio e sulle orme di moltissimi nostri predecessori Pontefici in questa santissima sede, che assunti al supremo apostolato della Chiesa universale trasforma¬rono in Tempio la casa paterna adornandola di sacre Reliquie di Santi Martiri, cercandole con grande cura in ogni parte, abbiamo voluto decorare con queste Reliquie di Santi Martiri la nostra casa paterna, e non intendiamo per questa l’angusto spazio di quattro mura, ma con patrio affetto intendiamo con essa il luogo che raccoglie insieme tutti voi Cittadini, cioè la stessa Montalto”. Per questo amore verso la sua patria, Sisto V trasformò il piccolo e sconosciuto borgo castellano (nella visita pastorale di mons. Maremonti, effettuata il 10 novembre 1573, si parla di tre piccole parrocchie di una cinquantina di famiglie ciascuna) in città vescovile, centro del Presidato, sede di un prestigioso ginnasio, di una zecca, di opifici vari, di una cattedrale maestosa e di altri onori degni della più grande città della Marca. La diocesi montaltese è semplicemente un dono sistino, quasi il coronamento di un sogno personale di un Papa che non nascondeva le sue umili origini, ma che anzi le esaltava a somma gloria per magnificare il piano misterioso di Dio che innalza gli umili. Non era importante se il territorio della “sua” diocesi risultava per forza di cose piccolo, l’importante era aver perpetuato la memoria della sua patria.

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CONCESSIONE DELLA ELEZIONE DEL PODESTA’ E DEL LIBERO COMMERCIO

Il cardinale di Montalto divenne Papa al mattino del 24 aprile 1585. Tre giorni dopo Montalto apprendeva la notizia e la gioia provata dalla piccola comunità è testimoniata dal pagamento di 50 paoli al corriere che recò la notizia; e neppure si badò a spese nel fare festa con spari, musica e archi di trionfo: alla fine si dovette pagare la bella somma di 719 fiorini!

Sisto V pensò subito alla sua “carissima patria”. Come prima cosa inviò a Montalto, per mezzo del Tesoriere della Marca, Tommaso Del Palagio, la somma di duemila scudi, da dividere fra tutte le famiglie del paese. Successivamente, con uno stesso Breve del 22 giugno 1585, concesse al Presidato farfense due privilegi: il diritto di nomina diretta del Podestà e il libero commercio delle merci. Il Podestà era il giudice che amministrava la giustizia e veniva eletto ogni sei mesi. Durò molto poco questo privilegio di scelta popolare: appena dopo la morte di Sisto V la scelta tornò al Papa. Il libero commercio consisteva nel diritto di trasportare liberamente da un capo all’altro del Presidato derrate alimentari senza obbligo di sottostare al dazio della Tesoreria della Marca. Tale privilegio venne mantenuto nel Presidato di Montalto quasi fino alla rivoluzione francese, nonostante Bolle successive di vari Papi revocassero tale privilegio. Il Presidato di Montalto si faceva forte della clausula sistina che tale privilegio non dovesse essere tolto da “nessuna persona di qualsiasi dignità o autorità, sotto qualsiasi motivo o pretesto”.

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CONCESSIONE DELLA ESENZIONE DALLE TASSE

Appena tre giorni dopo il precedente Breve apostolico sulla doppia concessione della elezione del Podestà e del libero commercio, Sisto V dà alla sua patria un altro segno del suo amore. Con un altro affettuosissimo Breve concede alla sola Montalto l’esenzione di ogni pagamento di tasse per un periodo di otto anni. I motivi addotti dal Papa sono due: la povertà del luogo e la durezza degli esattori governativi.

Tale straordinaria concessione, che doveva scadere nel 1593 (per quattro anni il 18 luglio 1593 e per altri due anni l’11 giugno 1597, come si evince dal retro del Breve originale conservato nell’ Archivio comunale di Montalto), tre anni dopo la morte di Sisto V, fu prorogata per altri sei anni da papa Clemente VIII, grazie all’ interessamento del cardinale Alessandro Montalto, pronipote di Sisto V. Per ben 14 anni, quindi, Montalto sfruttò a suo favore questa davvero vantaggiosa esenzione.

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CREAZIONE DELLA COLLEGIATA DI MONTALTO

Appena 38 giorni dall’ultimo Breve che concedeva a Montalto l’e­senzione dalle tasse, Sisto V eresse a Collegiata la chiesa più importante del paese, S. Maria ad Collem. Era il massimo che il nuovo Papa poteva concedere ad una chiesa non cattedrale. La nuova Collegiata era composta da due “dignità” (un decano e un arciprete) e da dieci canonici riuniti in Capitolo. Come mensa ca­pitolare per il mantenimento di queste dodici prebende, il Papa incorporò alla nuova Collegiata una grossa tenuta già proprietà del monastero della Madonna detta di S. Biagio a Sarnano. Oltre a ciò le comunità di Montalto, Porchia, Patrignone e Montedinove ebbero il diritto di presentazione e nomina dei canonici, diritto che mantennero anche quando, di lì a poco, la Collegiata fu eretta a cattedrale.

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INTERESSAMENTO DEL CARD. PERETTI ALLA EREZIONE DI MONTALTO A DIOCESI

sisto cardinaleLa diocesi di Montalto non fu determinata da un gesto improvviso di papa Sisto V all’ indomani della sua elezione al pontificato, ma fu un desiderio a lungo accarezzato dal Peretti fin da quando, il 17 maggio 1570, fu onorato della porpora cardinalizia da Pio V. "In quel tempo - scrive il Pistolesi - S. Pio V era venuto nella determinazione di decorare del titolo di Città e della sede Vescovile una delle Terre della Marca e fra le molte di cui si faceva il nome, eravi Montalto, che, naturalmente, sperava molto sull’ appoggio del Cardinale” (PISTOLESI, Sisto V e Montalto, p. 75). In favore di Montalto diocesi stava la centralità geografica del paese nel vecchio Presidato farfense, a differenza di S. Vittoria e di Offida, ma nei confronti di quest’ ultimi paesi stava la piccolezza del centro e la sua modesta realtà: appena tre parrocchie (S. Maria in Colle, S. Pietro e S. Giorgio), due monasteri (francescano e agostiniano) e scarsa consistenza economica per poter far fronte alle enormi spese per un vescovado (cattedrale, capitolo, mensa vescovile, opere edilizie...). Di fronte a tale situazione i montaltesi non opposero resistenza alla notizia della imminente creazione della diocesi di Ripatransone, che avrebbe inglobato nel suo territorio buona parte del Presidato e la stessa Montalto.

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Sisto V è di Montalto

Sulla vexatissima quaestio tra Grottammare e Montalto intorno alla patria di Sisto V non si potrà recare un esatto e formale giudizio se di essa non siano conosciuti i veri termini; poiché, ci duole il dirlo, moltissimi storici hanno dato prova di non averne conoscenza che in assai scarsa misura.
Noi ci rimetteremo al giudizio dello stesso Sisto V che non può essere testimonio sospetto e che, addentro alla questione, l’ha definita con tutta chiarezza nei moltissimi documenti lasciatici.

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