SOTTO LE STELLE DEL JAZZ - OMAGGIO A PAOLO CONTE di CAPRI OTTI
- Categoria principale: Collaborazioni
- Categoria: LUCIANO CAPRIOTTI
- Scritto da uguerra
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Questa storica Campana(che si chiama Maria Dolens) e' stata realizzata fondendo i cannoni della Prima Guerra Mondiale e suona tutte le sere 100 rintocchi in segno di pace ....

Nei pressi della Campana c'e' la scultura monumentale (4 metri) di Luciano Capriotti (CAPRI OTTI) della Madre che raccoglie il figlio "spezzato" nel proprio grembo per ...rianimarlo.
Fu benedetta da Papa Francesco in piazza San Pietro nel 2016 e ne fu veramente commosso...



La cappella Sistina e' aperta tutti i giorni dalle 7.00 alle 18.30
La mostra rimarra' aperta fino a tutto settembre 2022

Capri Otti (Luciano Capriotti), nato a Roma il 1 marzo 1954, è scultore che scava nella forma quasi alla ricerca della verità di sangue in essa celata. Il dramma dell’esistenza è una costante della ricerca da lui portata avanti attraverso l’espressività del principio intelligibile a cui giunge sottraendo, scarnificando, riducendo all’essenza. Cade il concetto di bella forma a fronte dell’intensità drammatica che l’artista persegue, affidandosi talvolta a suggestioni informali pur caricandole di senso. E’ esperto nell’uso di vari materiali, dal cemento alla terracotta, dalla tela gessata al bronzo col quale ha eseguito importanti opere d’arte sacra e di impegno civile in Italia e all’estero. Vive e lavora a Roma, ma soggiorna spesso a Ripatransone.
Luciano Capriotti (Capri Otti)
Via di Vallelunga 7, 00166 Roma - 3480512515 - 066242962 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Nel tuo mostaccian di Carnevale
non a me R. Padre Baffi
passi senza mentir simile ai Zaffi
che non havi cuor, e pur fanno del male
ipocrito tu sei, io l'indovino
che tu canti il Iube B.ne ora a tutti
così ben dell'ingiuria sai il camino
non voglio far con te guerra da schiaffi
ma bensì che lo spirito vale
rendermi con parole a te rivale
a gridarti di dietro Baffi, Baffi
voglio dire però con labri asciutti
che tu sei del convento il babuino
albero di malizia e senza frutti.
(In: Vita di Sisto V, autore anonimo, anno 1760).