2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

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Camilla e Michele Peretti al Castello di Torre in Pietra

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"...La tenuta di Torre in Pietra è una delle più ampie e di più antica memoria che si possono trovare nell' agro romano che si volge verso il mare, un' area nel corso dei secoli più e più volte abbandonata all' incuria, sede di terre spesso paludose e malsane, necessarie di bonifiche avvenute solo in tempi recenti. Ma di questo parlerò oltre. Del Castrum Castiglionis, poi Casale di Torre in Pietra, si hanno notizie già a partire dai secoli XIII e XIV, quando era proprietà della famiglia Normanni-Alberteschi. Nel '500 passa ai Massimo e poi a Camilla Peretti, potente sorella di papa Sisto V, che l' acquista nel 1590. In seguito verrà ereditata dal nipote Michele, che introduce ingenti opere di costruzione. Nel 1639 passa ad Orazio Falconieri, ed è sotto questa famiglia che raggiunge i suoi più grandi splendori, con i lavori voluti nel '700 da Alessandro, che chiama a intervenire architetti quali Ferdinando Fuga e pittori quali Pier Leone Ghezzi, per realizzare opere destinate a trasformare quello che originariamente era un casale di campagna in una ricca ed elegante residenza nobiliare. La decadenza inizia fin dalla fine del Settecento, per le alterne fortune della famiglia dei proprietari, e arriva alla vendita, nel 1877, ai fratelli siciliani Florio, che la mantengono fino al 1922. La nuova proprietà, la Bonifiche Agrarie, la venderà a sua volta nel 1926 a un compratore d' eccezione. è a quest' altezza della sua lunga storia che Torre in Pietra comincerà a vivere una nuova vita, attiva fino ad oggi. Andiamo con ordine. Chi aveva comprato quella tenuta all' origine di circa 1.500 ettari si chiamava Luigi Albertini. Senatore del Regno, direttore e comproprietario del "Corriere della Sera", era un deciso oppositore di Mussolini. Per questa ragione era stato estromesso dalla direzione del giornale e costretto a vendere le sue quote della società. Con la liquidità conseguente, assieme al figlio Leonardo e al genero Nicolò Carandini aveva deciso di acquistare un vasto appezzamento di terreno ad uso agricolo e allevativo vicino a Roma. I lavori di bonifica procedettero per circa vent' anni, ed ebbero come risultato la creazione di un' azienda modello, all' avanguardia degli strumenti e delle tecniche di produzione, in particolare per quanto riguarderà il fortunato allevamento di mucche da latte. (...)" Rocco Carbone http://ricerca.repubblica.it/repubbli...

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