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Alberto Silvestro, Relazione al Convegno di Montalto M. del 12.08.1998 - Raccolta di testi curata da un personaggio vicino a Sisto V

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Raccolta di testi curata da un personaggio vicino a Sisto V

Angelo Rocca, frate agostiniano e poi vescovo, ha ricevuto da Sisto V alcuni importanti incarichi in campo archivistico-bibliotecario ed ha anche composto alcune poesie in onore del pontefice.
A Roma, nella Biblioteca Angelica che egli ha voluto, si conservano una ventina di manoscritti da lui posseduti. Tra questi si ricorda il n° 1214, intitolato De Sixto V Pont. Max. ... , prevalentemente composto da testi a stampa e datato genericamente 15..-17.. .Vi sono contenute diverse raccolte di carmi elogiativi di Sisto V, un ricco corredo iconografico relativo alla Cappella Sistina in S. Maria Maggiore e a numerosi santi, oltre a scritti di vario genere. Qui si presenta soltanto la copia di un disegno colorato definito vera effigies di Sisto V, v. fig. 1.(8) Da ricerche affrettatamente effettuate è emerso che essa non appare nei tanti libri recentemente pubblicati a ricordo del IV centenario del pontificato sistino. Non si può affermare con sicurezza che sia inedita, certamente è poco nota.

SISTONOSTRO!

Sisto fu Sisto!

« lo sono in Roma e pur non ci trovo Roma: tante sono le novità degli edifici, delle strade, delle piazze, delle fontane, degli acquedotti, degli obelischi, et l'altre stupende meraviglie con le quali ha Sisto, gloriosa memoria, abbellito questa vecchia rimbambita che io non ci conosco, né ci ritrovo per così dire più vestigio di quella Roma Antica che ci lasciai ha già dieci anni quando me ne partii... Et s'io havessi tempo di poetare sarei quasi per dire che all'imperioso suono della temuta tromba di quel magnanimo pontefice le membra, et l'ossa venerabili del vasto et mal sepolto cadavere di lei, rotte et sparse per la gran campagna latina siano state in parte ricerche et ragunate et che in virtù di quel fervido e vivacissimo spirito ne sia risorta quasi fenice dalle sue ceneri questa novella Roma, che pur hora si vagheggia con tanta lode del suo pietoso rigeneratore... Ma chi considera ben sottilmente ogni cosa, ... s'avvede che per tutto l'antico et corroso dal tempo è stata posta particolar cura di appoggio e di sostegno: perché l'istesse miserabili ruine non vengano di nuovo a ruinare in modo che non possono esser letti da nobil peregrino, che studiosamente vada confrontando Roma caduta sotto la gran mole di se medesima con gli inchiostri non caduti nella suprema gloria della sua immortale imagine...
Onde si può dir che non senza gran misterio Sisto fu Sisto perché omnia initura sistit. Nome veramente di felice augurio ».

A. GRILLO, 1595 (in Lettere, I, Venezia 1916, pp. 351-353); riportato da: AA.VV., Roma Sisto Qvinto, Edizioni De Luca, Roma 1993 p. 12</p>

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