2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

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COMITATO NAZIONALE DELLE CELEBRAZIONI
Celebrazioni 2021
Lunedì, 18 Marzo 2019

LETTERE DEL CARDINAL MONTALTO/SISTO V

LETTERE DEL CARDINAL MONTALTO/SISTO V

Doc. n. 5 - Capitoli et Conventioni fatti d'ordini di N.ro Sig.re Sisto V° tra la Com.ta della Città di Montalto e M. Gio : Batta Gualteroni sopra la Concia che si dovrà introdurre nella detta Città et Presidato (senza data).

Prima che la Com.ta di Montalto a nome di N.ro Sig.re Sisto V° sia obbligata a dare a m.Gio: Batta Gualteroni mattoni legnami et altre materie necessarie per fabbricare l'edeficio della Concia condotte alla fabbrica et esso m.Gio: Batta promete farla fabricare a sue spese con l'intervento d'uno deputato dalla detta Com.ta da sodisfarseli et restituirsegli tutte le spese che farà in detta Fabrica in fine dell'appalto. Che detta Com.ta à nome suddetto sia obbligata dare al d.to m.Gio: Batta sito senza pagamento, dove sarà giudicato più idoneo per detto edificio.
Che detta Com.ta a detto nome sia obbligata dargli una buona Casa per habitatione, dove si possano tenere tutte robbe spettanti à detta Concia, et che ci siano botteghe, stanze, cantina, et stalla et non essendoci le dette comodità, che si facciano in conto della pigione del Padrone di essa pagando esso m.Gio: Batta conveniente piggione del suo, et parimente dargli una stanza per servitio degl'huomini dell'esercitio, pagandola pur'esso Gualteroni quello che sarà giusto.

....................................

Sixtus pp. V
Pubblicata in: F. PISTOLESI, cit., p. LVII.

Doc. n. 4 - (Bolla: «Super Universas orbis ecclesiae»). SISTO P.P. V

A perpetua memoria

Innalzati, benché immeritevoli, sopra tutte le Chiese dell'universo per disposizione di colui che comanda a tutti e a cui tutti obbediscono, leviamo all'intorno gli occhi della nostra mente nel campo del Signore, per vedere, a guisa di vigilantissimo pastore, ciò che convenga allo stato e al decoro delle chiese stesse, specialmente cattedrali e quale opera debba esplicarsi per la loro prosperità: e fiduciosi nel divino aiuto, procuriamo nel Signore di tutto disporre con equa benignità per la salute del popolo fedele.

Desiderando adunque che la Terra di Montalto, Diocesi Ripana, (la quale ha dato la felice origine ai nostri natali, ed è situata in luogo eminente e celeberrimo, e da ogni parte cinta di mura, in cui esiste la secolare e collegiata Chiesa di S. Maria ad Collem, d'elegante costruzione, con due dignità e dieci canonicati e altrettante prebende, con sagrestia ed altre cose necessario al culto divino, e altre due chiese e cioè una di S. Giorgio e S. Pietro, e la seconda Oratorio detto di S. Nicolò, nella quale si trova canonicamente istituita la Confraternita del SS. Sacramento, e vi esistono circa trecento case nobilmente edificate e piazze lastricate, e in cui in ogni mercoledì si fa mercato con gran concorso di popolo circonvicino, e dalla quale finalmente sono usciti uomini eccellenti in Teologia, in Diritto in medicina ed altre scienze) e la detta Chiesa Collegiata siano decorate di titoli e nomi più degni, dopo matura deliberazione avuta con i Venerabili nostri fratelli Cardinali di S. Chiesa e con il loro consiglio, a lode e gloria di Dio Onnipotente e onore della stessa Beata Maria Vergine e aumento di devozione dei fedeli, con apostolica autorità separiamo e dismembriamo la predetta Terra di Montalto, e le terre o luoghi o castelli e rispettivi territori di Porchia, Patrignone, Montedinove, Rotella e Force dalla Diocesi Ripana, di Montelparo, Comunanza e Montemonaco dalla Diocesi Permana, di Castignano dalla Diocesi Ascolana, cui sono soggetti spiritualmente, e in perpetuo liberiamo ed esentiamo i detti luoghi e i loro abitatori, ret tori di chiese, beneficiati, priori, e altri aventivi, beneficii, e monasteri e altri pii luoghi, da ogni giurisdizione, potestà, soggezione dei venerabili nostri fratelli Vescovi dalle Diocesi di Ripa, Fermo e Ascoli e da ogni pagamento di decime ad essi dovute... ed erigiamo la Terra di Montaltoa Città e la Chiesa collegiata in Cattedrale sotto la stessa invocazione della B.V. Maria con un Vescovo detto di Montalto, che abbia ed eserciti la giurisdizione vescovile nelle cose spirituali, con la mensa vescovile, cassa, sigillo e altre insegne, onori e privilegi soliti degli altri vescovi: e la stessa città e Chiesa Cattedrale, così erette, e il Vescovo di Montalto prò tempore e il Capitolo della stessa Chiesa di Montalto vogliamo immediatamente soggetti alla S. Sede e sotto la protezione dei BB. Apostoli Pietro e Paolo: e alla stessa Chiesa così eretta in Cattedrale, per la dote della sua mensa Vescovile in perpetuo uniamo, annetiamo e incorporiamo il Monastero Benedettino della B.V. di Monte Santo, della Diocesi di Ascoli, e concediamo la selva o tenuta di Rovetino, assegniamo le terre e i territorii della Diocesi di Montalto, le loro chiese e quelle della detta città di Montalto, il clero e il popolo e vogliamo che essi siano soggetti alla giurisdizione del Vescovo di Montalto come mèmbri obbedienti al capo...

Roma... presso S. Pietro 14 Novembre 1586.
Pubblicata in: F. PISTOLESI, cit., p. XL.

Doc. n. 3 - Ai diletti figli, Comunità e Uomini della Terra nostra di Montalto, Diocesi di Ripa. SISTO P.P. V

Diletti figli, Salute e Apostolica benedizione.

Dopo che è piaciuto alla Divina Bontà d'innalzare Noi benché indegni, a questo sublime grado dell'apostolato, crediam essere giusto e ragionevole il dare un qualche principale segno di pietà e di carità a costesta nostra Patria. E pertanto, ben sapendo a quanti danni ed incomodi siete di solito soggetti nel pagamento delle tasse, sia per la povertà del luogo, sia per le sevizie e durezze degli esattori, Noi, desiderando provvedere in questo alla vostra quiete e commodità, di motu proprio e certa scienza, per pura volontà e liberalità nostra, con autorità Apostolica, esentiamo e totalmente liberiamo cotesta Terra e Comunità vostra e voi tutti e singoli e le case, le possessioni, i campi, i prati, e tutti i beni mobili e immobili e semoventi, esistenti tanto dentro quanto fuori di essa Terra e suo distretto, i lavoratori e coloni vostri e gli animali di qualunque genere, dai tributi e oneri della Camera Apostolica, tanto ordinarii che straordinarii, antichi e nuovi, imposti e da imporsi, per otto anni continui a incominciare dalla data delle presenti lettere...

Dato a Roma presso S. Marco 25 giugno 1585.

Pubblicato in: F. PISTOLESI, cit., p. XL.

Doc. n. 2 - Ai diletti Figli, Comunità e Uomini delle Terre del Presidato nostro nella Provincia della Marca. SISTO P.P. V.

Diletti figli, salute e apostolica benedizione.

La vostra singolare devozione verso questa Sede e la mutua nostra carità che ci unisce con vincolo principale a voi figli della stessa patria nella quale anche noi siamo nati, ci inducono a provvedere benignamente ai vostri commodi e alla vostra salute.
Accogliendo pertanto favorevolmente le suppliche a Noi avanzate dai vostri oratori, a tutte e singole le vostre Comunità di Montalto, Offida, S. Vittoria, Mont'Elparo, Monte Rubiano, Monte Fiore, Monte Gallo, Castignano, Force, Montedinove, Patrignone, Porchia, Cossignano, Rotella, che siete costituite sotto il nostro Presidato nella Provincia della Marca, coll'autorità delle presenti lettere concediamo il pieno diritto e la libera facoltà di scegliere per l'avvenire a vostro arbitrio e nelle vostre adunanze e secondo il modo e la forma prescritta nei vostri statuti, in ogni semestre, a cominciare dal primo di gennaio prossimo venturo, il vostro Potestà e delle dette Terre, il quale, dono ottenutane conferma dal Romano Pontefice, eserciti quella giurisdizione che compete di diritto ai Potestà del vostro Presidato...
Concediamo inoltre a Voi e ciascuno di voi di poter liberamente comperare e vendere grano, vino, olio, cereali e ogni comestibile a vostro arbitrio e con mutuo commercio fra di voi, l'uno con l'altro anche della stessa o di altra Terra, o asportarli fuori di qualunque Terra o distretto o territorio del Presidato ad altro distretto o territorio del Presidato e ciò gratis onninamente e senza licenza di alcun superiore o spedizione di bollettino e senza esser tenuti a pagare alcunché a titolo di salario per i commissarii o balivi...
Dato a Roma presso S. Pietro sotto l'anello del Pescatore - 22 Giugno 1585: anno I del nostro Pontificato.

Pubblicato in: F. PISTOLESI, Sisto V° e Montalto da documenti inediti, Montalto 1921, p. XL.

Doc. n. 01 - II Cardinale Felice Peretti da Roma, il 12 dicembre 1578, a Pompeo Floriani. AF, I, f. 27r

Alla lettera di Vostra Signoria delli 2 del passato, a me data molto tardi, dico che io la ringratio assai che se sia trasferita in Montalto per dar disegno delle scole, et perché io son tanto occupato et non me ne ricordo bene del sito di quei luoghi, Vostra Signoria sarà, con Ser Nicolo et Ser Giacomo, convenga dove le par bene la scola, et se faccia.

E ben vero che risolvendone farla di sopra, bisognerà che per di sotto se serva più di tramezzi di muri che di travi, perché i travi non possono regger il peso et la libertà di scolari, però facciase bene che io me ne rimetterò al Vostro Giuditio.

Nostro Signore se contenta che anco la chiesa sia profanata, et messa nella fabbrica della scola, et così potrà far quella scola che Vostra Signoria giudica più honorata come si conviene per esser perpetua. Et perché io voglio far un'altra chiesa vicina alla scola, me farà piacer vedere dove possa farsi in commodità di piazza, di posti et altre necessità et avvisarne perché io comprerò quanto fa di bisogno; et come mi sarà charo far metter con qualche garbo quelle cose che debbono servir per la communità, nel luogo da me scritto a Nicolo et a Ser Giacomo, et che Vostra Signoria se affatiga anco in questo, così le assecuro che alle occasioni, me affatigarò sempre volentieri et per lei et per i suoi amici. Et Dio Nostro Signore la consoli sempre.
F. Felice Cardinal de Montalto

Felice Peretti perdona i montaltesi per lo sgarbo ricevuto nella vicenda di Maestro Tomasso (4 aprile 1563)

La lettera di risentimento del Procuratore F. Felice Peretti del 13 marzo 1563 sortì rapidamente i suoi effetti!

Siccome il caso di Maestro Tomasso era stato scatenato dal Podestà di Montalto, per placare l'ira del loro illustre concittadino, i montaltesi la escogitarono proprio giusta: deliberarono infatti d'inviare proprio il Podestà con lettere credenziali a giustificarsi col Procuratore Peretti che si trovava a Rieti prima d'intraprendere le sue visite ispettive in Abruzzo e in Puglia.

Fra Felice Peretti ignorò completamente il Podestà e non volle neppure riceverlo, ma rispose molto benignamente 

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Dissapori tra Felice Peretti e Montalto (13 marzo 1563).

conventoNel 1563 nacque qualche dissapore fra il Magistrato di Montalto e il Padre  Felice Peretti che aveva già assunto l'incarico di Procuratore Generale dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali. Ne fu motivo un certo Padre Tomasso del Convento San Francesco di Montalto che aveva buona reputazione ed era amico e protetto di Felice Peretti.

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XXI Dicembre 1574

Magnifici Signori Priori,

Passando io per Tolentino, le SS. VV. mi esposero, che, per rimediare al danno fatto dal fiume di Chienti et a quel che tuttavia minaccia di fare alle muraglie et alle case de cotesta terra, desideravano haver gratia da Nostro Signore di poter far pagare alli forestieri per le possessioni che hanno nel vostro distretto, quel medesimo che pagano gli uomini della Terra per le possessioni loro (1). Onde io, dopo l' essere stato sin hora indisposto, che non so(n) mai potuto uscir di casa se non da principio che andai a basciar il piede a Nostro Signore, desideroso del bene et sodisfattione delle SS. VV. hieri, che andai a palazzo, parlai a S. Beatitudine, la quale mostrò ascoltarmi volentieri, et mi dimandò se io havevo visto il luogo dove è fatto il danno, et, replicandogli io di no, mi disse, che se ne desse memoriale a Mons.r Arcivescovo di Nazaratte (1), che, dovendo tra pochi giorni tornare in provincia e passar per Tolentino, gli haveria dato parola che se ne in­formasse   et   del   tutto ne desse ragguaglio a S. B.ne che poi   haveria   ordinato quanto fosse stato bisogno. Et così in esecutione di questo io ho fatto dare il memoriale al prefato Mons.re al quale ho similmente fatto intendere che dove può per le cose giuste aiuti la vostra comunità, che io lo ri­ceverò per gran piacere, et spero che non mancarà di farlo. Tutto sia per aviso a VV. SS. certificandole, che, quando si sarà havuta l' informazione dal detto Monsignore, per quanto posso io, non mancarò procurare che siano consolate di ogni desiderio loro.

Et Dio Nostro Signore le guardi da male.

Di Roma li XXI Dicembre 1574.

D. VV. SS.

Come fratello amorevole

Fr. Felice Card. de Montalto

Alli magnifici Signori Priori di Tolentino

amici carissimi

Tolentino

_________________________

(1) Pasquaiino Boni di Ancona fu adoperato in quel secolo dal municipio di Tolentino nelle riparazioni e fortificazioni lungo le sponde del fiume Chienti e nei lavori del canale o gora. Due lettere da me rinvenute tra le filze del nostro archivio ce ne fan testimonianza. La fama di questo insigne ingegnere idraulico ed architetto militare fu rivendicata ad Ancona dal conte Corrado Ferretti colla pubblicazione di quattro sue lettere, tratte dall' archivio di Stato di Firenze, colle quali si prova che il medesimo prestò la valevole e ri­cercata opera per Cosimo dei Medici contro i Senesi e gli Spagnuoli nell' inventar macchine bellìche e costruire bastio­ni, e in vantaggio di Firenze nel riparare i gravi danni prodotti dal traripamento dell' Arno.
(Ferretti Corrado. Il cognome e quattro lettere di Pa­squalino di Ancona ingegner militare del secolo XVI, Anco­na, Morelli, 1884).

 

Dodici lettere inedite di Sisto V

PRESENTAZIONE

Spinto dal desiderio, che in me è grandissimo, di rin­tracciare notizie e documenti, che possano servire a illustrare la storia della regione Marchigiana e specialmente della mia patria, Toleritino, mi sobbarcai, or sono pochi anni, alla pa­ziente fatica di riordinare il vecchio archivio comunale   di questa città.

Mi venne vaghezza di cominciare dal lavoro il più ingrato e il più lungo, ossia dal disporre in ordine cro­nologico il carteggio, che era tenuto dai nostri buoni ante­nati infilzato con uno spago in tanti plichi, chiamati per ciò filze. La burocrazia di allora era ben semplice e beri diversa dalla presente. Non vi   erano protocolli, non   posizioni: la corrispondenza epistolare di due lustri   equivaleva circa alI' odierna di un anno. Ma queste filze, tra varie carte di po­co valore, conteneano e contengono lettere importantissime, che servir possono mirabilmente a illustrare qualche punto storico controverso, a fissare date di   fatti finora incerte, a scoprire notizie biografiche di uomini illustri, ad accertare la bontà e l'autore di qualche opera d'arte, e,   va dicendo. Sventuratamente per la storia e il decoro di Tolentino, sono ite alla malora, disperse, distratte, vendute perfino moltissi­me di queste filze, punto stimate e perciò tenute come inu­tile ingombro, quasi come pattarne. Tutto il carteggio del 1400, che esisteva nel principio del corrente secolo, come ce ne fa testimonianza il benemerito   paleografo Tolentinate, Giuseppe Rascioni, è perduto irremissibilmente. Molto però ancora ritfiane dei secoli successivi dal 1500 al 1700. Io nucontinuare su quei rnot.ro, pro.se a trattar con alterigia il Car­dinal Montalto, lo escluse da ogni partecipazione agli affari, ed un giorno, mentre, tornando da una funzione celebrata in S. Maria Maggiore, vide la casa, di campagna, che li presso erasi fatta costruire il Montalto, gli tolse il piatto dicendo, che i Cardinali poveri non edificano palazzi. Questi come caduto in disgrazia si ritira dalia corte, ne si mostra se non alle Decorrenze, alle solennità della Chiesa, ai concistori, e mantiene poche relazioni con i suoi colleghi ; insomrna fa buon viso a mala fortuna. Ma se nel pensiero della corte e del mondo officiale non era tenuto per uno degli uomini eminenti, per uno degli ornamenti del sacro collegio, tale •però era nel concetto de! pubblico (1).

E questa fu senza fallo una delle principali ragioni, che indusse i Priori di Tolenlino a sceglierlo per Protettore del loro comune, quasi presaghi dei .suoi futuri grandi desti­ni. Io poi non ho argomento per potere asserire che Fra Felice abbia dimorato nel convento de! suo ordine in Tolen-tino, o vi abbia predicato, ma non credo andar lungi dal vero se lo suppongo. In quoti' incontro può avere avuto co-minciamento la corrispondenza di stima e di affezione tra lui e Talentino. Ma una circostanza tutta speciale fu quella probabilmente che spinse il Cardinal Montalto a predilige­re, a proteggere, a favorire Tolentino.

La corrispondenza di stima e di affezione tra lui e Tolentino. Ma una circostanza tutta speciale fu quella probabilmente che spinse il Cardinal Montalto a predilige­re, a proteggere, a favorire Tolentino.

La celebre ma sventurata Vittoria Accoramboni, moglie in prime nozze di Francesco Peretti, nepote di Sisto V, trae­va sua origine da famiglia, che in tempo non lontano erasi trasferita da Tolentino a Gubbio. Memorie autentiche e do­cumenti irrefragabili provano l' esistenza della famiglia Ac­coramboni fra le primarie in Tolentino dal secolo XII alla fine del secolo XV. Pertanto la parentela contratta da Sisto V con Sisto V con una discendente da famiglia illustre Tolentinate, e la probabile sua dimora in quella città furono forse le ca­gioni della benevolenza di questo grande Pontefice verso la medesima. Che Sisto V, da semplice Cardinale, non siasi fatta sfuggire occasione por adoperarsi secondo le sue forze in vantaggio di Tolentino, le seguenti lettere ne sono una prova evidente.

Elevato ai 24 aprile del 1585 alla cattedra di San Pietro, Tolentino si affrettò presentargli le più vive congratulazioni e spedi a lui come deputati il conte Antonio Mauruzi, i conti Cesare e Orazio Parisani, Baldo Bozi, Sigismondo Giotti, Nicola Corradi e Angiolo Orselli. Una delle cure sue più sollecite si fu di fornire alla medesima una testimonianza novella e stabile delia grande sua affezione. Con Bolla del 9 dicembre 1586 ripristinò la sede episcopale in Tolentino, e restituì alla medesima il titolo di città, concedendo privilegi, enumerando le glorie vetuste e recenti di essa, facendo elogi dei suoi cittadini (2).

Sono notevoli in detta Bolla fra le altre la seguenti espressionì: « Nos cupientes oppidum Tolentini, cuius dum Cardinalatus honore fungeremur, protectores et fautores fuimus, cuiusque dìlectos filios, comunitatem et homines singulari dilectione prosequimur, dignioribus titulis ac nominibus decorari etc. ».

Tolentino fu smembrato dalla diocesi di Camerino, che ai 5 agosto del 1587 fu compensata di questa perdita dallo stesso Sisto V con la cessione di Pievetorina e del suo ter­ritorio già spettante alla diocesi di Spoleto(3).

Sisto V che da Cardinale si adoperò moltissimo per ri­mettere le paci tra diversi nobili di Tolentino, i quali si erano gittati alla campagna come banditi, volendo farla finita con tutti quei prepotenti facinorosi, che infestavano allora lo stato della Chiesa, mandò anche a Tolentino un suo valente capitano per combatterli e distruggerli. Fu questi Fantini da Corinaldo, che in breve tempo liberò la città dalle infesta­zioni dei banditi (2).

Questi brevi appunti storici ho creduto opportuno pre­mettere a schiarimento maggiore delle seguenti dodici lettere inedite di Sisto V, che pubblico, conservando l' originale loro ortografìa e portando in nota alle medesime quanto può ri­chiedersi ad una miglior contezza delle cose ivi accennate.

__________________

NOTE

(1) DE-HÜBNER, Vita di Sisto V, Versione del P. Filippo Gattari, Roma, tip. dei Lincei 1S87, Vol. I, pag. 176 - 196.

(2) Tolentino fu città, colonia e municipio dei romani; sede episcopale nei primi tempi dell'evo cristiano. San Probiano, secondo il Cappelletti, ne fu probabilmente il primo vescovo. Fuor di ogni dubbio poi ci si appalesa, Vescovo di Tolentlno, un Basilio, che sottoscrisse ai concilii dì Felice III, di Gelasio I e di Simmaco, e quindi na possedè la sede sino ali' anno 503. Che cosa avvenisse di questa sede dipoi, non si sa: certamente ie invasioni dei barbari, che desolarono l'Italia, dìstrussero la citta e quindi con essa andò perduto ogni episcopale suo onore.

(3) CAPPELLETTI,  - Vol. III, pag. 691. TURCHI - Cam. sacrum - pag. 867.

(4) MARANGONI, Stor. di Civitanova, Roma, Zempei, 1743, pag. 365

Lettera di Sisto V al Re di Spagna del 10.5.1585

I. A (1)

Al Re di Spagna 10 di Mag.o 85.

Della sua assuntione al Pont.o Domanda aiuto per estir­pare i banditi, et fa instanza, della sped.ne della causa del Marchese di Cassano.

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Lettera di Sisto V al Re di Spagna del 25.02.1586

IV.   K
Al   Re   di   Spagna
25 di Feb.o 1586

Dichiara come sia passata un Amb.ta fattagli dal Conte d'Oliuares circa la promotione d'una persona al Car.to

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