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Lo scudo

Lo Scudo

La parte più importante di uno stemma araldico è lo scudo, poiché è su di esso che si posizionano tutte le figure, le linee, ecc. che rappresentano concretamente questa o quella famiglia (o individuo).


Lo Scudo era fin dai tempi antichi l'arma difensiva per eccellenza, e poteva essere costruita con i materiali più vari: dai vimini intrecciati al legno, dal cuoio al ferro o all'acciaio.

Fu adottato dall'Araldica perché proprio su di esso vennero poste le prime insegne militari dei cavalieri in guerra. Solitamente vi si applicava un panno dipinto o delle sagome di stagno che venivano poi pitturate o dorate.

Dall'estrema difficoltà nel sovrapporre più strati di stagno deriva quella che sarà una delle principali regole araldiche, tutt’ora in vigore: non si deve mai sovrapporre un Metallo sull'altro, né un Colore su un altro Colore. Inoltre si tenga sempre presente che la destra e la sinistra Araldiche sono speculari a chi sta di fronte allo scudo. Ciò significa che la destra dello scudo corrisponde alla sinistra di chi guarda e viceversa. Questa particolarità è facilmente spiegabile pensando allo scudo nel suo utilizzo reale, cioè come arma difensiva di chi lo imbracciava. Dal punto di vista del portatore la destra e la sinistra erano esattamente combacianti con quelle dello scudo. Viceversa per il nemico, o chiunque altro si trovava di fronte, era visibile solo la facciata recante le insegne e, dunque, il tutto risultava invertito.

Oggi lo scudo che si usa convenzionalmente è il tipo detto “sannitico”, ma esistono molte varietà di forme (usate nei vari periodi storici.)
La classificazione degli Scudi comincia, in primis, con la loro forma o "Foggia".

 

I più antichi, fine XII  sec.  - inizi XIV sec.

Triangolare A Mandorla
Triangolo Mandorla
  Medioevo, XIV - XV sec.
Gotico A Targa o Tornerario
Gotico Targa
  Rinascimento XVI sec. 
Rinascimentale Bucranico A testa di Cavallo
Rinascim Bucranico Cavallo
Tondo o Parma o Rotella  Ogivale
Tondo Ogiva
 Post Rinascimento - Epoca Moderna
Accartocciato
(XVI - XVII sec.)
Sagomato
(XVII - XVIII sec.)
Sannitico
(Fine XVII sec. in poi)
Accartocc Sagomato Sannitico
Ecclesiastico o Ovale o Ancile
(Dal XVII sec. ad oggi)
 Femminile o a Losanga
(Dal Rinascimento ad oggi
Ovale Rombo

 

Riassumendo, le regole fondamentali di un qualsiasi scudo araldico sono due:
1- E’ vietato sovrapporre un colore sopra un altro colore e un metallo su un altro metallo. (Vedi anche nella sezione dedicata agli smalti);
2- La destra e la sinistra araldica sono invertite rispetto a chi guarda lo scudo: esattamente come se ci si trovasse di fronte a uno specchio.

s cauda sx

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