2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

13.12.2021

Tempo rimanente



Countdown
expired


Link:
PREPARATI


Link:
COMITATO NAZIONALE DELLE CELEBRAZIONI
Celebrazioni 2021
Lunedì, 25 Marzo 2019
itenfrdeptrues

Azione moralizzatrice

Sorge la necessità di porre rimedio ad uno stato di cose, ereditato da  governi deboli , che rasentava l’ anarchia. Sono ormai cose diffuse e non contrastate la vendita di beni stabili a stranieri, con indipendenza  assoluta, come testimoniato dalle due Costituzioni INTER VARIAS e SOLLECITUDO. Non si coltivavano le campagne, i vari mestieri non venivano più esercitati, con la carestia del grano e dell’olio aumentava il numero di persone che nascondeva, per lucrarci poi, le varie derrate con il risultato di grandi ricchezze e grandi povertà. Le pubbliche scritture venivano falsificate o nascoste, sortilegi, sacrilegi e abusi vari erano realtà quotidiane. Le madri vendevano le figlie, i Monasteri avevano perso la loro connotazione.

Erano sminuite d’ importanza le Sacre Funzioni e le antiche Pontificie Cappelle, abolite la visita “de’ Santi Limini”. I carnevali erano ridotti ad una sequela di nefandezze  con ampio scorrimento di sangue.

Le varie cariche degli ufficiali di Stato: Governatori, Potestà e Commissari, erano vendute e non ottenute per merito e quindi ne provenivano truffamenti, monopoli e angherie incredibili, dice Sisto nella sua Bolla ESTI NOS. La corruzione era tale che singoli si arricchivano a dismisura a scapito della Camera Apostolica.

A tutto ciò Sisto vuol mettere ordine, il Tempesti così riassume l’impegno del Papa: “si pose fermamente in animo di restituire la riverenza a’ Magistrati, l’autorità alle Leggi, la quiete a’ Sudditi buoni, e la tranquillità intiera allo Stato”.

Come Sisto volesse modificare lo status quo lo si evince da una lettera del 1587 del Cardinal Alessandro Montalto al Nunzio di Francia, Gianfrancesco Morosini esortandolo a consigliare il re Enrico III Valesio affinché questi si adoperasse per ottenere pace e tranquillità nel suo Regno. Il Cardinale così scrive: Il cane, che vuol guardare ad ogni uccello, che vola per aria non piglia mai quaglia, e questo modo, che si tiene, è un voler tener sempre il povero Regno in rovina. Havendo Sua Beatitudine trovato lo Stato della Chiesa in tanti disordini, con l’aiuto de’ Regni, e degli stati vicini, non giudicò bene combattere con tutti in un tempo, ma ad alcuni perdonava, con altri dissimulava; e così havendo a combattere con un solo per volta, gli ha levati tutti, e restituita la pace, per tanti anni sbandita in queste parti. Così potrebbe giovare a sua Maestà.. 

Quindi questa è la strategia , che il Tempesti chiama “la prudenza ” di Sisto: perdonare , dissimulare

non combattere con tutti in un tempo, combattere con un solo per volta. Le applicazioni non mancano: Perdona Paolo Giordano costringendolo a liberarsi dei banditi da costui protetti, dissimula con Ludovico Orsini facendolo allontanare da Roma, fece avvisare Ferdinando Medici, come scrive Santa Severina, e l'atterrì. Parla con il Cardinal Bonelli facendogli rinunciare alle cariche ricoperte, viene a patti con il Tesoriere generale e indi lo sostituisce. Anche altri Cardinali vengono ridimensionati, è il caso di Altemps, Azzolino e Paleotto, allontana da Roma inviandolo con il titolo di governatore  a Fermo Giacomo Boncompagni, Duca di Sora e ad Avignone il Duca   Altemps di Gallese. Il viceré  di  Napoli, vari ambasciatori conobbero la personalità di Sisto.

- Gian Paolo Orsini, profittando della morte di Gregorio XIII e dello stato di sede vacante, sposa  Vittoria Accoramboni, il giorno stesso della elezione di Sisto. Inoltre ebbe l'ardire di presentarsi assieme ai principali baroni romani, per portargli omaggio. Sisto gli disse che le offese arrecate al pontefice erano dimenticate, ma quelle eventualmente fatte al pontefice non lo sarebbero. L'Orsini corse a Bracciano, licenziò tutti i bravacci da cui era circondato, e non sentendosi sicuro neppure dopo aver ottemperato all'ordine, passò prima in Toscana , poi in territorio veneto (7- pag.86)

- Don Annibale Cappello, ecclesiastico, menante (scrittore di notizie)

 Autore di pasquinate, sembra all'indirizzo della sorella e della nipote di Sisto V,  “scomunicato da Sua Santità et cascato in censura et pene ecclesiastiche” viene condannato a morte e giustiziato presso il Ponte Sant’Angelo in “modo crudo” scrive il de Hubner

 Il 14 novembre 1587 gli “Avvisi di Roma” danno la notizia che “Hier sera fu degradato in S. Salvatore del Lauro quel don Annibale Cappello, et questa mattina è stato condotto al luogo solito della giustizia in Ponte, dove prima li è stato mozza la mano, tagliato la lingua et impiccato con tale descriptione: Falso menante  et detrattore per molt' anni d'ogni grado di persone  et come professione di tenere et mostrare figure oscene in diversi modi et atti libidinosi in dispregio di Dio e de' Santi e havere scritto avvisi a principi heretici ecc.”

- Eredità di Francesco Brettoni a favore di Don Bertoldo Orsini, conte di Pitigliano:

- F. Brettoni, per un periodo di tempo al servizio del conte Orsini, avendo fatto fortuna e non avendo eredi dispone   che alla propria morte l'erede unico fosse il conte con l'unica clausola che  tutto il denaro contante che poteva trovarsi nell'eredità fosse distribuito secondo necessità ai suoi parenti poveri, delegando il card. Montalto a questo scopo.

Durante il conclave, che vide la designazione a pontefice dello stesso cardinale, il Brettoni muore ed il conte si appropria dell'eredità, stimata in 40mila scudi Romani, dichiarando di aver trovato solo 200 scudi in contanti che distribuisce arbitrariamente ai parenti poveri del defunto, senza aspettare la fine del conclave. Concluso questo, Sisto convoca i parenti, il notaio e il conte, multando costui di 2000 scudi per aver distribuito personalmente il denaro contante scavalcando il legittimo affidatario, destinando questa ammenda a finanziare le opere pie. Inoltre Sistro contestando l'interpretazione del testamento condanna il conte a pagare 15.000 scudi e gli confisca l'eredità. Il conte, suo malgrado, cede. ( l'appiglio di Sisto è "nel denaro che potrebbe trovarsi  nell'eredità" e non in quello che il conte avrebbe trovato)(1- pag.346-350)

- Il caso di Don Andrea Marra:

Durante il periodo natalizio, mentre costui si trovava nella chiesa di Santa Maria Maggiore, viene derubato in casa. Si reca dal Luogotenente criminale , fa la sua deposizione e rivela i suoi sospetti dell'autrice del furto: una donna che frequentava la sua casa e aiutava una vecchia che lì dimorava. In circa otto giorni , viene ritrovata la donna in compagnia con un soldato, suo complice e legato ad essa da promessa di matrimonio. Il processo appura che il Marra, vista la piega non favorevole delle cose, aveva tentato invano di fuggire, teneva la donna come concubina rifiutando di lasciarla andare a sposare il soldato. Costoro, dopo aver effettuato il furto, fuggono.

Sisto stesso ordina una severa sentenza che prevede la pena capitale per l'uomo e la donna, il carcere perpetuo per il Marra e la frusta per la vecchia che pur essendo venuta a conoscenza del concubinato non aveva denunciato la cosa , stessa sorte per il vignaiolo e per una nipote che frequentavano la casa. (1- pag.379-381)

- Sisto obbliga tutti i personaggi che occupano cariche importanti a presentargli un elenco dettagliato di tutti coloro che vivevano di espedienti; un funzionario, per non aver inserito un suo nipote, viene fatto frustare mentre il nipote viene esiliato. Il risultato di cotanta severità si ravvisa nella fuga fuori dei confini dello Stato e nella ricerca spasmodica di una qualche attività. (1- pag. 352)

- Viene punito con il carcere anche coloro che al passaggio del papa inneggiavano creando spesso situazioni di confusione (1- pag.352-353)

- Era d'uso da parte di certa nobiltà di contrarre debiti con i fornitori e poi di  non onorarli; se il creditore li citava in giudizio, lo facevano bastonare o gli creavano grossi problemi. Inoltre per debiti i nobili non potevano essere messi in prigione. A questo Sisto vuole porre rimedio: ordina a tutti coloro che avessero crediti in forza di titoli di presentarli a lui. Visti i documenti, li salda con denaro proprio. Il giorno dopo compare un avviso dove compaiono i nomi di tutti i debitori e la notizia del pagamento di tutti i creditori con denaro papale, invitando, nel termine otto giorni, tutti i debitori a saldare il dovuto al nuovo creditore: il Papa. La manovra ha un risultato strabiliante  vengono saldate tutte le pendenze e le nuove vengono regolate immediatamente. (1- pag. 354-355)

- Sisto rivendica, nei suoi territori, il diritto di poter intervenire ovunque per sradicare l'illegalità, disconoscendo le consolidate immunità dei palazzi dei Cardinali e degli Ambasciatori; gli unici asili e rifugi erano considerate le chiese e comunque anche per questi le decisioni venivano prese caso per caso. Forte di questa decisione il governatore di Roma viene da Sisto redarguito per non aver fatto arrestare il bandito Cola de Luca che si era rifugiato presso la casa dell' ambasciatore Cesareo, intimandogli di catturarlo, quantunque si fosse riparato nella cappella lì stante. (1- pag. 398-399)

- Anche per il nipote del Cardinal Rusticucci, Sisto chiede di applicare la legge senza nessuno sconto. (1-pag.399)

- Una particolare attenzione viene riservata alla sicurezza nelle strade sia di giorno che di notte, ogni tentativo seppur minimo di violarne la tranquillità viene punito in modo esemplare, non risparmiando nessuno a qualsiasi livello. Un esempio descritto è quello della serva che di mattino presto camminava per andare a cercare una levatrice, viene importunata da uno staffiere di un nobile romano, che viene messo in fuga dalle urla della donna. Questa pur riferendo l'accaduto al suo padrone, non ottiene niente; arrivata la cosa all'orecchio di Sisto fa arrestare e frustare il reo nella strada dove era avvenuto il tentativo di violenza e imprigionare per qualche giorno il  padrone della serva per non aver fatto denuncia. (1- pag.401-402). 

1585 Mag. Prostituzione. Sisto fa cacciare le prostitute da Borgo ( in un Avviso dell’8 maggio si riferisce che il marchese Altemps ha scacciato di Borgo come governatore tutte le meretrici). Nell’estate si procedette  contro le prostitute nell’intera città di Roma che vengono relegate nel Campo Marzio, nel luogo detto l’Ortaccio, ma le mura che si dovevano costruire per recintare il luogo non vengono mai realizzate, permettendo a costoro di uscire dal “ghetto”.  Per limitare la loro circolazione si proibisce la loro presenza nelle strade principali, di andare in carrozza e farsi vedere in giro dopo l’Ave Maria. Comunque una serie di editti vengono pubblicati per arginare questo problema  negli anni 1586, 1588, 1589.

1585 Giu. Il Cardinal Guastavillani viene messo agli arresti per disubbidienza (9-pag. 225)

1585, 29 luglio. I Vescovi Filippo Sega di Piacenza e Giulio Ottinelli di Castro hanno l’incarico di visitare tutte le chiese e i collegi di Roma e di redarre un progetto per riordinare il clero romano. Tutti i chierici, provvisti di benefici, furono interrogati sulle loro condizioni personali.  Il Sega propone di incaricare i cardinali Savelli, Santori e Farnese, costoro avrebbero formato delle congregazioni per le singole questioni. Sisto reputa questa strada troppo lenta.

Nella primavera del 1586 il Sega viene inviato alla Corte imperiale e quindi viene costituita una nuova commissione composta da sei persone: Santori, Lancelotto, Gaetano, Torres, Celso e Borghese.  Questo rinnovamento andò avanti tanto che nel concistoro del 16 novembre 1587 Sisto affermava che il clero romano, di qualunque grado, era cambiato in meglio

1585 Sett. Virgilio Orsini, Ascanio Sforza e Marcantonio Incoronati pongono sul ponte    Sant’Angelo teste di gatto in cima a delle picche, alludendo alle numerose esecuzioni che avvenivano con il nuovo papa; vengono arrestati e si teme per la loro sorte.

1585 Ago. Il capitano Fossombrone, complice di Ludovico Orsini nell’assassinio di Vincenzo Vitelli, viene impiccato.

1585

  • Viene incarcerato Roberto, figlio naturale del Cardinale Altemps, secondo la Lex Julia de Adulteris, riconosciuto reo di aver rapito una ragazza della famiglia dei Frangipani e resta quattro mesi rinchiuso in Castel S’Angelo con la prospettiva della pena capitale, verrà liberato solo per riguardo al conte Hohenembs, accorso dalla Germania per implorare la grazia per il nipote. (9-pag.224)

(notizia da verificare altrove ho trovato che viene mandato ad Avignone e altrove giustiziato)

1585 nov. Due palafrenieri del Cardinale Sforza sono protagonisti di una rissa sanguinosa, vengono da questi nascosti, ma Sisto pretende la loro consegna minacciando di incarcerare lo stesso Sforza. (9- pag. 225)

- Il conte Attilio Baschi di Bologna reo di parricidio quarant’anni prima, viene processato e giustiziato (9-pag.225)

1586

5 gen. Sisto emana una bolla contro l'astrologia e la superstizione, cui seguirono provvedimenti contro  alcuni giochi, la bestemmia, l'immoralità (sempre con editto del 6 gen. 1586), le scommesse (18 sett. 1587) e le trasgressioni del riposo festivo (29 marzo 1588)

Per i bestemmiatori la pena prevedeva l’esposizione pubblica per un giorno, in caso di recidiva  la foratura della lingua con un gancio di ferro e per gli abitudinari pene che arrivavano fino alle galere. Le stesse pene per chi non denunciava i bestemmiatori.

 Si prevede la pena di morte per i rei di adulterio, di immotivata separazione dei coniugi, incesto e aborto, di lenocinio, della diffusione di calunnie, che colpisce soprattutto gli scrittori di avvisi. Nonostante alcuni esempi di rigore, la giurisprudenza riesce ad evitare le applicazioni delle pene, soprattutto nei confronti delle adultere e delle meretrici.

Durante il pontificato vengono eseguite a Roma 311 condanne a morte, contro le 277 del quinquennio precedente e le 479 di quello successivo. Viene estesa la pena capitale per l’incesto (5 aprile 1587), l’aborto (29 ottobre 1588), per la diffusione orale o scritta di calunnie  colpendo così i menanti (editto del 11 ottobre 1586)

1586

28 gen. Viene pubblicato un Bando che regolamentava le celebrazioni del carnevale romano, con l'intento di  prevenire atti di violenza. Come risultato nel carnevale di quest’anno non si ebbe neanche un ferimento. Sisto non si oppone alle feste, ritenendole un obbligo del principe ed una maniera per ingraziarsi la benevolenza del popolo, piuttosto cerca di regolamentarle allo scopo di mantenere l'ordine pubblico.

1586

13 feb.,Come alternativa al carnevale, con la bolla Egregia populi Romani pietas, propone il pellegrinaggio alle Sette Chiese, che tradizionalmente si svolgeva il giovedì grasso, sotto la guida dei padri dell'Oratorio. La bolla regola lo svolgimento della processione e ne fissa le tappe; viene sostituita la chiesa di  S. Sebastiano, troppo decentrata, con S. Maria del Popolo.

1586

7 Giu. Una madre , colpevole di aver prostituito la figlia, viene messa a morte per impiccagione presso il Ponte Sant’Angelo sotto gli occhi della figlia stessa adornata dei gioielli ricevuti dall'uomo al quale era stata venduta, che nel frattempo era fuggito via.

-  Un truffatore, spacciandosi per parente del cardinal Guastavillani, vende false bolle in Spagna, scoperto, viene impiccato su una forca dorata.

1586

  • Vengono condannati al rogo, secondo un'antica usanza, un prete e un ragazzo, rei confessi di sodomia (7-pag. 113)

5 lug. Vengono impiccati 10 ladri

1586

 29 luglio Niccolino Azzolini, nipote del Cardinale Azzolini, capitano delle guardie pontificie, viene decapitato per aver ferito un alfiere della sua compagnia. Il von Pastor parla di ripetuti omicidi (13-pag.71)

  • Durante l’ambasceria del conte Daum de Zimbern e del dottor Cutius, inviati dall’imperatore presso il papa, uno staffiere viene sorpreso con la spada sguainata nel quartiere delle cortigiane, viene arrestato e frustato. L’ avvenimento fa infuriare i diplomatici che chiedono una punizione nei confronti del governatore di Roma, che comunque aveva già sporto le proprie scuse, viene ordinata un’inchiesta per dar loro soddisfazione.

1586, 16 e 20 agosto. Due Avvisi rendono noto che il datario di Gregorio XIII, il cardinale Contarelli, morto il 28 ottobre 1585, era stato indagato per sospetta simonia, accusa rivelatasi infondata.

30 Ago. Una giovane vedova, nobile e ricca che aveva avuto una relazione con due giovani, viene con essi condannata alla pena capitale.

Inizi Ott. Sisto ordina al cardinal Sartorio di preprarare una bolla che prevedesse la pena di morte per l’adulterio.

3 nov. Viene pubblicata la bolla che prevedeva la pena di morte per gli adulteri e per le adultere, per i genitori che facessero lenocinio delle loro figlie, e per i coniugi che si separassero arbitrariamente. Per rendere la bolla nota a tutti ne fece pubblicare un sunto in italiano. Il rigore delle pene di questa bolla ai fini pratici fu convertito in frustate e multe. (13-pag. 72).

  • Una condanna esemplare viene combinata a Bellocchio, coppiere di Sisto, scoperto ad usare per scopi personali l'anello Piscatorio. Costui, riceve dal Papa la concessione di godere della zecca di Fano, privilegio non trasmissibile agli eredi. Il tentativo di ovviare alla limitazione e il desiderio di sistemare la zecca in un nuovo palazzo gli fanno falsificare un breve, ma scoperto viene condannato a prestar servizio nelle galere dove vi muore. Monsignor Gualterucci, segretario del collegio dei segretari apostolici, viene condannato alle Galere, perché sospettato di aver favorito il Bellocchio. Cercano invano di perorarne la causa il Collegio dei Cardinali, l'ambasciatore di Spagna e quello di Venezia. Viene liberato, perché ritenuto innocente, solo alla morte del papa.

1587

20 giu., Sisto chiede la collaborazione delle Università di Parigi, Salamanca, Alcalà de Henares, Coimbra e  Lovanio per redigere un nuovo indice dei libri proibiti, per il quale prepara una bolla recante la data del 9 marzo 1590; tuttavia, a causa della sua incompletezza, esso non viene reso pubblico.

1588

  • Se i predecessori avevano mitigato le pene per le donne che interrompevano la gravidanza entro i quaranta giorni dal concepimento, Sisto con la bolla "Effrenatum" stabilisce che l'aborto era da considerarsi sempre ed in ogni caso un omicidio e poteva essere punito con l'eventuale scomunica papale. I suoi successori adottano misure meno drastiche, tranne Pio IX che prendendo a modello Sisto, inasprisce le posizioni.

1588

Sisto concede alla Compagnia dei Desiosi di dare pubbliche rappresentazioni, a condizione che si tenessero di giorno e con soli uomini, i quali potevano sostenere parti femminili e il pubblico doveva intervenire disarmato.

1588

Per evitare le frodi, Sisto impone che nelle osterie il vino fosse servito in recipienti di vetro, muniti di sigilli, che garantissero la capacità. Nascono così le misure tipiche delle mescite, alle quali il popolo da i nomi più fantasiosi: il litro viene chiamato “tubo”, il mezzo litro “fojetta” il quinto di litro “chirichetto” e il decimo “sospiro”

1589, 5 gennaio. Con una Costituzione viene imposto ai vescovi, sotto gravi pene, ogni tipo di simonia ed altre irregolarità nel conferimento degli ordini sacri. Il 26 nov. 1587 e il 21 ott. 1588 Sisto aveva rinnovato e reso più severe le costituzioni canoniche contro l’illegittimità ed altre irregolarità. Il Papa Gregorio XIV le dovette mitigare, tanto erano eccessivamente severe (13-pag 98)

1589

Sisto autorizza la presenza di eunuchi nei cori, ma si pronuncia duramente contro coloro che perpetrano questa pratica, ormai divenuta dilagante e incontrastata

1590 aprile. Da una relazione dell’Ambasciatore a Roma Badoer si viene a sapere di una doppia condanna a morte per decapitazione di un religioso e di una monaca rei di avere una relazione.

Epistolari

epistolari

La biblioteca

Bibliotheca

Proprieta' e dimore

villa montalto

Arte & Mecenatismo

Ritratto del Principe Miche

Opere

oristano

CELEBRAZIONI V CENTENARIO

celebrazioni v centenario

Bolle Bandi Avvisi e Brevi

Biblioteca-Angelica-060

Araldica Sistina

stemma peretti montalto