2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

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IDEAZIONE DI UNA CROCIATA: dalla Battaglia di Lepanto alla progettazione della conquista del Santo Sepolcro

IDEAZIONE DI UNA CROCIATA: Dalla Battaglia di Lepanto alla progettazione della conquista del Santo Sepolcro
Tratto da “MEMORIE IN FORMA DI ANNALI DEL PONTIFICATO DI SISTO QUINTO DI INCERTO AUTORE”

Le Memorie citate nel titolo di questo lavoro riguardano gli avvenimenti principali dei primi tre anni del papato del Pontefice Sisto V (1585-1590) documentati in un manoscritto di un Autore che fino ad oggi risulta anonimo. Già noto nel XVIII secolo, lo scrittore francescano Casimiro Tempesti nella sua opera “Storia della vita e delle gesta di Sisto Quinto sommo pontefice” lo chiama Anonimo del Campidoglio non avendo altri dati. L'autore del manoscritto, per i particolari descritti, è sicuramente molto vicino ai centri di potere pontificio soprattutto nelle vicissitudini inerenti la politica estera.

Con la battaglia di Lepanto del 1571 si ha la perdita dell'egemonia ottomana sul Mediterraneo che vedrà il nascere di una presenza diffusa grazie anche alle divisioni ed invidie dei vincitori cristiani che spesso sfociano in trattati come quello del 1573 tra i Veneziani e il Sultano che in cambio di una circolazione di merci più protetta pretenderà un' espansione in nord Africa o quella del re di Spagna Filippo II che lascerà Cipro in mano ottomana per evitare di avvantaggiare l'economia di Venezia. Di conseguenza la presenza ottomana resterà nel bacino mediterraneo una realtà che comporterà non pochi problemi alle Nazioni che vi si affacciano.

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Papa Gregorio XIII per il riscatto degli schiavi

Nelle memorie di Luigi Ruggeri 1 il Pontefice Gregorio XIII (1572 - 10.04.1585) solle­citato, più che altri, dai lamenti e dalle lacrime delle madri e dei parenti dei suoi sudditi che piangevano la schiavitù dei loro congiunti, decise di costituire in Roma, dove non vi era, l'Opera della Redenzione degli schiavi per gli stati della Chiesa; e deliberò di non po­terla meglio affidare che ali' Archiconfraternita del Gonfalone, — come più antica, nobile, e co­piosa di uomini di tutte le altre; che avea dato tante prove di eroica carità e che fin dall'anno 1404 si era dedicata specificamente al riscatto degli schiavi .

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Sisto V riscatta schiavi

prigionieri

Di papa Sisto V, della tempestività dei primi provvedimenti intrapresi per la redenzione e il riscatto degli schiavi cristiani, dell'autorità morale e del prestigio internazionale di cui godeva sin dall'inizio del suo pontificato anche presso i governanti islamici, riportiamo di seguito il racconto del p. Casimiro Tempesti.3

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Un decano d'Ales redentore di schiavi cristiani in Barberia sul finire del Cinquecento

Sul finire del Cinquecento, ad Algeri, agirono successivamente due missioni, organizzate dalla Compagnia del Gonfalone di Roma allo scopo di redimere e manibus infidelium i cittadini dello Stato Ecclesiastico schiavi di quella reggenza barbaresca (1). Dell'una e dell'altra, tra il febbraio del 1585, fece parte Giovanni Sanna, un prelato sardo qualificato decano della Chiesa d'Ales e vescovo d'Ampurias (2); il quale, pur impegnato a operare in nome e per conto del Gonfalone, era autorizzato a riscattare autonomamente gli schiavi sardi presenti in Barberia (3).

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L’opera di Sisto V a favore della squadra permanente della Marina Romana

fotosilvestroPremessa

In altra sede sono state prese in esame le provvidenze di Sisto V a favore della marina e l'attività svolta dalla squadra permanente di base a Civitavecchia.(1)

A completamento di tali notizie, se ne forniscono ora altre al fine di ampliare il quadro di riferimento e di dare maggiori dettagli sull'opera di Sisto V in campo marittimo.(2)

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Progetti di Sisto V per una crociata

Libro I, CAPITOLO VII - pp. 383 - 395 

Un papa, che come Sisto V mirava sempre ed in sommo grado all'interesse generale della cristianità, non poteva restare indifferente di fronte al pericolo turco. L'idea della lotta della croce contro la mezzaluna, che aveva ispirato al suo contem­poraneo Torquato Tasso versi immortali, lo riguardava in modo speciale per le tradizioni del suo ordine, i cui membri soltanto, dopo la conquista della Palestina, eran restati coraggiosamente fermi in quel posto, facendo con generosità colma di sacrificio la guardia al Santo Sepolcro.

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