2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

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Polonia

Dopo il Concilio di Trento la Polonia era diventata cattolica grazie all’opera di grandi prelati come i cardinali Stanislaw Czjusz, che aveva preso parte al Concilio, e Jerzy Radziwill, del re Stefano Bathory e del suo successore Stefano Vasa (7- pag. 141)

1585 Il Nunzio Apostolico in Polonia è dal 27 ottobre fino al febbraio 1587 è Gerolamo Vitale de Buoi, vescovo di Camerino

1586 fine marzo, Il re Stefano Bàthory invia a Roma il cardinale Andrea, suo fratello, a presentare al papa il progetto di una spedizione contro Costantinopoli per eliminare i Turchi, che comprende la conquista di Mosca. Con la morte dello zar Ivan IV il terribile nel 1584 e la nomina del figlio Feodor I, mentalmente disabile, si vericano le condizioni ideali per un’azione di conquista della Russia. Anche il gesuita Antonio Possevino, dopo aver inviato informazioni, si reca a Roma, convincendo il Papa della bontà del piano del re polacco e dell’importanza di sovvenzionarlo con il tesoro di Castel Sant’Angelo lì riposto anche per questo tipo di imprese.

Sisto lo rimanda dal re di Polonia insieme al nunzio Annibale di Capua, con la motivazione ufficiale di una  partecipazione del prelato ai Comizi generali indetti dallo stessi Bahory, ma in realtà con l’incarico di pianificare il proggetto Moscovia.  La notizia della morte del re, avvenuta il 12 dicembre 1586, raggiunge i due inviati. Comunque il De Capua raggiungerà la Polonia solo il 20 marzo 1587 cosa che irriterà il Papa che non lo innalzerà al cardinalato.

28 novembre Bathory in una lettera chiede a Sisto il Cardinalato per Mons. Giovanni Andrea Caligari, vescovo di Bertinoro, ma il Papa gli risponde che l’impulso alla nomina doveva venire solo dallo Spirito Santo.

1587

7 gen.,Il Papa costituisce una commissione cardinalizia per trattare gli affari di Polonia, composta dai cardinali Alessandro Farnese, Vincenzo Laureo, Giorgio Radziwil I e Decio Azzolini, che suggerisce di mantenere una posizione neutrale, anche se la Curia non nasconde le sue simpatie per la candidatura asburgica, nel timore di influssi protestanti sulla Polonia in seguito ad una possibile unione con la Svezia.

Anche il duca di Parma, legato alla corona di Spagna e nipote del Cardinal Farnese ambiva al regno di Polonia, ma il fatto di essere italiano e quindi molto lontano dal modo di vedere dei polacchi e il fatto di essere troppo filo-spagnolo, cosa che poteva indispettire oltremodo i Turchi, ne precluse l'elezione.

Anche Vaivoda della Transilvania, nipote del re Stefano, ambiva alla carica, ma era inviso alla nobiltà ; lo  stesso dicasi del Cardinal Bathory cugino del Vaivoda e nipote di re Stefano. (1-pag.387-388).

 Un altro nome è quello del duca di Ferrara, che nel passato aveva favorito questa nazione. Per quanto riguarda la nobiltà locale erano 600 anni che non esprimeva un re, anche se questa volta  c'era Zamosiri, cancelliere del Regno, molto addentrato alle cose della nazione e benvoluto da molti.

1587

  • Viene dato mandato, al nunzio in Polonia, Annibale di Capua, arcivescovo di Napoli, di favorire quell' arciduca austriaco che avesse maggior seguito sui Polacchi. Sisto punta sull'arciduca Ernesto, al quale per mezzo del suo maestro di camera Lelio Orsini invia il berretto e la spada benedetta , mentre ordina al nunzio di Praga, Antonio Puteo di  sollecitare gli Asburgo affinché designino un candidato.

Le direttive del nunzio Annibale di Capua erano quelle di appoggiare la parte asburgica ma di non inimicarsi quella svedese e di propendere per quella delle due vincente.

Il pretendente era il ventenne principe Sigismondo di Svezia, unico erede di quel regno che aveva nei suoi possedimenti anche la Lituania, molto ambita dai polacchi. Inoltre la forte flotta svedese e la possente cavalleria polacca unite potevano competere egregiamente contro gli storici nemici russi.

1587

  • , Avviene la doppia elezione del Sigismondo e di Massimiliano d' Asburgo, fratello dell' imperatore  del Sacro Romano impero,Rodolfo II. Annibale di Capua, alla nomina di Massimiliano scrive al papa, considerando come se lo scettro di Polonia fosse già sulla testa dell' Asburgo, cosa che in realtà non era.

Sisto, una volta capita la situazione, invia 22.000 ducati d'oro al Vescovo di Nais in Slesia per perorare la causa di Massimilano, assicurando altri aiuti.

1587

metà di ottobre. Massimiliano con il suo esercito raggiunge la piana di Cracovia, inviando suoi messi sollecitando il riconoscimento della sua nomina. La città sollecita il pronto intervanto di Sigismondo e nel contempo si prepara a difendere, numerose scaramucce vedono quasi sempre gli asburgo perdenti.

Nel mentre gli ambasciatori svedesi comunicano che il Sigismondo era sbarcato a Danzica con ritardo per problemi connessi al cattivo tempo e che sarebbe giunto per l'incoronazione il giorno di San Martino (11 nov)

e non il giorno di San Luca (18 ottobre) come volevano i polacchi.

L'esercito di Massimiliano viene falcidiato da un' epidemia e lo stesso avviene in Pietricovia dove era arrivato quello di Sigismodo. L'Asburgo,con tutto l'esercito, lasciata la piana di Cracovia, si dirige verso Pietricovia.

I due eserciti erano forti di 30.000 uomini quello svedese e 14.000 quello di Massimiliano, la valutazione delle forze in campo fa decidere all'asburgo di tornare indietro a Cracovia cercando di forzare gli eventi, ma con risultati deludenti. (1-pag.386 e seg.) Massimiliano, superando la frontiera di Slesia a Pitschen, entra in contatto con il nemico che lo assedia,

il 23 novembre si arrende e viene fatto prigioniero, (Jaccarino parla dei primi giorni di gennaio 1588) consentendo a Sigismondo di ricevere la corona il 27 dicembre 1587.

1588

7 mag., Sisto si congratula con Sigismondo per la corona di Polonia

1588

23 mag., il cardinale Ippolito Aldobrandini, futuro Clemente VIII, viene nominato come legato al posto di Annibale di Capua per trattare la liberazione dell'arciduca Massimiliano.

1589

9 mar., I negoziati si concludono con il trattato di Bezyn con il quale Massimiliano rinuncia alla corona di Polonia in cambio della libertà

1590

7 lug., Sigismondo invia a Roma un'ambasceria, capeggiata da Bernardo Maciejowski, che presta ubbidienza al papa .

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