2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

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Montefortino

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Montefortino

MONTEFORTINO

Il Paese è sito in posizione digradante da un colle sulla destra del Tenna. È abbracciato dall'anfiteatro dei Monti Sibillini cui se ne scorgono in ampi panorami i più alti picchi, tutti superanti i 2000 metri d'altitudine, dal Monte Vettore al Monte Sibilla, al Pizzo Regina fino al Monte Amandola. Il territorio comunale è solcato da ponente a levante dall'alta valle del fiume Tenna, la cui sorgente è incassata tra le pendici del Monte Priora a nord, della cima Vallelunga (M. Sibilla) a sud, e della cima Cannafusto a ovest. Nella prima parte del suo tragitto, il fiume scava le rocce dei monti Priora e Sibilla, dando vita alle Gole dell'Infernaccio.

I riferimenti storici fanno risalire i primi insediamenti al periodo dell’Impero di Augusto (29 a.C. – 19 d.C.), quando il territorio di Montefortino viene centuriato ed assegnato ai soldati romani come residenza di fine carriera [4]. Tra il VI e l’VIII secolo fa parte dei territori longobardi ed a questo periodo risale la costruzione della Pieve di Sant’Angelo in Montespino, baluardo dei monaci farfensi nel X e XI secolo. All’inizio dell’XI secolo, invece, risale la costruzione della Chiesa di Santa Maria in Amaro, trasformata nel seicento nel Santuario della Madonna dell’Ambro a seguito del miracolo dell'apparizione della Madonna ad un pastorella muta dalla nascita, che riacquistò la parola.

La costruzione del borgo fortificato sulla dorsale di un colle sulla riva destra del Tenna risale, invece, al XII secolo. Diventa libero comune nel 1084 con un proprio statuto, modificato nel 1126[5]. Il periodo comunale vede Montefortino schierato con il castello di Monte Passillo (l’attuale Comunanza), in contrapposizione alle vicine Amandola, Montemonaco e Visso[6], lotte al termine delle quali nel 1265 venne costruita la Chiesa della Madonna della Pace.

Dopo essere stato possedimento di Fermo, Montefortino passò sotto Camerino nella prima metà del Quattrocento e poi nella Signoria degli Sforza. Nel 1586 venne incorporata nel Presidiato di Montalto dello Stato Pontificio e nel 1860 votò per il passaggio dalla Diocesi di Fermo dello Stato Pontificio al Regno d'Italia.

Agli albori dell’anno Mille le alture dell’attuale territorio del Comune di Montefortino sono punteggiate da castelli e fortezze; nel XII secolo intorno ad una di quest’ultime  inizia a sorgere il capoluogo.
Il “fortino”, di proprietà dei Signori di Monte Pasillo che segna i confini montani dei loro enormi possedimenti, conferisce il nome al nascente paese; numerosi sudditi dei feudatari e parte degli abitanti del distretto plebano di S.Angelo in Montespino gradualmente si trasferiscono all’interno delle mura.
Il Comune assume l’autonomia nel tardo Duecento con il privilegio di elezione del Podestà assegnato dalla S. Sede.

L’attività economica prevalente del borgo è la lavorazione della lana in relazione al gran numero di ovini che si nutrono nei pascoli montani.
Nel XV secolo  somme consistenti del capitale urbano vengono investite in agricoltura; sorgono nel contado fortinese e soprattutto nella valle del Tenna le case-torri, avamposti del  popolamento sparso nelle campagne, luogo di controllo delle proprietà.

La prima Chiesa del Paese, S. Maria del Girone, viene edificata alla sommità del colle; subisce poi un ampliamento nel Cinquecento e nuova dedicazione a S. Francesco.

Accanto alla Chiesa si innalza la rocca detta “Fortezza del Girone”, demolita poi dagli stessi fortinesi nel 1444 ed effigiata nello stemma municipale sino al XVI secolo.

Il Paese è tutto costituito di antiche, belle, case in pietra e cotto che gli dona un carattere medievale assai suggestivo. Del borgo fortificato sono rimaste la Porta di Santa Lucia, la Porta San Biagio (o Portarella) e la Porta di Valle. Queste porte immettono in una serie di vicoli che portano in Piazza Re Umberto I, caratterizzata da un'ampia vista panoramica sui Monti Sibillini.

  • Chiesa di Sant'Angelo in Montespino, di origine longobarda è dedicata a San Michele Arcangelo.
  • Convento e Chiesa di San Francesco, sorge dal 1549 nella parte più alta dell'abitato e conserva al suo interno una "Madonna del Rosario" di Simone De Magistris.
  • Palazzo Leopardi. Il maestoso palazzo cinquecentesco è sede dal 1842 della Pinacoteca civica Fortunato Duranti, che deve il nome al pittore locale (1797-1863) e collezionista di opere d'arte che provvide a donare al Comune. Fra i tesori conservatisi appaiono numerose tele di Corrado Giaquinto e diverse pitture di Cristoforo Unterperger, tre preziose tavole di Pietro Alemanno e una croce veneta del XV secolo.
  • Tempietto dell'Orologio, singolare costruzione del XVI secolo.
  • Santuario della Madonna dell'Ambro. Sorge fuori dell'abitato ad un'altitudine di 683 metri. Fu voluta in seguito al miracolo dell'apparizione della Madonna ad un pastorella muta dalla nascita, che riacquistò la parola. La chiesa, di antica fondazione, XI secolo, venne completamente rinnovata nel XVII secolo. Nella cappella dell'Apparizione, dietro l'altar maggiore, è custodita una statua in pietra policroma di scuola umbro-marchigiana del XV secolo.
  • Chiesa di Sant'Agostino, del XIII-XIV sec. d.C., un tempo annessa ad un antico convento dei frati agostiniani (di cui oggi rimangono solo i resti del porticato con archi a tutto sesto), si trova al lato nord - occidentale della cittadina, lungo la strada che da L.go della Pieve sale verso il Girone in prossimità della Chiesa di San Francesco (via dell'Ospedale, Via dei Frati).

Di particolare interesse sono le escursioni paesaggistiche alle Gole dell'Infernaccio e ai monti Sibilla e Pizzo Regina. Nel vicino paese di Rubbiano vi è la Casa del Parco nazionale dei Monti Sibillini.

CASA delle COLONNE (anno 1830) - Orologio

Questa originale costruzione, disposta ortogonalmente rispetto a Palazzo Leopardi è stata ideata da Fortunato Duranti (1787-1863), artista e collezionista fortinese; egli, dopo aver soggiornato a Roma, si stabilisce nel borgo natio. All’edificio di sua proprietà aggiunge un protiro dalle forme neoclassiche con colonne in blocchi di” pietra spugna”, un tipo di architettura che si riscontra a volte nella sua produzione grafica. Agli inizi del Novecento, la parte superiore della Casa viene ampliata e trasformata in torre dell’orologio. Tratto dalla Guida ai Beni culturali Alta valle del Tenna e del Tennacola 

CHIESA di S.MARIA delle GRAZIE (MADONNA del FONTE)

A pochi passi dalla Porta S. Lucia, completa il patrimonio cittadino la CHIESA di S. MARIA delle GRAZIE, detta MADONNA del FONTE, edificata nel 1647, data incisa nell’architrave dell’ingresso laterale di sinistra. Alcune famiglie di Montefortino, per esporre alla devozione dei fedeli l’immagine della Vergine ritenuta miracolosa, collocata in una modesta edicola presso una fonte del luogo, finanziano la nuova costruzione. La Chiesa ha una pianta a croce greca, movimentata da tre cappelle con altari e slanciata dalla cupola ottagonale illuminata dal lanternino. L’interno assume una connotazione barocca attraverso gli stucchi di Domenico Malpiedi, che vi dipinge ad olio su muro le “Storie della Vergine” e numerose figure di Santi. Presso l’ingresso sono esposte due tele di Antonio Liozzi di Penna S. Giovanni (1730-1807) raffiguranti S. Romualdo e S. Benedetto. Tratto dalla Guida ai Beni culturali Alta valle del Tenna e del Tennacola 

inacoteca Civica Fortunato Duranti

La raccolta di opere d’arte riflette il gusto del proprietario, il geniale artista e collezionista Fortunato Duranti che nel 1850 le dona al Comune. Autorevoli interventi critici hanno permesso di rilevare l’alta qualità formale dei dipinti, facendo intuire nel possessore abilità selettive notevoli; tra esse si evidenziano: il trittico di Pietro Alamanno, un “Madonna con Il genere della Natura Morta è rappresentato significativamente dalle tele di Giovanni Spadino e Cristoforo Munari. Il “corpus” delle opere costituisce un patrimonio di grande pregio, in un luogo inaspettato; uno strumento prezioso di conoscenza e di confronto con la civiltà che ci ha preceduto. Bambino” di Jacopo del Sellaio, una grande pala di Pier Francesco Fiorentino, la lunetta attribuita da Zeri a Nicola di Maestro Antonio, il tondo del Perugino. Numerosi sono i bozzetti di Corrado Giaquinto e i monocromi di Cristoforo Unterperger, con un apporto significativo alla conoscenza della pittura romana del secondo Settecento. Tratto dalla Guida ai Beni culturali Alta valle del Tenna e del Tennacola www.pinacotecafortunatoduranti.it 

La Pinacoteca Fortunato Duranti sorge all’interno del Palazzo Leopardi, splendido edifico cinquecentesco fatto costruire da un ramo cadetto della nota famiglia di Recanati. La sua realizzazione avvenne infatti per volontà di Ser Desiderio Leopardi, Conte Palatino ed estensore delle leggi Municipali di Montefortino, il quale scelse il palazzo stesso come dimora provvisoria dei Vescovi fermani durante le consuete visite pastorali. La famiglia Leopardi vi risedette fino al 1800 quando cioè l’edificio venne acquistato dai Duranti per essere poi donato al comune. Costruito in mattoni con pregevoli rifiniture in travertino, si tratta senza dubbio uno dei gioielli architettonici e artistici più importanti dell’intero territorio del parco Nazionale dei Monti Sibillini in cui risalta per lo splendore e l’armonia delle forme. La facciata, in stile rinascimentale, presenta finestre guelfe, sottolineate dalla cornice e dal timpano semicircolare, che si raccordano alle fasce marcapiano orizzontali. Al piano nobile, la struttura modulare del prospetto è armonicamente modificata dal balcone sostenuto da tre mensole e delimitato da una raffinata ringhiera in ferro battuto. A piano terra emerge il portale bugnato in travertino nel quale la chiave, che chiude l’arco a tutto sesto, ha scolpito ad altorilievo il viso di un fauno sormontato dallo stemma. Tali dettagli vanno ad interrompere con sapiente equilibrio l’imponente struttura in laterizio, che, pur nella sua monumentalità, si inserisce perfettamente all’interno dell’agglomerato urbano disposto lungo le curve di livello del versante sud del paese. Dal 1996 il Palazzo ospita la prestigiosa raccolta della Pinacoteca. Al suo interno, in un ambiente perfettamente conservato e ben restaurato, sale e salette si inseguono in un’armonia straordinaria di proporzioni, colori pastello, trine e merletti dipinti sulle pareti, voli di rondini, volte ariose dei soffitti affrescati. www.pinacotecafortunatoduranti.it 

Posta sul versante orientale delle mura castellane costituisce il principale ingresso al centro storico. Illuminata dai primi raggi del sole è significativamente dedicata a S. Lucia, il cui nome si relaziona alla luce di cui è patrona. Edificata intorno al XIV secolo in muratura mista, si chiude con un sesto leggermente archiacuto in mattoni. Nella parte superiore si conserva un piccolo vano concepito per la residenza del custode che nel medioevo vi risiedeva stabilmente. Sul lato destro si affianca un corpo turrito con base a scarpa detto militarmente “torre di rinfianco” con due troniere sormontate da feritoie per controllare il tiro. Tratto dalla Guida ai Beni culturali Alta valle del Tenna e del Tennacola 

MUSEO FAUNISTICO DEI SIBILLINI

Collezione privata di Ignazio Rossi Brunori. Al primo piano del Palazzo Leopardi è stato recentemente allestito il Museo Faunistico dei Sibillini dove sono esposte le specie più significative dell'Appennino centrale. Appositi pannelli didattici ne illustrano le principali caratteristiche. www.pinacotecafortunatoduranti.it 

 

Montefortino
comune

   
   
   

Provincia

Fermo

Amministrazione

Sindaco

Domenico Ciaffaroni (lista civica) dal 29-3-2010

Territorio

Coordinate

42°56?33.5?N13°20?28.43?ECoordinate: 42°56?33.5?N13°20?28.43?E (Mappa)

Altitudine

638 m s.l.m.

Superficie

78,9[1] km²

Abitanti

1 235[2] (30-6-2011)

   

Frazioni

Acqua Gallo, Ambro, Arato, Baldoni, Bugione, Bussonico, Campodarte, Case Caretto, Cerretana, Cerretino, Cese di Montefortino, Chiurchiello, Colle, Colli, Collina, Col Martese, Cornacchioni, Cremore, Fiumate,Incino, Lontignano, Martelletta, Montatteglia, Montazzolino, Monte Nuovo, Oto, Palombara, Paparella, Peschiera, Piedivalle, Pippiete, Poggio, Pretattoni, Reame, Regattola, Ripavecchia, Rocca, Rovitolo, Rubbiano, Salincorno, San Lorenzo, Santa Lucia in Consilvano, Serra, Sossasso, Teglia, Tenna, Tre Ponti, Valle, Vallisie, Vetice

   

Altre informazioni

 

63858 (vecchio codice 63044)

Prefisso

0736

Fuso orario

UTC+1

Codice ISTAT

109015

 

F509

Targa

FM

 

zona 2 (sismicità media)

 

zona E, 2 386 GG[3]

Nome abitanti

montefortinesi

Patrono

san Michele Arcangelo

Giorno festivo

29 settembre

Cartografia

 
 

Sito istituzionale

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[7]

Cultura

Persone legate a Montefortino

Galleria fotografica

veduta sui Monti Sibilla e Pizzo Regina

Antiche case

Antiche case

Palazzo Leopardi

Tempietto dell'Orologio

Santuario della Madonna dell'Ambro

Chiesa di Sant'Agostino

Bibliografia

  • G. Nepi. Cenni storici di Montefortino. Fermo, 1960.
  • Andrea da Barberino. "Il Guerrin Meschino". Milano, Guglielmi e Radelli, 1841.
  • G. Matteucci. Chj simo? Da do' vinimo? (Cultura sibillina emergente nel vernacolo di Montefortino). Macerata, 2003.
  • E. Giannini. Lo stemma di Montefortino, Centro Studi Fortunato Duranti, Montefortino 1997.
  • O. Diamanti. Inediti Fortinesi, Centro Studi Fortunato Duranti, Montefortino 1998.
  • O. Diamanti. G. Carlone, Itinerari Fortinesi, Centro Studi Fortunato Duranti, Montefortino 1999.
  • G. Crocetti, "Guida storico-turistica", Fermo 1988.

Voci correlate

 

 

 

 

 

 

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Sito su di un colle sulla destra del Tenna, a un passo dai Monti Sibillini a 638 m s.l.m. e conta 1235 abitanti.

Questo territorio nel periodo romano (sotto Augusto  29 a.C. – 19 d.C), fu centuriato ed assegnato ai militi veterani ; successivamente la prima antropizzazione in collina si sviluppò tra il VI e l’VIII secolo con la costruzione della Pieve di Sant’Angelo in Montespino

Il “fortino”, di proprietà dei Signori di Monte Pasillo (Comunanza) nel XII secolo, conferisce il nome al nascente paese, che assume autonomia nel 1084 con con un proprio statuto, poi modificato nel 1126

L’attività economica prevalente è la lavorazione della lana, grazie alla presenza di pascoli montani. Nel XV secolo  sorgono fuori le mura le case-torri fortificate, luogo di controllo delle proprietà.

Dopo essere stato possedimento di Fermo, passò sotto Camerino nella prima metà del Quattrocento e poi nella Signoria degli Sforza. Nel 1586 venne incorporata nel Presidato di Montalto e nel 1860 votò per il passaggio dallo Stato Pontificio al Regno d'Italia.

Il Paese è interamente costituito di antiche case medioevali in pietra e laterizio. Dell’antica fortificazione sono rimaste la Porta di Santa Lucia, la Porta San Biagio (o Portarella) e la Porta di Valle.

Da visitare:

La prima Chiesa del Paese, S. Maria del Girone, edificata alla sommità del colle; subisce poi un ampliamento nel Cinquecento e nuova dedicazione a S. Francesco nel 1549, che conserva al suo interno il dipinto “Madonna del Rosario" di Simone De Magistris, .Accanto alla Chiesa si innalzava  la rocca detta “Fortezza del Girone”, demolita nel 1444.

Chiesa di Sant'Agostino, del XIII-XIV sec. d.C., un tempo annessa ad un antico convento dei frati agostiniani (di cui oggi rimangono solo i resti del porticato con archi a tutto sesto), si trova al lato nord - occidentale in prossimità della Chiesa di San Francesco.

Porta di S. Lucia . Posta sul versante orientale delle mura castellane, edificata intorno al XIV secolo in muratura mista, con arco leggermente acuto. sulla destra è visibile una torre di rinfianco, con scarpatura, due troniere, e feritoie.

CASA delle COLONNE (anno 1830) – Orologio . Ideata da Fortunato Duranti (1787-1863), artista e collezionista fortinese che, dopo un soggiorno a Roma, si stabilisce  nel paese natio. Dalle forme neoclassiche con colonne in pietra, nei primi del novecento viene ampliata e trasformata in torre dell’orologio.  

Palazzo Leopardi (XVI sec.) splendido edifico cinquecentesco fatto costruire da Ser Desiderio Leopardi, Conte Palatino, della nota famiglia di Recanati. Costruito in laterizio con pregevoli rifiniture in travertino, presenta la facciata in stile rinascimentale,  finestre guelfe, sottolineate dalla cornice e dal timpano semicircolare, e marcapiano; portale bugnato in travertino e arco a tutto sesto. All’interno ampie stanze con soffitti completamente affrescate.  Dal 1996 il Palazzo ospita la prestigiosa raccolta della Pinacoteca.

Pinacoteca Civica Fortunato Duranti  

Il geniale artista e collezionista Fortunato Duranti, nel 1850 donò al Comune la sua ricca collezione di Opere . Tra le tante citiamo: il trittico di Pietro Alamanno, il genere Natura Morta nelle tele di Giovanni Spadino e Cristoforo Munari. Opere di Jacopo del Sellaio, una grande pala di Pier Francesco Fiorentino, la lunetta attribuita a Nicola di Maestro Antonio, il tondo del Perugino, un S. Francesco di Pier Leone Ghezzi, numerosi bozzetti di Corrado Giaquinto e i monocromi di Cristoforo Unterperger.

CHIESA di S.MARIA delle GRAZIE (MADONNA del FONTE). Edificata nel 1647fuori le mura, per esporre una immagine miracolosa della vergine, si presenta a croce greca con tre cappelline, cupola e lanterna. All’interno stucchi barocchi e dipinti murali di Domenico Malpiedi. All’ingresso due tele di Antonio Liozzi di Penna S. Giovanni (1730-1807) raffiguranti S. Romualdo e S. Benedetto. Organo a canne di Venanzio Fedeli (XVIII sec.).

Pievania di Sant’Angelo in Montespino Si eleva solitaria su di un alto colle. Fu edificata nel VI sec. (primo documento che riporta sue notizie è la “chartula convenientiae” del Gennaio 977) e  dedicata a San Michele Arcangelo. All’esterno si presenta come un edifico fortificato dal massiccio campanile del XV sec. terminante a vela, che funge da torre d’avvistamento e feritoie per arco e archibigio. Originariamente si presentava a tre navate, con copertura a capanna, un presbiterio sopraelevato, una doppia abside e di una cripta che a tutt’oggi risulta essere l’unica parte antica rimasta. Nell’XI sec. fu ampliata assumendo l’attuale conformazione. Do grande interesse al cripta che presenta dieci fusti di colonne, di granito, di rosso veronese, di marmo cipollino, di verde antico; sei capitelli tra ionici e corinzi di perfetta fattura. Essi provengono da almeno quattro edifici diversi, essendo tra loro differenti per dimensioni, forma e materia; pertanto è da ritenere  siano appartenuti a templi pagani di un insediamento romano scomparso (Interamina Poletina Piceni) , forse dedicati a Marte e Mercurio

Santuario della Madonna dell'Ambro

Sorge fuori dell'abitato ad un'altitudine di 683 metri , in una gola tra Monte Priora (2.333 m) e Monte Castel Manardo (1.817 m), in una verde distesa che costeggia il torrente Ambro. Fu voluta in seguito al miracolo dell'apparizione della Madonna ad un pastorella muta dalla nascita, che riacquistò la parola. >Il santuario, il porticato ed il campanile risalgono ai primi anni del XX secolo, ma la chiesa è di antica fondazione. Nel XI secolo nasce la chiesa di S. Maria in Amaro che venne completamente rinnovata  e ampliata nel 1602, lasciando all’interno la piccola edicola con la statua della Madonna in pietra policroma di scuola umbro-marchigiana del XV secolo. Lungo le pareti dipinti della narrazione della  vita della Vergine con Profeti e Sibille ad opera di Martino Bonfini di Patrignone tra il 1610 e il 1611, un interessante connubio tra sacro e pagano, che sta a confermare come la tradizione della Sibilla sia così radicata negli abitanti dei centri prospicienti i magici monti Sibillini.

Di particolare interesse sono le escursioni paesaggistiche alle Gole_dell'Infernaccio e ai monti Sibilla e Pizzo Regina.

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