2021 - Celebrazioni V Centenario della nascita di Sisto V P.O.M.

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Montemonaco

San GiorgioPer altezza è il secondo comune delle Marche. Sorge nell'alta valle dell'Aso, a 988 m s.l.m. prospiciente il Monte della Sibilla e conta 635 abitanti.
Il toponimo si riferisce ad un nucleo di monaci benedettini stabilitosi sin dall'VIII secolo.

Già sottoposta all’autorità del Nobili di Monte Passillo, si costituì in libero comune nel XIV secolo, si cinse di alte mura con torrioni atte a difendersi contro le incursioni nemiche, come accadde con i condottieri Francesco Sforza e Niccolò Piccinino nel XV secolo.

Nel 1545 vengono redatti gli statuti comunali con spunti dei precetti benedettini.

Dal X secolo soggetto al Presidato Farfense, nel 1586 viene inserito nel Presidato e nella Diocesi di Montalto creati dal papa montaltese Sisto V.

La storia di Montemonaco è strettamente legata al mito della Sibilla Appenninica e della famosa Grotta.
Fin dal XV secolo , questa zona ospitò frange ereticali come i Sacconi e i Cavalieri Templari, Scrittori come Antoine de La Sale nel 1473 e Andrea di Barberino divulgarono la leggenda della regina Sibilla e della sua grotta.

Nel tempo cavalieri, alchimisti, eretici, si susseguivano a Montemonaco, creando problemi gli abitanti che rischiarono la scomunica per averli accompagnati presso la grotta e il lago di Pilato per consacrare riti diabolici.

Nel XVII secolo, monaci inquisitori della Compagnia del Gesù si recarono in loco allo scopo di bonificare il luogo ormai soggetto alla pratica alchimica.

Di interesse.

Il Lago di Pilato. Unico lago naturale delle Marche e uno dei pochissimi laghi glaciali di tipo alpino presenti sull'Appennino. Particolare e suggestiva la sua ubicazione tra pareti impervie e verticali immediatamente sotto la cima del Monte Vettore. Il lago ospita un particolare endemismo, il Chirocefalo del Marchesoni, piccolo crostaceo di colore rosso che misura 9-12 millimetri.

Una leggenda circonda il lago di Pilato, si narra che qui si stato sepolto il corpo di Ponzio Pilato. Nel XIV secolo era considerato luogo di streghe e negromanti.

Chiesa di S. Giorgio all’Isola, edificata nel X secolo sulle rive del fiume Aso, all’esterno si presenta come un edificio fortificato con una grande torre campanaria. All'interno conserva interessanti affreschi del XVI secolo raffiguranti Sant'Antonio, San Sebastiano, San Bartolomeo una Crocifissione e dietro all’altare maggiore, S. Giorgio che uccide il drago datata 1555. Nell'abside sono presenti resti di affreschi di scuola bizantina del XII secolo raffiguranti il Cristo Pantocratore con la Madonna, S. Giovanni e una teoria di Apostoli.

Chiesa di S. Lorenzo in Vallegrascia. Situata nella Frazione Vallegrascia, il nome originale è San Lorenzo "ad tre rivos" chiesa romanica del XII secolo. Si presenta in pietra arenaria con un'abside semicircolare scandita da esili colonne con archetti pensili di evocazione longobarda. Nella cripta sono presenti capitelli scolpiti a motivi fitomorfi e zoomorfi .Durante il restauro della chiesa sono state rinvenute due lastre scolpite con storie della Genesi firmate dagli artisti Guitonio e Atto, risalenti probabilmente al XI secolo.

Chiesa di S. Maria in Casalicchio. Edificata vicino alla frazione di Tofe, esistente già nel 1299, si presenta in stile romanico, gli elementi simbolici esistenti sotto la bifora della parete di sinistra e, la croce patente sul portale principale come quelle negli affreschi interni, fanno supporre che l’ordine dei Templari fosse passato anche da queste parti. La chiesa è a navata unica divisa in quatto campate da tre archi gotici. Sulle pareti interessanti cicli pittorici che vanno dal XIV al XVII secolo. Il ciclo pittorico del XV secolo: in esso si rappresentano la Madonna delle Grazie e S. Bernardino da Siena santificato nel 1450. Quelli del XVI secolo sono attribuiti a Vitruccio Vergari di Amandola e raffigurano la Madonna con bambino (Madonna delle rose) e una Crocifissione.
Gli affreschi del 1600 raffigurano il martirio di S. Sebastiano ed una sua statua è inserita in una nicchia. Il voto della comunità di Monte Monaco a questo Santo fu fatto in tempo di pestilenza con una lunga processione, rito che si rinnova ancora oggi il 20 gennaio di ogni anno. La chiesa sin dal Quattrocento aveva assunto un'importanza notevole se le comunità picene in lite tra loro la sceglievano per giurarvi i patti o la pace raggiunta. Il giuramento veniva fatto dinanzi alla immagine della Vergine, toccando l’altare e, nel contempo, guardando attraverso la finestrella “la magica vetta della Sibilla”, chiaro esempio di unione Cristiano-pagana.
Ricordiamo inoltre le le interessanti Frazioni di Vallegrascia, Foce, Rocca, Altino e Ferrà.

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