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Castignano

Castignano - Provincia di Ascoli Piceno, a 473 m.s.l, m., e conta 2964 abitanti. Idealmente facciamo nascere Castignano nel periodo da cui proviene la famosa "Stele di Castignano" (Conservata presso il Museo archeologico di Ascoli Piceno), trattasi di un cippo d'arenaria alto circa un metro, datato intorno al VII-VI secolo a.C., con iscrizione riferita al periodo italico con influenze egeo-anatoliche.

Il nome Castignano potrebbe derivare dal bosco di castagni (Lucus castineanus) esistente nella zona e del quale parla anche Plinio il vecchio, oppure da un Console Romano che partecipò alla guerra sociale dei sostenuta dai Piceni e Socii contro Roma, certo Castino.

Parte del Presidato Farfense fino all’XI secolo, poi Castello sotto l’autorità di Ascoli con il quale Stato visse un vero e proprio conflitto con continue ribellioni delle quali la storia è piena. Nel 1356 i cardinale Egidio Albornoz riconobbe al castello autonomia e immediata dipendenza al Rettore della Marca ma, nel 1377, figurava di nuovo soggetto ad Ascoli. Il paese subì tra il 1369 e il 1380 la tirannia di Boffo da Massa.
Nel 1535 Ascoli costruisce una rocca a salvaguardia del suo castello, ma nel 1538, Il popolo di Castignano aiutato da Fermo, insorge e la mette a ferro e fuoco; il papa Paolo III revoca il dominio ascolano e fa distruggere la rocca. I castignanesi, per festeggiare l’autonomia ritrovata, innalzarono subito una torre ben munita militarmente contro ogni attacco. Nel 1586 il pontefice Sisto V, aggrega Castignano alla giovane Diocesi di  Montalto e al suo Presidato . In questo periodo il paese poté godere allora di molti privilegi e scrisse il nuovo statuto (1590).

Di grande interesse è il suo centro storico ancora intatto con i palazzi medioevali e rinascimentali e le chiese romaniche. Stando ad alcuni storico locali,  Castignano era luogo di transito per pellegrini che da Roma si recavano in Terra Santa, e si presume la presenza dei Templari per via della croce patente sopra al portale della Chiesa di S. Maria del Borgo: la struttura della chiesa risale al XIII secolo, nel XIV secolo, fu ingrandita dai monaci benedettini di Fonte Avellana; da ammirare due portali gotici con grandi monofore,  gli archetti trilobati e la torre del XVI secolo. All’interno presenta un altare barocco e il dipinto Madonna con bambino e S. Giuseppe di Giuseppe Ghezzi. Fino al XVIII secolo alla chiesa era annesso uno Spedale per pellegrini.

Chiesa S.S. Pietro e Paolo del XIII secolo, stile romanico,  facciata lineare adornata da un grande rosone  del XIV secolo, portale con formelle decorate in cotto,  la torre campanaria è allineata alla facciata e presenta due monofore e cuspide in laterizio. La parte absidale, più antica, ci riconduce al periodo delle chiese fortificate, presentando due monofore che sembrano feritoie. L’interno è a due navate e copertura a capriate, si può ammirare una statua lignea quattrocentesca raffigurante S. Pietro e un dipinto su tela del XV sec. raffigurante i due Santi. Pregevole coro ligneo quattrocentesco,  La cripta del XIII secolo, presenta resti di affreschi di scuola crivellesca. 

Le frazioni di Castignano sono: Castiglioni, Rufiano, San Martino, Sant'Angelo di Ripaberarda, San Venanzo e Ripaberarda, la frazione più abitata.

Ripaberarda

E’ sita sulla provinciale per Ascoli Piceno a 465 m s.l.m. con 1012 abitanti. E’ costruito sul territorio dei calanchi alle falde del Monte dell’Ascensione. Chiamata “la Troia” dagli abitanti del circondario, sembra che il suo toponimo derivi da certo Berardo, un signore ascolano che, messo al banno, trovò qui rifugio.
Nel 1298 il castello di Ripaberarda , diviene vassallo di Ascoli. Nel XVI secolo il castello subì una serie di frane che fecero scomparire maggior parte del paese, restando la porta castellana e  una parte delle mura fortificate. Di interesse la torre rompi tratta e la porta castellana dotata di feritoie da moschetto contrapposte al fornice della porta, e di bertesca realizzata su beccatelli intervallati da caditoie. All’interno del castello si può ammirare il campanile cinquecentesco edificato su preesistenze (turris capitis), attributo ad Antonio da Lodi, con elementi decorativi in maiolica, si presenta a base quadrangolare e una cuspide ottagonale e quattro pinnacoli.

La chiesa di Sant'Egidio Abate fu distrutta da una frana nel 1510 restando in piedi solo l’oratorio al quale fu subito affiancato il campanile già citato. Alla fine del secolo fu edificata la chiesa di Santa Maria extra Moenia cioè "fuori le mura", la quale resterà unica chiesa officiata. Nel 1928 la chiesa di Santa Maria venne trasformata radicalmente e assunse il nome dell’antica chiesa di Sant'Egidio Abate. Fu spostato l’orientamento aprendo l’ingresso nella parete opposta. L’altare monumentale dell’artista Ascolano Lazzaro Giosaffatti del XVIII secolo, fu spostato nella cripta.

Ripaberarda è stata comune fino al dicembre 1865 quando, con Regio Decreto, divenne frazione di Castignano.

Bibliografia essenziale:

  • Secondo Balena, Antonio Rodilossi, Castignano. Storia, arte, cultura, tradizione, il Segno, Verona , 1984.
  • M. Mauro, Castelli, Rocche, torri, cinte fortificate delle Marche; i Castelli dello Stato di Ascoli, Ripaberarda, Adriapress Ravenna, 1998.

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